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domenica, luglio 19, 2026

BACKWOODS (1988) - Recensione

 Titolo: Backwoods / Geek

Anno: 1988

Paese: USA

Regia: Dean Crow

Trailer non disponibile





Backwoods aka Geek, da non confondere con Luther (the geek) è un horror di fine anni 80 diretto da Dean Crow. Fa parte del filone slasher boschivo o semplicemente backwood slasher

Dopo la recente recensione di Night of fear, mi occupo di nuovo di boschi con pazzi scatenati. Stavolta però si torna negli Stati Uniti, a conoscere William, un ragazzo che definire "difficile" è un complimento. 

La storia
Karen e Jamie sono una coppia è in fuga dalla città per una piccola vacanza nelle zone rurali. Dopo aver chiesto indicazioni ad un ranger decidono di accamparsi proprio nella zona che gli era stata sconsigliata. Così si imbattono subito in un vecchio e sua figlia, che ha urgente bisogno di una tracheotomia. Il vecchio decide quindi di invitali a casa sua per riconoscenza. E in un capanno fuori casa ospita il figlio William, ritardato e cresciuto come animale. I problemi per la coppia inizieranno molto presto.




E' un vero peccato, perché le premesse ci sono tutte e le potenzialità anche. Ma il risultato non è poi così sfolgorante. Ho visto pellicole a basso budget cavarsela decisamente meglio, nonostante la buona caratterizzazione del personaggio di William e gli ultimi minuti, che tirano su un pochino il tutto portandolo almeno alla sufficienza.
Per il resto c'è un bel periodo noioso, non perché non succeda molto, ma perché la tensione non si riesce a creare nella maniera giusta. Sappiamo che William prima o poi farà la sua mossa, perché è in pratica un animale feroce, che, se non ha il padrone a tenerlo sotto controllo, sfogherà la sua indole .
Errata anche l'operazione di voler rendere più interessante e profonda la relazione tra William e Karen, che tenta di stabilire un contatto col ragazzo, ovviamente senza riuscirci. 
Si sa che in uno slasher molte decisioni stupide dei protagonisti/vittime è dettata dagli stilemi, ma qui si cade nella forzatura secondo me. Ed è probabilmente la cosa che funziona di meno. E' prorpio Karen a decidere di andare dove non viene consigliato, che ci può stare ovviamente, lo abbiamo visto parecchie volte, ma in questo davvero la cosa risulta proprio forzata, almeno per me.
Il body count misero è un'altra delle cose che lo non fanno decollare al meglio, perché in alcuni casi, i morti sopperiscono a deficit di svolgimento, creando almeno un pizzico di divertimento e attirando l'attenzione.



Invece per quanto riguarda il finale, che come ho già detto è la cosa che tira su un po' il tutto, senza però lasciare qualche perplessità, restiamo nel solito scontro tra la final girl e il killer, con una buona inventiva del "combattimento" e degli espedienti che Karen userà per combattere William. Gli ultimi minuti sono proprio la cosa che desta perplessità, volendo forse creare un plot twist non troppo riuscito.
Nel complesso, lo consiglio solo ai completisti del genere.



sabato, settembre 21, 2024

HELL'S TRAP - Recensione

 Titolo: Hell's Trap / Trampa Infernal

Anno: 1989

Paese: Messico

Regia: Pedro Galindo III

Trailer


La cover dell'edizione Vinegar Syndrome

Il cinema Horror messicano è la mia nuova ossessione... più o meno. 
Da amante dei film "bruttini" scoprire queste pellicole è stato davvero sorprendente. Anche perché non ne sapevo molto, almeno non prima di qualche tempo fa. Ma mi sto documentando e scoprendo una buona quantità di pellicole da vedere e poi, nel caso, proporvi. Dopo Don't Panic, ecco che vi vado a parlare di un'altra "chicca" del b-movie, stavolta firmata da Pedro Galindo III, che credo sia ancora meglio.

Negli anni 80 la contaminazione del cinema Horror messicano col cinema americano ed europeo era abbastanza evidente, con un abbondante uso di citazioni a film di successo che poi sono diventati cult a distanza di anni.
Insomma un po' di ispirazione di qua e di la, qualche ritocco per non farla sembrare una scopiazzatura e il gioco è fatto!




In questa pellicola vedremo un killer mascherato, che vaga tra i boschi e uccide come Rambo, ma anche come Freddy Krueger


Nacho e Mauricio sono due "amici" in continua competizione. Li vediamo, all'inizio del film, giocacare ad una specie di paintball. Vince Nacho. Mauricio vuole subito la rivincita e propone così di andare a caccia di un orso nei boschi a poche ore dalla città. Stavolta però insieme ai due ci saranno i fidati compagni e le rispettive fidanzate. Quindi il gruppetto di 7 persone si mette in viaggio per poi separarsi nel bosco. Chi trova e uccide l'orso per primo ha vinto.
Peccato che l'orso non esista. Il killer del bosco è in realtà un reduce di guerra che, impazzito, crede si essere ancora in battaglia e difende il suo territorio da chiunque lo invada uccidendolo.
Inizia così una battaglia per la sopravvivenza tra i due gruppi, costretti a collaborare per salvarsi, e un killer mascherato che non ha nessuna intenzione di soccombere tanto facilmente.




Hell's Trap è spacciato come uno slasher, ma di fatto non lo è, almeno non nella sua accezione più canonica.
Per cominciare il gruppetto sa esattamente che sta andando a ficcarsi nei guai, non sa con chi esattamente, ma non sta di sicuro andando in campeggio serenamente. La pellicola poi ha una forte componente action, che bilancia molto bene la componente horror, creando un bel mix che movimenta parecchio il tutto e non lo rende mai noioso. La tensione che si crea è anche abbastanza buona, non altissima, ma c'è.
Gli omicidi sono invece slasher puro, con un killer che ha un bel guanto molto simile a quello di Freddy, ma che ha lame seghettate ed è montato su quello che sembra una pelle di zampa d'orso. Il che è un ottima cosa, perché non dà la netta sensazione di scopiazzatura (cosa di cui si parlava all'inizio dell'articolo).
E il killer è comunque ben costruito, e non si limita a sfoggiare il guanto, ma uccide con arco e frecce e usa anche delle trappole sparse per tutto il bosco.
Buona la componente gore, il sangue c'è e scorre!
Per quanto riguarda i due gruppetti, man mano che la storia va avanti, e le difficoltà si fanno evidenti, si scopre un Nacho, che è il buono e l'eroe della situazione, mentre Mauricio è destinato a pagare per il suo essere troppo egoista. E non fa una piega.

Non mancano alcuni momenti divertenti, grazie alla spalla di Nacho, Charly, un simapatico ragazzotto sovrappeso che però ha carattere da vendere.
La seconda parte del film è tutta azione e scontro tra Nacho e il killer, Jesse, che dopo aver praticamente fatto fuori tutti, spinge il nostro eroe alla resa dei conti finale nel bosco.
A questo punto la conclusione è quasi scontata, ma secondo me funziona proprio perché è così.


A mio parere, Hell's Trap è un film davvero dignitoso, che non cade mai nel trash assoluto e riesce ad offrire una spettacolo divertente e di intrattenimento, anche se in maniera leggera e magari a volte scontata.
Lasciando perdere alcuni momenti che sembrano quasi un pochino televisivi, Galindo III, che scrive la storia insieme al cugino Santiago, anche produttore del film, se la cava più che bene e gira un bel prodotto che riesce a tenere testa a molti altri prodotti sia americani che italiani dell'epoca.
Si avvale poi di Pedro Fernandez, star della musica in Messico, della ster televisiva Edith Gonzales, famosa anche in Italia per la soap opera Cuore Selvaggio, che da noi arriverà negli anni 90.
Il terzetto si conclude col comico Charly Valentino, che interpreta appunto l'amico fidato di Nacho, Charly.
Quindi il cast principale, se così possiamo chiamarlo è di pregio e non delude.

In conclusione ci sarebbe davvero da dare più risalto a pellicole che a prima vista sembrano delle poverate poco attraenti, ma che invece aprono una serie di altre porte alla scoperta di "perle" già viste, ma che hanno comunque da offrire una freschezza tutta loro.

Al solito grazie a Vinegar Syndrome che recupera questi tesori del b/z movie per i fan più accaniti.







lunedì, settembre 02, 2024

DON'T PANIC (1988) - Recensione

 Titolo: Don't Panic / Dimensiones Ocultas

Anno: 1989

Paese: Messico

Regia: Rubén Galindo J.R

Trailer


Ecco un film di cui ci si innamora all'istante... se amate le cose bruttine e anche con un tocco di trash.
Ma soprattutto se già conoscete il regista, il messicano Rubén Galindo J.R. Uno che ci sa fare in questo senso.

E come al solito meglio partire dall'inizio, cioè dalla trama del film:
Michael sta per compiere diciassette anni. I suoi amici insistono per ravvivare la festa facendo una seduta spiritica. Evocano così un demone che possiederà il migliore amico di Michael, Tony, che da quel momento se andrà in giro ad uccidere. Michael riesce a prevedere gli omicidi, ma c'è un problema: quando succede perde la vista e gli riesce difficile quindi fermare il killer. Ci proverà comunque con l'aiuto del fratello di una delle vittime e della sua ragazza.



La trama di questo film è davvero interessante ed è indubbiamente una buona idea. Non è la solita possessione che si deve sconfiggere e basta. Qui il prescelto o comunque chi ha la facoltà di controllare il demone ha però un handicap: la vista gli va via quasi del tutto quando "Virgil" il demone si attiva per uccidere le sue vittime.
Già un buon punto di partenza a mio avviso.
C'è da dire che il film di Galindo J.R strizza tantissimo l'occhio agli horror americani dell'epoca: Nightmare su tutti! Riesce però a svincolarsi dallo scopiazzo (che effettivamente non c'è, ma aleggia quel non so che... se mi capite) grazie ad una realizzazione che non annoia e che, nonostante il trash e la povertà di alcuni momenti, si salva per la gran simpatia.
Michael poi è un dolcissimo ragazzo biondo e riccioluto, che somiglia tanto a William Katt (Carrie, Chi è sepolto in quella casa?) e col suo pigiama coi dinosauri è davvero tenerissimo. Con la madre iperprotettiva che si ritrova, una donna separata, con problemi di alcolismo, che lo soffoca e si preoccupa anche troppo, è ancora più tenero.
Insomma è l'eroe improbabile, che cerca di conquistare la ragazza più carina della scuola, e che, sempre grazie a questo tenerissimo fascino ci riesce anche. Beh ecco, c'è anche un momento telenovela messicana, non posso nascondervelo. Ma è davvero una cosa da poco.




Galindo J.R.cerca di confezionare un prodotto, girato in Messico, con lo spirito di un film Americano, con tutti clichè del caso, ma anche dandogli una dignità tutta sua.
Ok, la recitazione non è il massimo, il trash c'è e non lo si nasconde, ma è tutto in funzione di questo piccolo e simpatico film, dai guizzi interessanti che riesce comunque nel suo scopo di intrattenimento.
C'è una bella dose di sangue, il comparto effetti speciali è assolutamente dignitoso e anche ciò che concerne la fase di "trans" che ha Michael durante gli omicidi del demone sono in linea col resto.
E' un b-movie, quindi non credo ci si potesse aspettare il miracolo. Io l'ho comunque molto apprezzato, come il precedete film di Galindo J.R. (non ve ne ho ancora parlato) meno americanizzato ma sempre dai buoni spunti.


E ovviamente Vinegar Syndrome non poteva farsi scappare l'occasione di far uscire il film in blu ray ricco di contenuti speciali.










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