giovedì, febbraio 26, 2026

MURDERLUST (1985) - Recensione

Titolo: Murderlust 

Anno: 1985

Paese: USA

Regia: Donald M. Jones

Trailer


Tra le ultimissime visioni c'è questo b-movie dal budget ridotto che narra l'ennesima storia di un serial killer.
Non è tratto da una storia vera ma pare che il regista abbia fatto ricerche sui più famosi serial killer per creare il suo personaggio.
L'argomento intriga sempre perché implica (probabilmente) violenza e sangue, ma soprattutto brutalità.
Non è esattamente il caso di questa pellicola però, ma non è tutto da buttare in fondo, anzi. E dopo aver accennato la trama vi spiego il perché.


La storia
Steve Belmont è uno stimato membro della comunità parrocchiale di una cittadina della California. Integerrimo e dedito al lavoro di "guida" spirituale ed insegnate (una specie di catechista in pratica) dei giovani che frequentano la parrocchia la domenica.
Steve Belmomt è anche uno scansa fatiche, egoista e maleducato, ma soprattutto è un serial killer.
Le due vite dovranno presto scontrarsi quando Steve, un giorno, invece di uccidere la bella Cheryl, come avrebbe dovuto, sembra invece innamorarsene.

Il serial killer può essere chiunque recita la tagline del film, ed in effetti, è così. 
Come dicevo, anzi scrivevo, all'inizio, da un film con serial killer ci si aspetterebbe una bella dose di violenza, torture magari, un po' di sangue insomma. E invece niente. Gli omicidi ci sono, ma sono semplici strangolamenti, nemmeno troppo audaci a dirla tutta.
Il Mojave Strangler, come viene chiamato Steve dai giornali è piuttosto magnanimo con le sue vittime. Pochi minuti ed  tutto finito. Abbastanza deludente questo aspetto, perché lo spettatore è messo a disagio davvero molto poco per quanto riguarda la brutalità.
Quindi quelli che parlano di robe alla  Henry piaggia di sangue, o Ted Bundy dovrebbero posare il fiasco.
Fa comunque parte della categoria e, anche se non troppo violento, andrebbe visto. Magari per voi invece è abbastanza forte. Chi può dirlo?



Mi piace pensare che il regista si sia dedicato di più alla costruzione del personaggio di Steve, piuttosto che a ciò che poi farà in preda alla follia. Perché il personaggio è davvero ben caratterizzato, sempre tenendo conto della poca esperienza, del budget ridotto e di conseguenza della qualità totale della pellicola. Perché Steve Belmont è veramente convincente. Un finto buono la domenica, uno che sa farsi amare e rispettare in un ambito che gli conviene. Perché anche questa parte della sua personalità, che è più forzata di quella naturale da killer, ha uno scopo. Ottenere una posizione tale da dover lavorare poco col massimo guadagno. Ma soprattutto "il controllo" delle persone. Mentre per tutto il resto del tempo è totalmente diverso. Un uomo che non riesce a tenersi nessun lavoro e che continua a cercare appoggio dal cugino, che appunto si chiede come facciano ad essere parenti. E poi ci sono le vittime, donne, per lo più prostitute, ma anche donne che incontra per strada e adesca. Succede anche con Cheryl, di cui però sembra innamorarsi.
Scoprirà che è la figlia di una delle responsabili della comunità domenicale, e inizia così la sua frequentazione romantica. Le cose però iniziano ad incrinarsi perché, prima o poi la sua natura malvagia doveva uscire fuori. Quindi l'epilogo non sarà felice... ma non vi dico per chi.




Murderlust soddisfa le aspettative di chi è abituato a pellicole con qualche difetto, ma sa, secondo me, difendersi bene anche a livello più generale. Non è troppo strampalato né trash, il budget sicuramente influisce sulla qualità ma compensa con l'interpretazione del protagonista, che sa essere convincente quanto basta.
Ed è forse l'unico elemento che regge tutto il film, per il resto, gli altri personaggi, quasi sono di contorno.
Un paio di scene sono anche piuttosto divertenti, una è il licenziamento, uno dei tanti, da guardia e l'altra è l'occultamento di un cadavere che Steve deve fare per forza in presenza del cugino. 

In definitiva mi sento di farvelo aggiungere alla lista dei film da vedere.




























martedì, febbraio 24, 2026

HE KNOWS YOU'RE ALONE (1980) - Recensione

 Titolo: He knows you're alone / Blood wedding

Anno:1980

Paese: USA

Regia: Armand Mastroianni

Trailer


Agli albori dello slasher qualcuno già provava a fare dei "plagi". Plagio suona negativo, lo so, ma è così palese che non è difficile pensarci. Io opto sempre per qualcosa di più soft e le chiamo ispirazioni, ma poi deciderete voi. Il termine più giusto, che non offende (forse) nessuno, potrebbe essere rip-off. Direi che ci siamo.
Il film da cui è stata tratta tanta "ispirazione" è Halloween di John Carpenter, uscito solo un paio d'anni prima, pellicola ancora in bilico tra il thriller e lo slasher (proto slasher). 




La storia
Amy è in procinto di sposarsi. Passerà il weekend con le amiche, mentre il fidanzato farà lo stesso coi suoi amici. Tutti le dicono di lasciar perdere, di non sposarsi, e soprattutto gli e lo dice il suo ex, che sta cercando disperatamente di riconquistarla prima che sia troppo tardi.
Intanto, in città, un uomo uccide una ragazza che si sarebbe sposata pochi giorni dopo. Sul posto, il detective Gamble ha un brutto presentimento. Il killer è sicuramente lo stesso uomo che ha ucciso la sua fidanzata il giorno del loro matrimonio. Facendo alcune ricerche scopre che Amy potrebbe essere la prossima vittima.




Ve lo dico subito, avete visto bene, quello nella foto in alto a destra  proprio lui : Tom Hanks. Giovanissimo e alla sua prima apparizione al cinema. Ha una piccola parte nel film, che tra l'altro avrebbe dovuto evolversi al peggio ed invece fu poi deciso di no. Lo vedremo arrivare nella seconda parte del film.
Detto questo nonostante He knows you're alone sia fortemente ispirato al film di Carpenter, ha una vita propria. E sinceramente non capisco come sia tenuto così poco in considerazione, perché in fondo non è poi così male. Precisiamo che il mio è anche un ragionamento basato sulla visione dopo una quarantina d'anni, dove di acqua e film horror ne sono passati sotto ai ponti. Oggettivamente è comunque un più che buon film. Anche senza il paio di cose che me lo hanno fatto piacere subito.

Il paio di cose sono: L'inizio al cinema. Mi ha ricordato tanto l'inizio di Scream 2. Seconda cosa il film proiettato al cinema, sempre ad inizio film. Le due ragazze stanno guardando un horror dove uno dei due ragazzi è lo Scott di Venerdì 13 pt 2 e muore esattamente appeso come nel film di Miner.
Questo film nel film in origine era il vero plot del film che Mastroianni avrebbe voluto realizzare, ispirandosi ad una leggenda metropolitana. Alla fine invece fece solo da prologo.

Finite le considerazioni che sono state possibili solo vedendo il film a posteriori, iniziamo le considerazioni oggettive: l'atmosfera 70s. Chi mi conosce sa che è una delle cose che amo in un horror. In questo caso siamo agli inizi degli anni 80, ma il film è stato girato a fine 79 e l'atmosfera c'è tutta. Quindi potrete apprezzare una New York, precisamente Staten Island, dalle tonalità delicate ma con il rosso ben in evidenza.




Quelle che vedete appena sopra sono, invece, due esempi di come il film non somigli mai, ma proprio mai ad Halloween. Mi spiace fare ironia ma ad una certa...
E pure la colonna sonora lo ricorda in qualche modo. A me personalmente non ha dato fastidio, anche se un sorriso viene spontaneo man mano che le scene si susseguono.
Mi è piaciuto comunque lo svolgersi degli eventi. Il killer non porta nessuna maschera ma è talmente glaciale nello sguardo che un pochino di disagio lo passa. Lo vediamo subito, anche se non sappiamo chi sia in verità. Sappiamo che ha ucciso la futura moglie del detective Gamble, perché lo ha lasciato proprio per il poliziotto. E da allora si è fissato ad uccidere tutte le ragazze prossime al matrimonio.
Si avvicina sempre di più ad Amy, cercando il momento giusto per colpire. Prima però ucciderà qualche persona di contorno ad Amy, un paio di amiche anche. Normale amministrazione da slasher movie.
Amy ha solo l'ex ad aiutarla a questo punto. Il simpatico e dolce Marvin, ancora innamorato e speranzoso in un suo ripensamento. 
Mastroianni mette in scena una storia non troppo elaborata, a volte ci sono delle scelte forse un po' "stupide", almeno a mio avviso, soprattutto sul finale, dove, ed è l'unica cosa che ho apprezzato di meno, c'è la scelta di gestire il personaggio di Gamble in maniera affrettata. Per il resto il film scorre bene, non annoia, ha dei buoni(ssimi) omicidi, il killer è sul pezzo, e la final girl pure.
Nel complesso magari non sarà riuscitissimo al cento per cento ma è senz'altro notevole e meritevole di essere scoperto o riscoperto se già lo conoscete.







mercoledì, novembre 26, 2025

SILENT SCREAM (1979) - Recensione

 Titolo originale: Silent scream / The silent scream

Anno: 1979

Paese: USA

Regia: Denny Harris

Trailer



E' quasi ora di tirare le somme per me, come ogni anno faccio una lista dei 10 film prima visione che mi hanno colpita di più. In positivo si intende.
Silent Scream ci è entrato con prepotenza proprio lo scorso weekend, ricco di visioni piuttosto interessanti anche.

Questa pellicola del 1979 si può tranquillamente catalogare tra gli slasher/thriller psicologici. Ovvero un mix tra lo slasher classico e qualcosa di più interessante ed elaborato. Non vi farà scervellare ma sicuramente, per chi ha un palato più "fine" sarà una bella sorpresa. Per me lo è stata. Poi si sa, tutto è estremamente soggettivo, ma vi sfido a dire che questo film possa essere brutto e totalmente da buttare. Vi sfido eh!



Partiamo già molto bene dal cast che è davvero ottimo e molto interessante: Cameron Mitchell, Barbara Steele, Yvonne De Carlo. Che non sono affatto estranei al genere. Se la cosa ancora non vi convince, il tutto si svolge in una bella casa sopra ad una scogliera, col mare in bella vista dalla finestre e un atmosfera quasi gotica. Quelle grandi case che sappiamo molto bene nascondono qualche orribile segreto. 

Meglio comunque partire dall'inizio. La studentessa Scotty Parker (interpretata da Rebecca Balding) arriva al college, ma purtroppo tutti gli alloggi interni sono già stati presi. Deve quindi ripiegare su qualcosa di esterno. A fine giornata trova la stupenda casa degli Engels, che affittano alcune camere. Scotty si trova con altri tre coinquilini: Jack, Peter e Doris. I tre fanno subito amicizia e si trovano molto bene. Tanto da uscire subito quella sera a cena tutti insieme. Al ritorno però sono piuttosto alticci e Doris e Peter restano indietro rispetto a Jack e Scotty. Peter resterà solo sulla spiaggia e, qualcuno uscito dal buio lo ucciderà.
Da questo momento le cose inizieranno farsi sinistre e pericolose. 
Si scoprirà che la famiglia Engels, Mason, la madre, che se ne sta sempre in camera sua, e una fantomatica sorella, Victoria, che non si sa dove sia, hanno molto da nascondere. Il tenente McGiver (Mitchell) indaga, ma intanto anche Doris viene uccisa nella cantina e trascinata da qualcuno al piano di sopra.  Scotty e Jack sono quindi in grave pericolo. In casa c'è qualcuno, ormai è assodato, che li osserva di nascosto e McGiver dovrà arrivare in tempo per salvarli.




Doris ci ricorda che gli scantinati sono il male...


Quello che mi è piaciuto di Silent Scream è l'atmosfera che da subito riesce a catturare lo spettatore. Già, dai primi minuti, subito dopo i titoli di testa e quando Scotty inizia a cercare casa, capiamo che sarà la storia giusta.
Sarò sincera però, a parte il plot twist finale aspettatevi il solito, ma è comunque abbastanza perché nel "solito" Harris riesce anche a metterci un pizzico di tensione, a creare il sospetto, anche se è facilmente intuibile cosa si possa nascondere in casa. Lo sappiamo, ma comunque la cosa riesce a farsi apprezzare. Gli omicidi sono ben "distribuiti" e non tutti buttati lì nell'ultima mezz'ora e questo è sempre una buona cosa. Lo slasher si fonde con lo psicologico, quando nel finale c'è la rivelazione che si intuisce già. Ma con una sorpresa, che non guasta e rende la cosa un pochino più "malata", dandogli quella spruzzata in più di sangue che merita di diritto.
Bravissima la Steele, che anche con poche scene, contribuisce a dare pregio. Ma lei, già con la sua presenza lo farebbe anche stando ferma immobile. Mitchell anch'esso è sempre una faccia amica, sia che faccia la parte del buono, che del cattivo. 

Sicuramente ci sono dei rimandi a Psycho, è difficile non pensarci, anche se la storia non è uguale. La "red flag"
del sesso, che non è mai ben visto dai killer è anch'essa presente. I ragazzi flirtano da subito, addirittura Scotty e Jack hanno un rapporto, spiati da occhi curiosi, e questo è male. Specialmente se il killer ha avuto problemi proprio col partner in passato. Quindi questo gli ricorda il motivo del suo disagio e lo scatena nella furia omicida più cieca.


Il film era stato girato nel 1977, ma poi si decise di rifare quasi tutto tempo dopo. Solo una decina di minuti venne tenuta buona. E qualcosa infatti si può notare, ma davvero, se non lo sapete credo non sia così immediato da percepire. Piccoli dettagli che magari un occhio attento potrebbe scovare.
Alla fine ne  uscito un notevole thriller psicologico con venature slasher (del resto siamo a fine anni 80 e quindi il sottogenere è ancora legatissimo al thriller, anche perché offre qualcolsa di più di un semplice gruppetto di teenager che viene massacrato nel bosco da un omone mascherato).
Silent Scream  è un film che offre molto e può accontentare un po' tutti gli appassionati.
Il mio consiglio è di recuperarlo assolutamente se ancora non lo conoscete o lo conoscete ma avete dei dubbi.













venerdì, novembre 21, 2025

GIRLS NITE OUT (1982) - Recensione

 Titolo originale: Girls nite out / The scaremaker

Anno : 1982

Paese: Usa

Regia: Robert Deubel

Trailer


Stranamente questo notevole slasher dei primi anni 80 lo avevo completamente dimenticato. Rivisto questo weekend mi ha di nuovo ben soddisfatta. E poi scopro che gli avevo già dato il medesimo voto, 3 stelle, su letterboxd. Quindi ora ci sta il consiglio anche a voi lettori. 

Siamo negli usa, e la radio di una cittadina locale organizza una caccia al tesoro che si dovrebbe tenere in una notte. Un killer, travestito da mascotte della scuola, inizia però ad uccidere chiunque gli capiti a tiro.



Classicissima trama no? e direi che c'è poco altro da aggiungere. Il resto lo dovete vedere voi, se deciderete (e dovreste), di dargli una possibilità.
Girls Nite Out ha tutti gli elementi dello slasher canonico, quello che in questo caso si svolge in scuole o dormitori pieni di adolescenti sempre arrapati e pronti a farsi gli scherzi più idioti. Tutta gente destinata a morire male, per mano del killer di turno. In questo caso sappiamo essere il simpatico orso mascotte, o meglio, qualcuno che, rubato il costume (e ucciso) il ragazzo che di solito lo indossa, dotatosi di artigli, si metterà poi a fare una strage tra i partecipanti alla caccia al tesoro.
Dopo un inizio un po' lento, forse ci sono un paio di scene di riempimento di troppo, il film va comunque più che bene, gli omicidi sono piuttosto buoni, il sangue c'è ed è congruo per la richiesta solita di uno slasher.  Abbiamo anche un bel plot twist finale che dona alla pellicola, la spiegazione finale, anche se più o meno si capisce già qualcosa, perché il killer viene nominato praticamente dai primi minuti, ma è una storia che appartiene al passato e nessuno crede che possa essere vero.
Il buono del film è cercare comunque, anche sapendo più o meno come potrebbe andare a finire, di riuscire a non rendere tutto troppo banale e noioso. Deubel ci riesce.
E riesce a creare anche una bella atmosfera, sia nella prima parte, dove c'è la solita "presentazione" dei ragazzi, e dei vari altri personaggi, e quindi poca azione, che nella seconda, dove, dopo l'inizio della caccia al tesoro, il killer si palesa, anche se mascherato da orso, e uccide senza pietà.




Gilrs Nite Out è divertente, ma ha anche quel qualcosa in più che lo eleva rispetto ai suoi "colleghi" magari più sempliciotti e diretti. E piace il finale, che è la cosa migliore del film, a voler essere totalmente onesti.
Ma piace anche il cast: Hal Holbrook, che ha una parte non grossa ma comunque fondamentale, Rutanya Alda anche lei piuttosto conosciuta, e Lauren Marie Taylor che conosciamo per la sua partecipazione al primo Venerdì 13. Il figlio di Holbrook, David, fa qui la sua prima apparizione in un film.
Mentre per quanto riguarda il regista, Deubel, questo  il suo unico film, ha fatto televisione e documentari.
Riesce però a cavarsela piuttosto bene tutto sommato.

Come già detto, Girls Nite Out, riesce a distinguersi tra gli slasher del tempo. Qui tra l'altro siamo proprio nel periodo di maggior lustro per il sottogenere, e forse, il legame con un plot più elaborato ancora c'è, e si vede, dall'inizio che incuriosisce, al finale, che svela l'arcano.

Io ve lo consiglio senza riserve. Lo trovate sul tubo, in lingua originale perché è inedito da noi, completo (di omicidi) e quindi ben godibile.










giovedì, ottobre 23, 2025

HARD ROCK NIGHTMARE - Recensione

 Titolo: Hard Rock Nightmare / Wolves, Sex and Rock 

Anno : 1988

Paese: Usa

Regia: Dominick Brascia

Trailer


Due anni dopo il buon Furia assassina, Dominick Brascia torna dietro la macchina da presa per portare sullo schermo un'altra sua idea. E posso aggiungere, senza ombra di dubbio, che è una buona idea. Ovviamente se togliamo tutti i "difetti" del caso.
Brascia lo conosciamo già perchè è stato il Joey di Venerdì 13 pt V, praticamente il ragazzo cicciottello che viene letteralmente fatto a pezzi con un ascia all'inizio del film. Quello sporco di cioccolata insomma. Lui.

Questo è un film che andrebbe benissimo nel periodo spooky season ovvero ottobre pre Halloween ma anche ottimo proprio per quella sera così particolare. Hard Rock Nightmare si presta ottimamente allo scopo.


Partiamo dall'inizio e cioè dal delirante prologo che già fa una bella scrematura di pubblico, se superate quello vuol dire che siete curiosi come la sottoscritta, curiosi di vedere qualsiasi cosa ci verrà propinata. Che sia bella o brutta, che ci diverta o che ci faccia letteralmente cadere le braccia dallo sconforto. 

Vediamo un ragazzino, che poi scopriremo essere il protagonista della storia a casa coi nonni. Il nonno che è un gran burlone, per definirlo con parole positive (è un po' stronzo, ma non cattivo, forse) si diverte a spaventare Jim, nipote, dicendogli di essere un vampiro, che un giorno lo ucciderà e balle varie. Jim ci crede talmente tanto da ficcargli un paletto nel cuore mentre sta schiacciando un pisolino sull'amaca in giardino.
Passiamo subito a molti anni dopo. Jim ha una band che prova nel garage di casa (classico degli anni 80), ma che disturba i vicini, così, i ragazzi sono costretti a fare i bagagli e a trovare un nuovo posto dove poter fare casino senza che la polizia venga a fargli visita.
Si decide per la vecchia casa dei nonni di Jim, dove lui ha tutti i brutti ricordi d'infanzia, l'omicidio del nonno, e la paura, che ancora ha di mostri e vampiri vari.
Arrivati sul luogo però sembra che le paure di Jim abbiano davvero un certo fondamento...



Hard Rock Nightamre non è di certo un capolavoro, né il miglior b-movie anni 80 in circolazione. Sa essere però simpatico al punto giusto e anche divertente. Lasciamo perdere la recitazione, quella è poco o niente pervenuta, ma è comunque un prodotto che si sa far notare a suo modo. Visto col mood giusto dà anche una piccola soddisfazione. Personalmente ho amato anche la colonna sonora, un paio di canzoni sono e soprattutto una quasi iconiche, ma è il mio SOLITO PERSONALISSIMO parere. Che però, se non lo scrivo, non sarebbe giusto.
Buoni anche gli omicidi, un po' di sangue c'è, e sin dal prologo si capisce che, anche capendo come andrà a finire quasi ogni singola scena, va bene così. Non è il primo ed unico film che abbiamo visto e non sarà nemmeno l'ultimo. 
E' "simpatico" perché, seppur ormai nell '88 lo slasher sia stato sdoganato già da tempo, in fondo riesce ad essere qualcosa di non noioso, che è un ottimo risultato. 
Personaggi stereotipo, con teenager che fanno cose stupide, nel momento "giusto", copiette che non possono esimersi dal fare sesso (come potrebbero), tutto mixato con un aura di sovrannaturale, perché, è bene ricordarlo, c'è un lupo mannaro che infesta la zona limitrofa alla villetta. L'arcano, che è intuibile, verrà sveòato nel finale, che è altrettanto delirante quanto il prologo.

In definitiva Brascia fa un discreto lavoro, cita molto Venerdì 13 e gli e lo si concede, perché dai, ci piace quando in un film horror si cita un'altro horror. Non dite di no.

Consigliato a chi come me ama addentrarsi, a suo rischio e pericolo, nella valle del b-movie.









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