venerdì, settembre 19, 2025

L'ASSASSINO E' COSTRETTO AD UCCIDERE ANCORA - RECENSIONE

Titolo originale: L'assassino è costretto ad uccide ancora / Il ragno / The killer must kill again

Anno:1975

Paese: Italia

Regia: Luigi Cozzi


Dopo una lunga pausa si ritorna a pubblicare qualcosa sul blog. L'occasione è ghiotta in quanto, finalmente, è di nuovo disponibile, restaurato e in versione integrale il secondo lungometraggio di Luigi Cozzi. Mi riferisco al giallo/thriller L'assassino è costretto ad uccidere ancora, The killer must kill again per gli amanti del giallo fuori dal nostro paese.

A portarcelo, in dvd e bluray è la Rustblade Records, che già ci ha deliziati con diverse uscite, che io personalmente gradisco sempre. L'edizione limited, di cui ho fatto video unboxing sul canale youtube è ricca e comprende il film in dvd e bluray, un bel libricino informativo e delle cards.
Avete comunque la possibilità di avere le edizioni standard sia in dvd che bluray.



Giorgio è sposato con la ricca Norma, ma essendo un donnaiolo vorrebbe liberarsi della moglie, senza però perdere i benefici economici. Decide così di inscenare un rapimento, e il suo assassinio poi, per intascare il riscatto. Fortuna vuole che una notte, per caso, veda un uomo che occulta un cadavere. Il tizio è un killer e fa proprio al caso del nostro Giorgio. I due si accordano, ma quando il killer nasconde il corpo di Norma, ormai morta, nel bagagliaio della sua auto, viene derubato della stessa da due ragazzi in cerca di avventura.
Luca e Laura infatti rubano l'auto del killer solo per poter andare al mare. Luca vuol fare colpo sulla ragazza e i due scappano con la prima auto aperta che trovano.
Ovviamente ignari del grosso guaio in cui si sono cacciati. Il killer infatti e sulle loro tracce e non tarderà molto a capire dove sono finiti.
Intanto Giorgio finge di essere preoccupato per la moglie, ma il commissario di polizia non ci vede chiaro, anzi, ha moltissimi dubbi su tutta la faccenda.
Alla fine il killer trova Luca e Laura e si vendica per il furto, ma sarà prima costretto ad uccidere ancora dato che è stato scoperto il corpo nel bagagliaio.
Non vado oltre e il finale lo lascio scoprire a chi ancora non ha visto il film.




Cozzi confeziona un gran bel film, nonostante le difficoltà iniziali con cast e distribuzione. Sa creare la tensione e l'atmosfera giuste, e stemperare con piccoli momenti divertenti.
Il film è stato girato nel 1973, ma per motivi di censura vede la luca vera e propria solo due anni dopo.
Il cast pensato originariamente non era questo, ma a conti fatti il cambio non è stato affatto male, perché nessuno degli attori è fuori posto, anzi, direi che fila tutto liscio, nonostante le difficoltà anche di produzione. Un giallo che si va piazzare probabilmente tra i migliori (almeno tra quelli che ho visto io fino ad ora quindi perdonate l'azzardo) per storia e svolgimento.
Cozzi prende spunto da tante cose, Hitchcock, ma anche da un romanzo di Giorgio Scerbanenco dal quale prende l'idea dei due ragazzi che rubano l'auto per andare al mare e la mette in un contesto giallo/thriller.



Per il ruolo del killer Cozzi in origine voleva Gastone Moschin, ma poi, dopo i problemi dovuti alla produzione, il ruolo va al carismatico Antoine Saint John. Perfetto per il ruolo in quanto il suo viso particolarmente duro e truce ha davvero i connotati del killer. Ritroveremo Saint John qualche anno dopo nel piccolo ma molto incisivo ruolo ne L'aldilà di Lucio Fulci. E' lui infatti il pittore maledetto che ad inizio film viene brutalmente massacrato. Impossibile da dimenticare. 
George Hilton invece, affascinante interprete di film western e gialli già da un po', e quindi super esperto del genere, è Giorgio, un marito cinico e donnaiolo che non esita ad assoldare un killer per liberarsi della moglie. 
Cristina Galbò, attrice spagnola, che più o meno nello stesso periodo abbiamo visto in Non si deve profanare il sonno dei morti (ma ha fatto anche altro) è Laura, una dei due giovani in fuga. A lei spetta la scena più cruda del film, che non svelo per correttezza di chi non ha visto già.




In conclusione chi crede che Cozzi sappia fare solo film un po' trash (ma che a me personalmente comunque non dispiacciono) si ricreda perché qui tira fuori davvero qualcosa di buono. Dimostra capacità, senza dover imitare l'amico Argento ed è un pregio da riconoscergli.



























Nessun commento:

Posta un commento

Altri articoli: