Titolo: Day of the reaper
Anno: 1984
Paese: USA
Regia: Tim Ritter
Non avevo ancora parlato di Tim Ritter, qualche tempo fa avevo apprezzato il suo Killing Spree, disponibile per il mercato italiano grazie a Digitmovies e alla sua collana estrema Spasmo Video. Ne avevo parlato nella rubrica sui b-movie, nel podcast dedicato però. Lo trovate qui
A dirla tutta al tempo forse il blog ancora non esisteva proprio.Ritter è un regista di b-movie, originario della Florida, che inizia la sua carriera in tenera età. Le passioni, si sa, arrivano a qualsiasi età, ma in molti casi si nasce con l'amore per "qualcosa", e credo possa essere questo il caso.
Il nostro "appassionato" inizia la sua carriera proprio con Day of the reaper a soli 17 anni e con solo 1000 dollari di budget, qualche amico e parente a fargli da attore, e tanta voglia di portare su pellicola l'ispirazione che i tanti film visti gli hanno dato.
La storia
Un gruppo di ragazze, dopo una giornata spensierata in spiaggia, resta in panne con l'auto mentre fa ritorno a casa. Le ragazze si addentrano nel bosco, attirando l'attenzione di un maniaco omicida incappucciato che le insegue e ne uccide una prima che riescano a scappare. Nonostante siano ritornate in città, il killer le trova e le uccide una ad una. Resta la solita final girl che riesce a far catturare il killer con l'aiuto di un poliziotto.
Ok questo però è un flashback.
All'inizio del film infatti vediamo il killer fuggire durante un trasferimento, che probabilmente andrà in cerca della sopravvissuta.
Da ora però, se non amate troppo gli spoiler, magari vi fermate, vedete il film (lo trovate in giro, basta cercare e fare attenzione al minutaggio completo. Vi sconsiglio la versione su youtube perché ha una scarsa qualità) e tornate dopo. Se invece non vi interessa, potete continuare a leggere.
Cercherò comunque di fare meno spoiler possibili.
Abbiamo già parlato della giovanissima età del regista, degli attori non proprio professionisti (per nulla) del budget davvero poverissimo. Quindi aspettatevi la ciofeca più orrenda che potrete mai vedere. Che però ha comunque un suo perché.
La storia di base è slasher, con killer che bracca delle vittime, una final girl, un poliziotto che tenta di catturarlo. Gli elementi ci sono tutti. Ritter prende spunto dalle cose che ha visto e che lo hanno ispirato, per cercare di fare qualcosa di suo.
Il primo impatto visivo ricorda parecchio lo slasher francese, sempre di tipo quasi amatoriale Ogroff, una perla del cinema di serie z, che ancora, per me resta imbattuto e detiene lo scettro di preferito (dalla sottoscritta) della categoria.
Day of the reaper si può quasi definire un filmino della prima comunione in stile horror. Tecnica e recitazione non pervenute, dialoghi assurdi, montaggio e fotografia che come va va.
Un delirio insomma, partendo già dai primi minuti, dove vediamo il killer uscire dall'istituto, accompagnato da due infermieri all'auto per il trasferimento. Già con cappuccio, stivali di gomma e guanti di gomma.
Segue poi un "pippone" dove la final girl si chiede, ad un anno dall'accaduto, se il killer possa mai tornare a cercarla. Si parte poi col flashback, dove la ragazza rivive l'esperienza e tutti gli omicidi seguenti, fino alla cattura, con un espediente che fa sorridere: la polizia, in questo caso il detective incaricato (interpretato da Ritter stesso) tende una trappola al killer, lasciando la ragazza sola in un vicolo e... lui arriva e si fa beccare!
Ora che tornato però c'è bisogno di catturalo di nuovo e stavolta arriva un altro carico di delirio.
Magari non aggiungo nulla sul finale, non voglio rovinare troppo un'eventuale visone.
Day of the reaper è pieno di difetti, questo è oggettivo, ma è talmente in linea con il pensiero e l'agire di un diciassettenne che per me è ampiamente perdonato.
Certo non vado a dargli un 10/10 ma una sufficienza la merita, per l'impegno e perché, c'è quel qualcosa che non lo può far sembrare un disastro totale.
Si salva solo la colonna sonora, una cosa un pochetto professionale, per il resto è proprio un deliro buttato lì alla bell'e meglio. C'è l'inesperienza di tutti, da chi dirige e filma, a chi recita, agli effetti speciali.
Come dicevo però va attenzionato se amate il cinema di questo tipo. Ritter poi ha imparato ad "affianre" la tecnica, è cresciuto ed è tuttora in attività come regista. Probabilmente ne sentirete parlare ancora e ne leggerete ancora a riguardo su questa pagina.








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