Titolo: Murderlust
Anno: 1985
Paese: USA
Regia: Donald M. Jones
Tra le ultimissime visioni c'è questo b-movie dal budget ridotto che narra l'ennesima storia di un serial killer.
Non è tratto da una storia vera ma pare che il regista abbia fatto ricerche sui più famosi serial killer per creare il suo personaggio.
L'argomento intriga sempre perché implica (probabilmente) violenza e sangue, ma soprattutto brutalità.
Non è esattamente il caso di questa pellicola però, ma non è tutto da buttare in fondo, anzi. E dopo aver accennato la trama vi spiego il perché.
La storia
Steve Belmont è uno stimato membro della comunità parrocchiale di una cittadina della California. Integerrimo e dedito al lavoro di "guida" spirituale ed insegnate (una specie di catechista in pratica) dei giovani che frequentano la parrocchia la domenica.
Steve Belmomt è anche uno scansa fatiche, egoista e maleducato, ma soprattutto è un serial killer.
Le due vite dovranno presto scontrarsi quando Steve, un giorno, invece di uccidere la bella Cheryl, come avrebbe dovuto, sembra invece innamorarsene.
Il serial killer può essere chiunque recita la tagline del film, ed in effetti, è così.
Come dicevo, anzi scrivevo, all'inizio, da un film con serial killer ci si aspetterebbe una bella dose di violenza, torture magari, un po' di sangue insomma. E invece niente. Gli omicidi ci sono, ma sono semplici strangolamenti, nemmeno troppo audaci a dirla tutta.
Il Mojave Strangler, come viene chiamato Steve dai giornali è piuttosto magnanimo con le sue vittime. Pochi minuti ed tutto finito. Abbastanza deludente questo aspetto, perché lo spettatore è messo a disagio davvero molto poco per quanto riguarda la brutalità.
Quindi quelli che parlano di robe alla Henry piaggia di sangue, o Ted Bundy dovrebbero posare il fiasco.
Fa comunque parte della categoria e, anche se non troppo violento, andrebbe visto. Magari per voi invece è abbastanza forte. Chi può dirlo?
Mi piace pensare che il regista si sia dedicato di più alla costruzione del personaggio di Steve, piuttosto che a ciò che poi farà in preda alla follia. Perché il personaggio è davvero ben caratterizzato, sempre tenendo conto della poca esperienza, del budget ridotto e di conseguenza della qualità totale della pellicola. Perché Steve Belmont è veramente convincente. Un finto buono la domenica, uno che sa farsi amare e rispettare in un ambito che gli conviene. Perché anche questa parte della sua personalità, che è più forzata di quella naturale da killer, ha uno scopo. Ottenere una posizione tale da dover lavorare poco col massimo guadagno. Ma soprattutto "il controllo" delle persone. Mentre per tutto il resto del tempo è totalmente diverso. Un uomo che non riesce a tenersi nessun lavoro e che continua a cercare appoggio dal cugino, che appunto si chiede come facciano ad essere parenti. E poi ci sono le vittime, donne, per lo più prostitute, ma anche donne che incontra per strada e adesca. Succede anche con Cheryl, di cui però sembra innamorarsi.
Scoprirà che è la figlia di una delle responsabili della comunità domenicale, e inizia così la sua frequentazione romantica. Le cose però iniziano ad incrinarsi perché, prima o poi la sua natura malvagia doveva uscire fuori. Quindi l'epilogo non sarà felice... ma non vi dico per chi.
Murderlust soddisfa le aspettative di chi è abituato a pellicole con qualche difetto, ma sa, secondo me, difendersi bene anche a livello più generale. Non è troppo strampalato né trash, il budget sicuramente influisce sulla qualità ma compensa con l'interpretazione del protagonista, che sa essere convincente quanto basta.
Ed è forse l'unico elemento che regge tutto il film, per il resto, gli altri personaggi, quasi sono di contorno.
Un paio di scene sono anche piuttosto divertenti, una è il licenziamento, uno dei tanti, da guardia e l'altra è l'occultamento di un cadavere che Steve deve fare per forza in presenza del cugino.
In definitiva mi sento di farvelo aggiungere alla lista dei film da vedere.







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