mercoledì, novembre 26, 2025

SILENT SCREAM (1979) - Recensione

 Titolo originale: Silent scream / The silent scream

Anno: 1979

Paese: USA

Regia: Denny Harris

Trailer



E' quasi ora di tirare le somme per me, come ogni anno faccio una lista dei 10 film prima visione che mi hanno colpita di più. In positivo si intende.
Silent Scream ci è entrato con prepotenza proprio lo scorso weekend, ricco di visioni piuttosto interessanti anche.

Questa pellicola del 1979 si può tranquillamente catalogare tra gli slasher/thriller psicologici. Ovvero un mix tra lo slasher classico e qualcosa di più interessante ed elaborato. Non vi farà scervellare ma sicuramente, per chi ha un palato più "fine" sarà una bella sorpresa. Per me lo è stata. Poi si sa, tutto è estremamente soggettivo, ma vi sfido a dire che questo film possa essere brutto e totalmente da buttare. Vi sfido eh!



Partiamo già molto bene dal cast che è davvero ottimo e molto interessante: Cameron Mitchell, Barbara Steele, Yvonne De Carlo. Che non sono affatto estranei al genere. Se la cosa ancora non vi convince, il tutto si svolge in una bella casa sopra ad una scogliera, col mare in bella vista dalla finestre e un atmosfera quasi gotica. Quelle grandi case che sappiamo molto bene nascondono qualche orribile segreto. 

Meglio comunque partire dall'inizio. La studentessa Scotty Parker (interpretata da Rebecca Balding) arriva al college, ma purtroppo tutti gli alloggi interni sono già stati presi. Deve quindi ripiegare su qualcosa di esterno. A fine giornata trova la stupenda casa degli Engels, che affittano alcune camere. Scotty si trova con altri tre coinquilini: Jack, Peter e Doris. I tre fanno subito amicizia e si trovano molto bene. Tanto da uscire subito quella sera a cena tutti insieme. Al ritorno però sono piuttosto alticci e Doris e Peter restano indietro rispetto a Jack e Scotty. Peter resterà solo sulla spiaggia e, qualcuno uscito dal buio lo ucciderà.
Da questo momento le cose inizieranno farsi sinistre e pericolose. 
Si scoprirà che la famiglia Engels, Mason, la madre, che se ne sta sempre in camera sua, e una fantomatica sorella, Victoria, che non si sa dove sia, hanno molto da nascondere. Il tenente McGiver (Mitchell) indaga, ma intanto anche Doris viene uccisa nella cantina e trascinata da qualcuno al piano di sopra.  Scotty e Jack sono quindi in grave pericolo. In casa c'è qualcuno, ormai è assodato, che li osserva di nascosto e McGiver dovrà arrivare in tempo per salvarli.




Doris ci ricorda che gli scantinati sono il male...


Quello che mi è piaciuto di Silent Scream è l'atmosfera che da subito riesce a catturare lo spettatore. Già, dai primi minuti, subito dopo i titoli di testa e quando Scotty inizia a cercare casa, capiamo che sarà la storia giusta.
Sarò sincera però, a parte il plot twist finale aspettatevi il solito, ma è comunque abbastanza perché nel "solito" Harris riesce anche a metterci un pizzico di tensione, a creare il sospetto, anche se è facilmente intuibile cosa si possa nascondere in casa. Lo sappiamo, ma comunque la cosa riesce a farsi apprezzare. Gli omicidi sono ben "distribuiti" e non tutti buttati lì nell'ultima mezz'ora e questo è sempre una buona cosa. Lo slasher si fonde con lo psicologico, quando nel finale c'è la rivelazione che si intuisce già. Ma con una sorpresa, che non guasta e rende la cosa un pochino più "malata", dandogli quella spruzzata in più di sangue che merita di diritto.
Bravissima la Steele, che anche con poche scene, contribuisce a dare pregio. Ma lei, già con la sua presenza lo farebbe anche stando ferma immobile. Mitchell anch'esso è sempre una faccia amica, sia che faccia la parte del buono, che del cattivo. 

Sicuramente ci sono dei rimandi a Psycho, è difficile non pensarci, anche se la storia non è uguale. La "red flag"
del sesso, che non è mai ben visto dai killer è anch'essa presente. I ragazzi flirtano da subito, addirittura Scotty e Jack hanno un rapporto, spiati da occhi curiosi, e questo è male. Specialmente se il killer ha avuto problemi proprio col partner in passato. Quindi questo gli ricorda il motivo del suo disagio e lo scatena nella furia omicida più cieca.


Il film era stato girato nel 1977, ma poi si decise di rifare quasi tutto tempo dopo. Solo una decina di minuti venne tenuta buona. E qualcosa infatti si può notare, ma davvero, se non lo sapete credo non sia così immediato da percepire. Piccoli dettagli che magari un occhio attento potrebbe scovare.
Alla fine ne  uscito un notevole thriller psicologico con venature slasher (del resto siamo a fine anni 80 e quindi il sottogenere è ancora legatissimo al thriller, anche perché offre qualcolsa di più di un semplice gruppetto di teenager che viene massacrato nel bosco da un omone mascherato).
Silent Scream  è un film che offre molto e può accontentare un po' tutti gli appassionati.
Il mio consiglio è di recuperarlo assolutamente se ancora non lo conoscete o lo conoscete ma avete dei dubbi.













venerdì, novembre 21, 2025

GIRLS NITE OUT (1982) - Recensione

 Titolo originale: Girls nite out / The scaremaker

Anno : 1982

Paese: Usa

Regia: Robert Deubel

Trailer


Stranamente questo notevole slasher dei primi anni 80 lo avevo completamente dimenticato. Rivisto questo weekend mi ha di nuovo ben soddisfatta. E poi scopro che gli avevo già dato il medesimo voto, 3 stelle, su letterboxd. Quindi ora ci sta il consiglio anche a voi lettori. 

Siamo negli usa, e la radio di una cittadina locale organizza una caccia al tesoro che si dovrebbe tenere in una notte. Un killer, travestito da mascotte della scuola, inizia però ad uccidere chiunque gli capiti a tiro.



Classicissima trama no? e direi che c'è poco altro da aggiungere. Il resto lo dovete vedere voi, se deciderete (e dovreste), di dargli una possibilità.
Girls Nite Out ha tutti gli elementi dello slasher canonico, quello che in questo caso si svolge in scuole o dormitori pieni di adolescenti sempre arrapati e pronti a farsi gli scherzi più idioti. Tutta gente destinata a morire male, per mano del killer di turno. In questo caso sappiamo essere il simpatico orso mascotte, o meglio, qualcuno che, rubato il costume (e ucciso) il ragazzo che di solito lo indossa, dotatosi di artigli, si metterà poi a fare una strage tra i partecipanti alla caccia al tesoro.
Dopo un inizio un po' lento, forse ci sono un paio di scene di riempimento di troppo, il film va comunque più che bene, gli omicidi sono piuttosto buoni, il sangue c'è ed è congruo per la richiesta solita di uno slasher.  Abbiamo anche un bel plot twist finale che dona alla pellicola, la spiegazione finale, anche se più o meno si capisce già qualcosa, perché il killer viene nominato praticamente dai primi minuti, ma è una storia che appartiene al passato e nessuno crede che possa essere vero.
Il buono del film è cercare comunque, anche sapendo più o meno come potrebbe andare a finire, di riuscire a non rendere tutto troppo banale e noioso. Deubel ci riesce.
E riesce a creare anche una bella atmosfera, sia nella prima parte, dove c'è la solita "presentazione" dei ragazzi, e dei vari altri personaggi, e quindi poca azione, che nella seconda, dove, dopo l'inizio della caccia al tesoro, il killer si palesa, anche se mascherato da orso, e uccide senza pietà.




Gilrs Nite Out è divertente, ma ha anche quel qualcosa in più che lo eleva rispetto ai suoi "colleghi" magari più sempliciotti e diretti. E piace il finale, che è la cosa migliore del film, a voler essere totalmente onesti.
Ma piace anche il cast: Hal Holbrook, che ha una parte non grossa ma comunque fondamentale, Rutanya Alda anche lei piuttosto conosciuta, e Lauren Marie Taylor che conosciamo per la sua partecipazione al primo Venerdì 13. Il figlio di Holbrook, David, fa qui la sua prima apparizione in un film.
Mentre per quanto riguarda il regista, Deubel, questo  il suo unico film, ha fatto televisione e documentari.
Riesce però a cavarsela piuttosto bene tutto sommato.

Come già detto, Girls Nite Out, riesce a distinguersi tra gli slasher del tempo. Qui tra l'altro siamo proprio nel periodo di maggior lustro per il sottogenere, e forse, il legame con un plot più elaborato ancora c'è, e si vede, dall'inizio che incuriosisce, al finale, che svela l'arcano.

Io ve lo consiglio senza riserve. Lo trovate sul tubo, in lingua originale perché è inedito da noi, completo (di omicidi) e quindi ben godibile.










giovedì, ottobre 23, 2025

HARD ROCK NIGHTMARE - Recensione

 Titolo: Hard Rock Nightmare / Wolves, Sex and Rock 

Anno : 1988

Paese: Usa

Regia: Dominick Brascia

Trailer


Due anni dopo il buon Furia assassina, Dominick Brascia torna dietro la macchina da presa per portare sullo schermo un'altra sua idea. E posso aggiungere, senza ombra di dubbio, che è una buona idea. Ovviamente se togliamo tutti i "difetti" del caso.
Brascia lo conosciamo già perchè è stato il Joey di Venerdì 13 pt V, praticamente il ragazzo cicciottello che viene letteralmente fatto a pezzi con un ascia all'inizio del film. Quello sporco di cioccolata insomma. Lui.

Questo è un film che andrebbe benissimo nel periodo spooky season ovvero ottobre pre Halloween ma anche ottimo proprio per quella sera così particolare. Hard Rock Nightmare si presta ottimamente allo scopo.


Partiamo dall'inizio e cioè dal delirante prologo che già fa una bella scrematura di pubblico, se superate quello vuol dire che siete curiosi come la sottoscritta, curiosi di vedere qualsiasi cosa ci verrà propinata. Che sia bella o brutta, che ci diverta o che ci faccia letteralmente cadere le braccia dallo sconforto. 

Vediamo un ragazzino, che poi scopriremo essere il protagonista della storia a casa coi nonni. Il nonno che è un gran burlone, per definirlo con parole positive (è un po' stronzo, ma non cattivo, forse) si diverte a spaventare Jim, nipote, dicendogli di essere un vampiro, che un giorno lo ucciderà e balle varie. Jim ci crede talmente tanto da ficcargli un paletto nel cuore mentre sta schiacciando un pisolino sull'amaca in giardino.
Passiamo subito a molti anni dopo. Jim ha una band che prova nel garage di casa (classico degli anni 80), ma che disturba i vicini, così, i ragazzi sono costretti a fare i bagagli e a trovare un nuovo posto dove poter fare casino senza che la polizia venga a fargli visita.
Si decide per la vecchia casa dei nonni di Jim, dove lui ha tutti i brutti ricordi d'infanzia, l'omicidio del nonno, e la paura, che ancora ha di mostri e vampiri vari.
Arrivati sul luogo però sembra che le paure di Jim abbiano davvero un certo fondamento...



Hard Rock Nightamre non è di certo un capolavoro, né il miglior b-movie anni 80 in circolazione. Sa essere però simpatico al punto giusto e anche divertente. Lasciamo perdere la recitazione, quella è poco o niente pervenuta, ma è comunque un prodotto che si sa far notare a suo modo. Visto col mood giusto dà anche una piccola soddisfazione. Personalmente ho amato anche la colonna sonora, un paio di canzoni sono e soprattutto una quasi iconiche, ma è il mio SOLITO PERSONALISSIMO parere. Che però, se non lo scrivo, non sarebbe giusto.
Buoni anche gli omicidi, un po' di sangue c'è, e sin dal prologo si capisce che, anche capendo come andrà a finire quasi ogni singola scena, va bene così. Non è il primo ed unico film che abbiamo visto e non sarà nemmeno l'ultimo. 
E' "simpatico" perché, seppur ormai nell '88 lo slasher sia stato sdoganato già da tempo, in fondo riesce ad essere qualcosa di non noioso, che è un ottimo risultato. 
Personaggi stereotipo, con teenager che fanno cose stupide, nel momento "giusto", copiette che non possono esimersi dal fare sesso (come potrebbero), tutto mixato con un aura di sovrannaturale, perché, è bene ricordarlo, c'è un lupo mannaro che infesta la zona limitrofa alla villetta. L'arcano, che è intuibile, verrà sveòato nel finale, che è altrettanto delirante quanto il prologo.

In definitiva Brascia fa un discreto lavoro, cita molto Venerdì 13 e gli e lo si concede, perché dai, ci piace quando in un film horror si cita un'altro horror. Non dite di no.

Consigliato a chi come me ama addentrarsi, a suo rischio e pericolo, nella valle del b-movie.









venerdì, settembre 19, 2025

L'ASSASSINO E' COSTRETTO AD UCCIDERE ANCORA - RECENSIONE

Titolo originale: L'assassino è costretto ad uccide ancora / Il ragno / The killer must kill again

Anno:1975

Paese: Italia

Regia: Luigi Cozzi


Dopo una lunga pausa si ritorna a pubblicare qualcosa sul blog. L'occasione è ghiotta in quanto, finalmente, è di nuovo disponibile, restaurato e in versione integrale il secondo lungometraggio di Luigi Cozzi. Mi riferisco al giallo/thriller L'assassino è costretto ad uccidere ancora, The killer must kill again per gli amanti del giallo fuori dal nostro paese.

A portarcelo, in dvd e bluray è la Rustblade Records, che già ci ha deliziati con diverse uscite, che io personalmente gradisco sempre. L'edizione limited, di cui ho fatto video unboxing sul canale youtube è ricca e comprende il film in dvd e bluray, un bel libricino informativo e delle cards.
Avete comunque la possibilità di avere le edizioni standard sia in dvd che bluray.



Giorgio è sposato con la ricca Norma, ma essendo un donnaiolo vorrebbe liberarsi della moglie, senza però perdere i benefici economici. Decide così di inscenare un rapimento, e il suo assassinio poi, per intascare il riscatto. Fortuna vuole che una notte, per caso, veda un uomo che occulta un cadavere. Il tizio è un killer e fa proprio al caso del nostro Giorgio. I due si accordano, ma quando il killer nasconde il corpo di Norma, ormai morta, nel bagagliaio della sua auto, viene derubato della stessa da due ragazzi in cerca di avventura.
Luca e Laura infatti rubano l'auto del killer solo per poter andare al mare. Luca vuol fare colpo sulla ragazza e i due scappano con la prima auto aperta che trovano.
Ovviamente ignari del grosso guaio in cui si sono cacciati. Il killer infatti e sulle loro tracce e non tarderà molto a capire dove sono finiti.
Intanto Giorgio finge di essere preoccupato per la moglie, ma il commissario di polizia non ci vede chiaro, anzi, ha moltissimi dubbi su tutta la faccenda.
Alla fine il killer trova Luca e Laura e si vendica per il furto, ma sarà prima costretto ad uccidere ancora dato che è stato scoperto il corpo nel bagagliaio.
Non vado oltre e il finale lo lascio scoprire a chi ancora non ha visto il film.




Cozzi confeziona un gran bel film, nonostante le difficoltà iniziali con cast e distribuzione. Sa creare la tensione e l'atmosfera giuste, e stemperare con piccoli momenti divertenti.
Il film è stato girato nel 1973, ma per motivi di censura vede la luca vera e propria solo due anni dopo.
Il cast pensato originariamente non era questo, ma a conti fatti il cambio non è stato affatto male, perché nessuno degli attori è fuori posto, anzi, direi che fila tutto liscio, nonostante le difficoltà anche di produzione. Un giallo che si va piazzare probabilmente tra i migliori (almeno tra quelli che ho visto io fino ad ora quindi perdonate l'azzardo) per storia e svolgimento.
Cozzi prende spunto da tante cose, Hitchcock, ma anche da un romanzo di Giorgio Scerbanenco dal quale prende l'idea dei due ragazzi che rubano l'auto per andare al mare e la mette in un contesto giallo/thriller.



Per il ruolo del killer Cozzi in origine voleva Gastone Moschin, ma poi, dopo i problemi dovuti alla produzione, il ruolo va al carismatico Antoine Saint John. Perfetto per il ruolo in quanto il suo viso particolarmente duro e truce ha davvero i connotati del killer. Ritroveremo Saint John qualche anno dopo nel piccolo ma molto incisivo ruolo ne L'aldilà di Lucio Fulci. E' lui infatti il pittore maledetto che ad inizio film viene brutalmente massacrato. Impossibile da dimenticare. 
George Hilton invece, affascinante interprete di film western e gialli già da un po', e quindi super esperto del genere, è Giorgio, un marito cinico e donnaiolo che non esita ad assoldare un killer per liberarsi della moglie. 
Cristina Galbò, attrice spagnola, che più o meno nello stesso periodo abbiamo visto in Non si deve profanare il sonno dei morti (ma ha fatto anche altro) è Laura, una dei due giovani in fuga. A lei spetta la scena più cruda del film, che non svelo per correttezza di chi non ha visto già.




In conclusione chi crede che Cozzi sappia fare solo film un po' trash (ma che a me personalmente comunque non dispiacciono) si ricreda perché qui tira fuori davvero qualcosa di buono. Dimostra capacità, senza dover imitare l'amico Argento ed è un pregio da riconoscergli.



























sabato, aprile 12, 2025

CARNIVAL OF BLOOD - Recensione

 Titolo: Carnival of Blood

Anno: 1970

Paese: Usa

Regia: Leonard Kirtman

Trailer




Il b-movie di oggi è un ultra low budget, unico "esperimento" nel panorama horror di un regista più avvezzo a film hard. Nulla di strano eh! Tantissimi registi sono passati dal porno o soft core all'horror... e viceversa. Ma non è questo l'argomento su cui discutere. L'argomento è Carnival of blood, da non confondere con Carnival of souls, antecedente, né con Malatesta's Carnival of blood, di, invece, qualche anno dopo. Questo, diretto da Leonard Kirtman nel 1970, è solo Carnival of blood. E dal titolo si preannuncia qualcosa di interessante, almeno per chi ama sangue e b-movie dalle atmosfere marce.





Il film si svolge prevalentemente in un Luna Park di Coney Island, dove, nel tunnel dell'orrore, qualcuno ne esce morto male. L'aiuto del procuratore cerca di indagare, nonostante la riluttanza della fidanzata. Al Luna Park, ci lavora anche un vicino di casa della coppia, Tom, che insieme ad uno strano aiutante, possiede un attrazione proprio nei pressi del Tunnel. Chi sarà il killer? Forse una cartomante lo sa, forse no.

Alla fine del film lo scopriremo.




Nonostante ci siano più che buone premesse, Carnival of blood è un prodotto che non riesce nel suo intento. Partendo dal mistero, che non riesce ad essere tenuto nascosto per molto. Già dalla prima mezz'ora si intuisce più o meno chi sia il cattivo, è il tentativo di mettere in piedi un plot twist non funziona. Alcuni personaggi sono talmente marcati che risultano anche troppo sgradevoli, come la donna all'inizio o quella circa a metà, che è l'essenza del disagio e della maleducazione. Quasi quasi l'avrei volentieri tolta di mezzo io... giusto per farvi capire quanto fastidio mi ha dato. E peccato che il film non sia abbastanza marcio, nonostante il sottotesto di degrado. L'unico personaggio davvero ben caratterizzato è quello di Gimsy interpretato da Burt Young, qui addirittura al suo primo ruolo in un film. Uno storpio con un ritardo mentale che sarebbe il killer ideale per ogni film dell'orrore che vira verso lo slasher. Per il resto abbiamo la noia di un iter ripetuto: gente sgradevole che poi finisce male per mano di un killer che intende dargli una lezione.


Ripeto, il potenziale c'è ed è un vero peccato. Ma non basta nemmeno il finale, con lo spiegone a sollevare la noia precedente e anche una fotografia che non aiuta perché troppo scura. Aiuta però probabilmente a nascondere i difetti di make up degli omicidi e a mitigarli. Siamo però troppo costretti forse ad immaginare noi stessi. Ed è forse più bello vedere anche certe imperfezioni, che però sappiamo essere parte di un certo tipo di cinema, che di queste imperfezioni si fa porta bandiera. Insomma, una serie di cose che, a conti fatti non danno il giusto risultato. Stavolta non è andata benissimo, ma se siete completisti ci sta!










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