sabato, luglio 04, 2026

MASK OF MURDER (1985) - Recensione

 Titolo: Mask of Murder

Anno: 1985

Paese: Usa/Svezia

Regia: Arne Mattsson

Trailer



Un serial killer che semina il panico in una cittadina canadese, sgozzando giovani donne, viene presto catturato dalla polizia. Ma poco tempo dopo sembra esserci un imitatore. E stavolta la faccenda è molto più oscura di quanto si possa pensare.



Lo ammetto, ho visto il nome di Christopher Lee tra gli interpreti e ci sono cascata. 
Peccato che sia solo uno specchietto per le allodole, che non appare abbastanza per fare comunque la differenza. Dopo una sfolgorante scena ad inizio film, dove sfoggia la sua imponente voce (da vedere ovviamente in lingua originale, anche perché non mi risulta sia mai sta
to doppiato in italiano) esce di scena per riapparire praticamente nel controverso plot twist finale.
Quello che vorrebbe essere un giallo con delle venature che virano verso lo slasher è, di fatto, un giallo molto blando che si mescola col poliziesco e il drama. La storia sarebbe anche buona se solo fosse tenuta in piedi anche da una solida recitazione. Invece sembra quasi che tutto il comparto attoriale sia stanco, e con davvero pochissima voglia di rendere un po' di spessore ai personaggi. E non stiamo parlando di attori alle prime armi.
A tratti sembra un film per la televisione, o un lungo episodio di una serie poliziesca. Non ci sarebbe nulla di male però, se solo non fosse così scadente. La noia è sempre dietro l'angolo, senza trovate davvero convincenti. La manciata di omicidi, commessi con un taglientissimo rasoio, in realtà sporcano molto poco, probabilmente il freddo contribuisce a rallentare l'uscita del sangue... (scherzo)




Il voler poi spacciare la Svezia per il Canada fa sorridere. Perché pure un bambino lo capirebbe. Il film infatti è stato girato ad Uppsala città svedese. E il plot twist finale è praticamente stato spoilerato già dai primi minuti, togliendo forse l'unico elemento che avrebbe dato un senso a tutto. Sicuramente con una miglior gestione del plot, e una recitazione più convinta, come ho già detto, sarebbe saltato fuori qualcosa di interessante, perché comunque c'è un potenziale di fondo.

Un quasi completo disastro, anche se, nonostante la tensione inesistente, la curiosità di vedere dove andrà a parare resta e tiene lo spettatore in qualche modo attento fino alla fine. 
Di mio non ne consiglio la visione, se non ai completisti e ai fan di Lee.







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