Titolo originale : Someon's watching me!
Anno: 1978
Paese: USA
Regia: John Carpenter
Trailer / TV spot
Nel lontano 1978, quasi in contemporanea con Halloween, esce questo giallo/thriller per la tv, diretto anch'esso da John Carpenter. Un film di cui si parla pochissimo, ma che comunque merita di essere citato e fatto conoscere. Tra l'altro in questa opera di intrattenimento televisivo c'è molto di più di quello che si scorge in superficie. Quindi vi consiglio già da subito di recuperare, lo trovate facilmente su amazon
Siamo nell'ambito/categoria del voyeurismo con stalkeraggio telefonico, in voga al cinema in quegli anni, con esempi come Gli occhi dello sconosciuto (1981), Are you in the house alone (1978), When a stranger calls (1979), Hotline (1981). Ci sono differenze tra i film, ma il tema di base è lo stesso: donne stalkerate da maniaci omicidi, in contesti che vanno dal trhiller allo slasher. Con più o meno tensione. Sicuramente ne leggerete ancora, se sarò fortunata coi tempi questo mese.
Leight Michaels (interpretata da Lauren Hutton) è una giovane regista televisiva che si è appena trasferita a Los Angeles da New York. Si permette un bellissimo appartamento al 43esimo piano di un ricco palazzo, la Arkham House. Ha trovato subito un ottimo lavoro e spera di potersi rifare una vita, dopo una delusione amorosa avuta a NY.La storia
Dopo poco dal suo arrivo nel nuovo appartamento però, inizia a ricevere telefonate e regali da uno sconosciuto, che, pian piano diventa sempre più inquetante ed aggressivo nei modi.
La polizia fa poco, e Lauren dovrà cavarsela con l'aiuto del suo nuovo ragazzo Paul (David Winkless) e della collega Sophie (Adrienne Barbeau).
Una denuncia sociale intrinseca
Carpenter, che è anche sceneggiatore, ci tiene subito a precisare che il suo film ha un aspetto di denuncia sociale, che riguarda la donna e il suo status, che alla fine degli anni 70 sa essere indipendente, ma che ancora ha delle difficoltà in alcuni ambiti. E' una bravissima regista, stimata e subito accettata al lavoro, ma essendo molto bella, è anche oggetto di attenzione per un collega che tenta un approccio quantomeno insistente, ma che lei rifiuta categoricamente. Anzi sarà lei a scegliere la persona da conoscere, e lo far con sicurezza e successo.
Diversamente dal collega, che sparisce quasi subito di scena dopo l'ennesimo NO, chi la stalkera ha un ben preciso obiettivo, togliendole prima ogni privacy, terrorizzandola quanto basta, per poi agire nel finale.
La polizia, qui rappresentata dal detective Gary Hunt (nterpretato da Charles Cypers che sarà anche lo sheriffo Brackett in Halloween) fa il suo dovere a metà, un po' perché non c'è un vero reato punibile, fino ad un certo punto del film, un po' perché la cosa viene presa molto sottogamba. La Mitchell sottolinea più volte il fatto che si aspetti magari che avvenga lo stupro o l'omicidio e poi, probabilmente, si agisca. Ed è questo il nocciolo della questione. Quando è giusto intervenire in casi come questi? Perché aspettare in base ai segnali o alle azioni, solo perché non sembrano gravi o potenzialmente pericolose?
Alla polizia interessa solo trovare un colpevole, e quando sembra averlo trovato, chiude di nuovo gli occhi e non crede più alle successive denunce della Mitchell.
E non è che siamo andati avanti molto in 40 anni.
Cosa ne penso io
Pericolo in agguato è un attimo film, ben girato e ben caratterizzato, che ha però una blanda costruzione della tensione che ha molto di più da spartire con i film di suspense anni 60 (ci sono riferimenti espliciti ad Hitchcok, anche di tecnica in una scena in particolare), colonna sonora compresa, che non è realizzata da Carpenter, ma è comunque apprezzabile. Sicuramente il tocco musicale del Maestro sarebbe stato più incisivo, ma probabilmente fuori luogo. Così come le atmosfere, che non sono le solite che potete trovare nei suoi film.
Bello il personaggio della Barbeau, che non è centrale ma è "particolare" ed evidenzia questa voglia di stupire e di portare qualcosa di nuovo in un plot non originalissimo, ma sempre ben accetto. Non spoilero, quindi dovrete scoprirlo da voi.
La poca tensione viene comunque sopperita da uno svolgimento senza intoppi e tempi morti, con dialoghi ben strutturati e mai banali, quindi un giallo/thriller magari non troppo appariscente, ma che si fa voler molto bene. Sul finale un po' di tensione c'è e sia può già intuire come andrà a finire, ma senza bisogno di plot twist o altro per ottenere un buon risultato.
Non aspettatevi il gore, perché il genere non lo richiede, se non quel poco o pochissimo in questo caso, sul finale, quando ci sarà l'incontro fatidico tra lo stalker e Leight.
Ho apprezzato tanto la costruzione del personaggio di Leight Mitchell come una donna forte ed indipendente, per il semplice motivo che in questi casi è sempre oggetto di interesse da parte dello sciroccato di turno, ma che lo sa affrontare in maniera coraggiosa, senza lasciarsi andare troppo al panico e farsi trasportare troppo negativamente dagli eventi, affidandosi in fondo ad un aiuto esterno, che di soliti è il compagno o l'amico di turno. Non è un errore intendiamoci, ma è una bella caratteristica che rende valore, e non è sempre scontato in una pellicola di questo genere.
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