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lunedì, marzo 17, 2025

DONALD NEILSON - LA IENA DI LONDRA Recensione

 Titolo: Donald Neilson - La Iena di Londra / The Black Panther

Anno: 1977

Paese: Gran Bretagna

Regia: Ian Merrick

Trailer



Non proprio un horror questo, ma più un drama thriller/giallo, dalla spiccata cattiveria e crudeltà. Il fatto popi che si stia riportando fatti realmente accaduti fa ancora più gelare il sangue, e non scherzo o abbondo stavolta (non lo faccio mai veramente).

La storia è quella di Donald Neilson, ex soldato dell'esercito britannico, ora in congedo per stare con la famiglia (pare che sia stata la moglie a convincerlo a ritirarsi, info presa da alcuni documentari su di lui). Lui però, tremendamente shoccato dalla vita militare e dalle imprese che ha dovuto svolgere ha quella che si definisce "sindrome traumatica da stress" che lo ha cambiato molto e non in positivo.
Sicuramente era già un gran "simpaticone" anche prima, ma ora, quando lo conosciamo noi è qualcosa di davvero spregevole. Un individuo oltremodo ingiustificabile, in tutto quello che fa.
Da come tratta la famiglia, moglie e figlia sono spaventate dai suoi modi aggressivi e soprattutto la figlia, che non ha un nome ma si chiama "stupida" per tutto il film, resta sempre con quella espressione attonita di chi non si è arreso ad essere abusato, ma deve comunque stare zitto per non peggiorare la situazione.
Neilson, che di lavorare onestamente non ha proprio voglia, decide che è sicuramente più redditizio e divertente compiere rapine. Di solito a negozianti di cui è sicuro abbiano l'incasso in casa.
Si introduce quindi nelle case nottetempo e, dopo avere svegliato i proprietari per farsi consegnare i soldi, li minaccia con un fucile a canne mozze. Non gli va sempre bene, quindi decide che sia meglio sparare a bruciapelo a chiunque decida di opporsi al suo volere.
Così. oltre alle rapine, iniziano gli omicidi.
Ma Neilson non è ancora contento: decide che è il caso di rapire la diciasettenne Lesley Whittle, che ha ereditato col fratello la ricchezza dei genitori. Lo fa ma anche stavolta non va come dovrebbe e Lesley ha la peggio perché lo ha visto in faccia.
Viene finalmente catturato, ma la sua ormai è una vita che è entrata nella storia del crimine più efferato e cruento.






Da quello che ho potuto capire la pellicola di Ian Merrick è piuttosto fedele, non esagerata e molto semplice nel suo svolgersi. Nessun fronzolo o abbellimento romanzato, ma una cruda e spietata esplicazione dei fatti, che sinceramente centra a pieno il punto. Quasi un documentario, narrato a volte dal protagonista stesso.
Nessun segno di umanità, ma solo la smania di avere denaro facile senza guardare in faccia a chi viene sottratto.
Facile però non molto forse. La preparazione di ogni colpo è meticolosa e ben studiata da buon militare. E Neilson ama tutto questo. Conserva i ritagli delle rapine e ne è assolutamente orgoglioso.
La psicolgia del protagonista è rimasta ancora in guerra e le rapine sono missioni da compiere, quindi chi muore è il nemico e va bene.

Neilson è interpretato da Donald Sumpter, caratterista già attivo da fine anni 60 nel cinema e faccia conosciuta grazie alle sue molte partecipazioni anche a recentissimi progetti televisivi. 
Il suo ritratto di Neilson è davvero convincente.

Una pellicola che nella sua semplicità è un vero pugno nello stomaco, brutale e diretto, che non ci risparmia nulla.
A noi arriva tramite il dvd Opium Vision (la cui collana ha delle chicche che vi consiglio di cercare)
Il film è in versione integrale, così da poterlo gustare al meglio.











lunedì, novembre 18, 2024

BEWARE! THE BLOB - Recensione

 Titolo originale: Beware! The Blob / Son of Blob

Anno: 1972

Paese: Usa

Regia: Larry Hagman

Trailer


E' proprio vero che non si smette mai di imparare. Nel mio caso non si smette mai di conoscere e scoprire nuovi film, che seppur in giro da tanto, mi sono sfuggiti.
E' piuttosto normale però, perché io, la piena facoltà di poter cercare dappertutto ce l'ho da una decina d'anni. Cioè da quando mi sono decisa ad essere parte dei social e di usare internet con le sue molteplici funzioni.
Così piano piano arrivo anch'io. Abbiate fede.

Decisamente un sequel che non serviva, data la qualità che tra, l'originale del 1958 e il remake del 1988, non ha nulla a che spartire, ma c'è, e in fondo si fa comunque voler bene per la sua vena ironica.


Una misteriosa sostanza, viene "accidentalmente" scongelata e inizia così ad inglobare esseri viventi diventando sempre più grande. Una coppia di giovani, che ha fiutato il pericolo cerca di fermarla e di non farsi mangiare.


Semplice e veloce. Il succo del film è questo però. Non diventare parte integrante della sostanza "slimeosa" che muovendosi per conto proprio, si mangia chiunque le capiti a tiro.
Inizierà con un gattino, che ci fa compagnia nei titoli di testa e che purtroppo sarà la prima vittima della sostanza aliena. Come sappiamo che è una sostanza aliena? Beh Blob è un film abbastanza conosciuto, un sci-fi di fine anni 50 che ha anche come protagonista Steve McQueen. Che poi la cosa strida un pochino (cioè la presenza di McQueen in un film del genere) meglio far finta del contrario.

Nel film originale la massa arrivava sulla terra grazie alla caduta di una meteora, e, appena scoperta iniziava subito a mietere vittime, inglobandole senza pietà per crescere sempre più ogni pasto.
Il tutto era molto serio e in perfetto stile horror/sci-fi anni 50. Con una bella atmosfera e tutto quello che gli corre dietro.
Blob diventa un cult dell'epoca e non viene dimenticato, tanto che nel 1988 Chuck Russel dirigerà un più che dignitoso remake, stavolta con Kevin Dillon nei panni del protagonista.




Nel mezzo c'è appunto questo sequel che, a distanza di 14 anni dal primo, ci riporta nell'incubo gelatinoso.
A dirigere stavolta c'è Larry Hagman, conosciuto più che altro per il ruolo di J.R in Dallas, la famosa telenovela anni 80. Hagman recita anche nel ruolo del contadino scemo.
Il film vira verso un mood ironico, con il risultato di un delirio quasi totale. Non c'è un briciolo di terrore, anche perché si vede poco e niente degli attacchi della creatura alle persone. Ci sono però alcune scene dove la si può vedere introdursi, in case ed altri edifici che sono anche piuttosto buone.
Quindi dimenticatevi il terrore, perché alcune scene sono dei veri e propri sketch. Ed è già dall'inizio è così.
La cosa potrebbe funzionare bene se comunque ci fosse una lineare qualità tra la recitazione e il risultato finale.
Purtroppo non c'è sempre, e molte volte sembra quasi improvvisato, che è poi l'elemento che fa gridare al delirio per quanto mi riguarda.
Tra i due protagonisti quello che se la cava meglio è indubbiamente Robert Walker jr, mentre la sua controparte a volte sembra più divertita che atterrita.
Salvo il gattino, che, pur stando in scena pochissimo, dona all'inizio del film un po' di curiosità.


Il risultato finale però non è poi così disastroso. Personalmente ho visto di molto peggio, anche se come via di mezzo tra il cult ed il ramake questa pellicola, come già detto stona parecchio.
Prendiamolo quindi per quello che è: Un b-movie low budget girato da un novellino con poca esperienza di regia, che in fondo l'ha portata a casa. Per i capelli certo, ma lo ha fatto.

Consigliato ai completisti.

 










venerdì, luglio 26, 2024

KILLER'S MOON - Recensione

 Titolo: Killer's moon

Anno: 1978

Paese: Uk

Regia: Alan Birkinshaw

Trailer


Niente di meglio che iniziare la giornata con un bel thriller britannico di fine anni 70.
Meglio ancora se l'idea è buona e funziona. In questo caso però funziona solo a metà purtroppo.

Un allegro gruppo di ragazze è in viaggio su un pullman che purtroppo resta in panne nei pressi di un paesino della campagna inglese. Le ragazze sono un piccolo coro e devono esibirsi da qualche parte.
Mentre l'autista cerca qualcuno che ripari il pullman, le ragazze si stabiliscono in un hotel, non ancora aperto ma che offre ospitalità per la notte.
Intanto nei boschi si aggirano quattro malintenzionati: sono fuggiti da un istituto psichiatrico e adesso uccidono e stuprano nel totale delirio. Arriveranno anche all'hotel e se la prenderanno con le ragazze.
Due escursionisti accampati nei pressi dell'hotel le aiuteranno a fuggire.




Scoperto, cercato e guardato immediatamente, Killer's Moon è un film riuscito a metà. Tutto funziona ma ha quel non so che, che alla fine non lo fa spiccare. Peccato perchè i quattro pazzi sono davvero il delirio totale, incapaci di distinguere il bene dal male, ma sanno fare solo il male. C'era la base per un cattivissimo rape and revenge (lo spacciano per uno slaher, ma non lo è affatto, è più un thriller o un home invasion dato lo stallo nell'hotel), e in quegli anni di film cattivi ne abbiamo visti alcuni:  da L'ultima casa a sinistra a La casa sperduta nel parco fino a Non violentate Jennifer.
Qui è tutto decisamente più soft, anche se gli stupri non mancano e non manca il sangue, ma non è abbastanza.
Mette a disagio, ma non nel modo giusto ed efficace per farlo stare alla pari dei film citati sopra.

I quattro personaggi matti, si chiamano per "Mr" e delirano in continuazione, credendo di stare sognando, e nel sogno possono fare quello che vogliono.
Peccato però che non risultino troppo convincenti nel loro ruolo, almeno per un film che intende prendersi sul serio. Perché ogni tanto pare di stare in una commedia horror, che di sicuro più accostarsi a degli omicidi, ma cozza irrimediabilmente con degli stupri. E nemmeno strizzare l'occhio ad Arancia meccanica aiuta. No.
Peccato ancora perché succedono anche tante cose, ci sono tanti spostamenti e cambi di scena e, se non si sta più che attenti, si perde qualcosa. Nonostante la frenesia di questi cambi però ci sono alcuni piccoli tempi morti che incidono un po' negativamente e non aiutano di certo. Insomma il tutto non lavora ben amalgamato.


Fortunatamente a salvare un po' la situazione ci sono i due interpreti dei ragazzi accampati che salveranno le ragazze. Loro si comportano piuttosto ragionevolmente nel complesso e poi uno splendido cane, un doberman a cui manca una zampa anteriore e che farà più giustizia di chiunque altro, diventando di fatto il vero eroe del film.
Quindi, per questi due elementi e per la "simpatia" che comunque mi ha trasmesso lo ritengo personalmente sufficiente, seppur sgangherato e non del tutto riuscito.
Più cattiveria avrebbe sicuramente aiutato molto.

Lo potete vedere qui: https://www.youtube.com/watch?v=f67wMUMPdk8
Lo potete acquistare qui: https://88-films.myshopify.com/products/killers-moon












martedì, ottobre 10, 2023

20 FILM HORROR CHE QUEST'ANNO COMPIONO 50 ANNI

 


Precisiamo: questa non è una classifica. Questa è una semplice lista di film, un reminder se preferite, per ricordare appunto qualche film uscito nel 1973 e che quest'anno si accingono a spegnere 50 candeline.

Non sembra vero, ma il tempo passa. E poi, si può sempre scoprire qualcosa di nuovo!

Perché 20? Perché 10 sarebbero troppo pochi e più di 20 sarebbero troppo tanti. Si aggiungerebbe troppa roba, magari poco significativa, e perché, per me, 20 era un buon numero.

Sarà un articolo lungo, quindi  mi limiterò solo ad accennare trama e qualche piccola curiosità se serve.

 Spero di aver fatto un buon lavoro.


1 L'ESORCISTA


Il capostipite del filone esorcistico che poi verrà, diretto da William Friedkin che non credo abbia bisogno di grandi presentazioni. Fece scalpore quando uscì, ingrandendo ancora di più la fama di mito del cinema horror.
In questi giorni è stato riportato in sala, in versione integrale e restaurata per offrire la possibilità di una visione più immersiva anche a chi se lo era perso allora.

Una ragazzina di 12 anni inizia a manifestare strani comportamenti. Dopo vari tentativi di cure, la madre dovrà convincersi che la figlia è posseduta da un demone e trovare chi la possa aiutare per esorcizzarlo dalla figlia.

2 THE WICKER MAN


Censurato al limite della sopportazione, The wicker man, è il folk horror per eccellenza. Una pellicola scomoda negli anni 70. Per l'esplicità nel mostrare nudità e il sesso e un culto pagano, che nulla ha a che vedere con Dio e il cattolicesimo. Film preferito da Christopher Lee, che a dir suo, era la possibilità di scucirsi di dosso il mantello di Dracula e essere anche altro, oltre al famoso vampiro.

Il poliziotto ultra puritano Howie viene mandato sull'isola di Summerisle per indagare sulla scomparsa di una ragazzina. L'uomo viene accolto da una comunità dedita a culti pagani e ad altre strane usanze. Ben presto scoprirà di essere in trappola.

3 A VENEZIA... UN DICEMBRE ROSSO SHOCKING


Diretto da Nicholas Roeg, con Donald Sutherland e Julie Christie. Tutto ambientato nella affascinante e misteriosa Venezia è un thriller psicologico davvero immancabile se amate il genere. Come molti cult dell'epoca ha avuto il suo bel da fare per farsi amare, ma alla fine ci è riuscito come merita.

I coniugi Baxter sono a Venezia per lavoro. Pochi mesi prima la loro figlia è annegata in un laghetto a casa loro e il dolore è ancora vivo per la coppia. Laura Baxter si convince che la figlia sia accanto a loro quando una veggente le dice di averla vista. 

4 I CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE 


Conosciuto anche col titolo di Torso, il film di Sergio Martino, regista di genere molto famoso tra gli anni 70 e 80, è quello che si può definire un protoslasher, cioè un precursore del sottogenere che avrà un enorme successo negli anni 80, soprattutto negli Stati Uniti, con centinaia di film. Un mix di giallo, thriller e horror, con la bella dose di violenza che ancora fa un certo effetto.

Un misterioso assassino massacra alcune ragazze che studiano in un college per straniere a Roma. 4 studentesse si rifugiano in una villetta isolata per starsene tranquille, ma l'assassino le raggiunge anche lì.

5 LA CAVALCATA DEI RESUSCITATI CIECHI


Il secondo capitolo della cultissima saga dei Resuscitati Ciechi di Amando De Ossorio, che poi vedrà altri due sequel, ( questi ultimi sempre più in calando però) riesce ancora ad avere un certo fascino. Merito degli zombotti templari, tanto lenti quanto letali e del trash molto presente nella pellicola, e nella saga in generale.
Un vero mito del b-movie spagnolo anni 70.

Al villaggio di Bersan ci si prepara per il 500esimo anniversario del linciaggio di alcuni templari, colpevoli di stregoneria e sacrifici umani. Purtroppo però c'è chi però li vuole riportare in vita e, grazie ad un antico rito riesce a risvegliare i Templari. La festa così si trasformerà in un incubo per i cittadini di Bersan.

6 LISA E IL DIAVOLO


Ennesima pellicola di Mario Bava, ormai rodato da tanti bei film. Purtroppo la pellicola non ebbe gran successo alla sua presentazione quindi Bava, temendo un fiasco totale, rielaborò il tutto e decise di farla uscire nel 75 col titolo La casa dell' esorcismo. 

Lisa è una turista americana in viaggio in Spagna. Dopo aver fatto la conoscenza con uno strano personaggio, verrà attirata in un palazzo, dove quest'ultimo si diverte a tormentarne gli abitanti attraverso strani riti.

7  LA MORTE HA SORRISO ALL'ASSASSINO


E' il primo horror diretto da Joe D'Amato e viene girato in soli 8 giorni. Il film è un horror gotico con la bella Eva Aulin. In una scena un gatto dovrebbe graffiare uno degli attori e sfigurargli la faccia. Dato che non si riusciva a venirne fuori, D'Amato gettò il gatto addosso all'attore.

Una ragazza ha un'incidente con la sua carrozza e viene ospitata in una villa. Dopo il suo arrivo iniziano a succedere cose strane e alla fine si scoprirà che la ragazza è arrivata lì per un motivo preciso.

8 LA CITTA' VERRA' DISTRUTTA  ALL'ALBA



Quarto film di Romero, che stavolta si cimenta in un fanta horror mettendoci sempre la sua "critica sociale". Il film è stato poco pubblicizzato e distribuito a suo tempo, anche se è un'ottimo prodotto. Forse un po' grezzo ma fa il suo dovere.

Una pericolosa arma biologica sfugge al controllo e si sparge per la cittadina americana di Evans City. Gli infetti diventano estremamente rabbiosi. L'unica soluzione per il governo americano è l'uccisione degli infetti e la distruzione della città.

9 OSCAR INSANGUINATO


Molto simile a Labominevole Dr. Phibes, Oscar insaguinato vede un Vincent Price, sempre magnifico, alle prese con vari omicidi. Diretto da Douglas Hickox il film è uno dei preferiti di Price. 

Edward Lionheart è un attore Sheakespiriano che però è continuamente stroncato dalla critica. Quando un attore più giovane verrà insignito del premio tanto ambito, inizierà una vendetta su chiunque lo abbia criticato in maniera negativa.

10 IL MESSIA DEL DIAVOLO
    

Film dalle atmosfere Lovecraftiane, molto belle, il film è diretto da Willard Huyck e Gloria Katz che sono anche autori della sceneggiatura. Il film riesce bene nonostante le limitazioni di budget ed è una piccola perla da scoprire.

 Una ragazza si reca nella cittadina di Point Dume alla ricerca del padre. L'uomo è scomparso e di lui non si hanno notizie. La ragazza avrà esperienze sempre più bizzarre fino al finale in cui dovrà lottare per salvarsi.


11 DOPO LA VITA



Dal romanzo di Richard Matheson, La casa dell'inferno (il titolo originale infatti è The legend of Hell House) la pellicola di John Hough è un horror gotico sovrannaturale tra i migliori del suo tempo.

Alcuni esperti sono invitati ad investigare in una villa infestata dallo spirito di un satanista. I tentativi di esorcizzare lo spirito malavagio dell'uomo negli anni sono tutti falliti, lasciando dietro di sé una scia di morti.

12 I SATANICI RITI DI DRACULA


Tra la sfilza di film su Dracula, interpretati da Christopher Lee, nel 73 abbiamo questo The satanic rites of Dracula, forse non tra i migliori, ma sicuramente molto divertente e degno di nota. Il film è diretto da Alan Gibson e a d interpretare Van Helsing è il mitico Peter Cushing.

Una setta satanica è al centro delle indagini dei servizi segreti britannici. Van Helsing è chiamato a collaborare e, scoperti i piani della setta di diffondere un virus, si convince che dietro a tutto ciò ci sia il suo nemico di sempre: il conte Dracula.

13 THE VAULT OF HORROR


Il film è conosciuto anche come Tales from the crypt II, perché è in effetti il seguito del film antologico del 1972. Anche questo è un antologico e prende il nome dai fumetti editi dalla EC Comics : The vault of horror, ma nessuna delle storie però appare nel fumetto Americano. A dirigere è Roy Ward Baker e il film è composto da 6 episodi.


14 BABA YAGA


Horror erotico che si ispira al fumetto di Guido Crepax "Valentina". E' diretto da Corrado Farina e interpretato da Isabelle De Funes, George Eastman e Carrol Baker.

Valentina, una fotografa, fa la conoscenza con una strana donna, Baba Yaga, che piano piano si insinua nella sua vita. La ragazza si accorgerà presto che la donna è una strega e sta anche cercando di sedurla. Solo l'intervento del suo fidanzato riuscirà a salvarle dalle grinfie di Baba Yaga.

15 IL MOSTRO E' IN TAVOLA... BARONE FRANKENSTEIN


Andy Wharol e Paul Morrissey mettono in scena un classico dell'orrore a "modo loro". Il risultato è una specie di commedia bizzarra che non lesina sul sangue e sulle scene truci. Girato insieme ad un' altra rivisitazione, quella di Dracula (Dracula cerca sangue di vergine e... morì di sete -1974) , Il Frankenstein di Morrissey vede protagonista un giovane Udo Kier e la collaborazione del nostro Antonio Margheriti. Il film infatti è girato in Italia.

Cacciato dall'università, Frankenstein si rifugia nel suo castello per continuare i suoi esperimenti. Creerà due esseri che vorrà poi far accoppiare per dar vita ad una nuova potente razza. Le cose non andranno nel modo sperato però.

   16 CURSE OF THE DEVIL
    

Settimo (credo) film sulla saga del lupo mannaro Waldemar Daninsky, interpretato dal mitico Paul Nashy. Non tutti i film sono editi in Italia, ma è una saga interessante, con alti e bassi. La rende sicuramente iconica la presenza di Nashy e le molteplici "fatiche" che il suo personaggio deve affrontare ogni volta. Il film è diretto da Carlos Aured

Stavolta Daninsky viene trasformato in lupo mannaro da un discendente di una strega, condannata da un suo avo nel medioevo.

17 PSYCHOMANIA


Conosciuto anche col titolo di The death weelers, questo gioiellino britannico è sempre troppo poco nominato. Diretto da Don Sharp, già attivo per alcuni film horror della Hammer, è un biker movie con l'aggiunta del sovrannaturale.

Tom è il leader di una gang di motociclisti che si fa chiamare "The living dead". Il ragazzo è appassionato di occultismo e, quando scopre di poter diventare immortale suicidandosi e stipulando un patto col Diavolo, decide di provarci e di coinvolgere anche i membri della gang.

18 LA ROSA DI FERRO



Quinto film del regista francese Jean Rollin, The iron rose o La rose de fer, è un horror psicologico che si svolge per la maggior parte in un cimitero e ne sfrutta la magnifica atmosfera. Il regista appare in un cameo come un personaggio che si aggira nel cimitero.

Due ragazzi restano bloccati in un cimitero dopo aver fatto sesso in una tomba scavata da poco. Nella notte le loro peggiori paura li terrorizzeranno in un vortice onirico e inquietante.


19 LE VERGINI CAVALCANO LA MORTE


Lucia Bosè nei panni della famosa contessa sanguinaria Erzebeth Bathory. Questa produzione italo/spagnola è diretta da Jorge Grau è un horror in costume ambientato nel sedicesimo secolo. Grau mischia gotico e vampirismo con un po' di sangue e nudo (che nella versione spagnola pare non ci sia). 

Una marchesa, ossessionata dalla bellezza eterna scopre che, sacrificando giovani ragazze e cospargendosi col loro sangue, può restare giovane per sempre. Iniziano così varie sparizioni di ragazze del villaggio vicino al suo castello.

20 NON AVERE PAURA DEL BUIO


L'ultimo film selezionato è un film per la televisione. Don't be afraid of the dark è un simpatico horror senza sangue nè troppe pretese che però funziona abbastanza. Diretto da John Newland, non ha un cast importante ma ce lo ricordiamo per il remake del 2010 con Katie Holmes.

Una donna e suo marito vanno a vivere nella vecchia casa della nonna di lei. In questa casa la donna inizia ad avere strane sensazioni e ad avvertire presenze. Si scoprirà che la casa è abitata da piccoli esseri demoniaci.







































 



mercoledì, settembre 13, 2023

L'ESORCISTA TORNA AL CINEMA PER I 50 ANNI

     Il 7 agosto scorso William Friedkin ci ha purtroppo lasciati. Il grande regista americano, ha contributo non poco al cinema in generale e all' horror, portandoci una delle trasposizioni da un libro più riuscite: L'Esorcista.

Il film è stato recentemente proiettato alla mostra del cinema di Venezia in versione estesa (director's cut) restaurata in 4K. E, in occasione del suo 50esimo compleanno verrà passato al cinema dal 25 al 27 settembre.




Il film è un capolavoro dell'horror e non solo. Va oltre il genere perché è talmente famoso, talmente bello e talmente "ricco" da non poter essere semplicemente relegato al genere orrifico. E non è invecchiato di un giorno dal lontano 1973. Sconvolse le persone che all'epoca lo andarono a vedere e creò, anche un "filone" che coinvolse anche l'Italia. Dopo la sua uscita arrivarono titoli come L'anticristo del 1974, quindi appena subito dopo, considerato la risposta Italiana al film di Friedkin. Oppure Chi sei? sempre del 1974 diretto da Ovidio G. Assonitis, o ancora Un urlo dalle tenebre di Angelo Pannacciò. E così via.
Ma non solo, anche sequel, ricordo che il nostro ne ha ben 2 più due prequel post 2000. Poi parodie, e varie citazioni in diversi film. 



Due immagini di William Friedkin e Linda Blair sul set del film all'epoca


Un' occasione unica questa, la prima c'è stata esattamente 10 anni fa, per il 40esimo, e sono felice di averne potuto usufruire.
Riportare il film in sala è stata la decisione più giusta e sensata. Molti hanno bisogno di questa esperienza, che vi garantisco, non è la stessa che vedere il film in tv. Un'arricchimento importante, anche in preparazione alla nuova trilogia sequel che arriverà nelle sale il 13 ottobre.
Non potrò parlarne in questa sede, ma sicuramente dirò la mia in merito.



Quindi il 25, 26 e 27 settembre tutti in sala a gustarci questo gran capolavoro!





giovedì, maggio 04, 2023

LA BARA DEL VAMPIRO - Recensione

Titolo originale : Grave of the vampire
Anno : 1972
Regia : John Hayes 

John Hayes mi stupisce di nuovo. Dopo Garden of the dead ecco un altro b-movie coraggioso e a suo modo originale.
Fermi però : voglio precisare b-movie low budget (girato in una decina di giorni con un budget di 50.000$). E quindi i limiti ci sono. Basta però avere l'occhio puntato oltre e la mente un pochino più aperta in senso critico.
Non siamo di fronte ad un capolavoro, assolutamente no. Ma ad un film che riesce a farsi notare, in certo senso sì.
Grave of the vampire, da noi La bara del vampiro, (da non confondere con quello del 58) è un horror dallo stile gotico, che però si mescola anche con la modernità. Un pò tipo Dracula A.D. 1972.  Ovviamente non a quel livello. 

Anni 50 circa : Abbiamo a che fare con un vampiro che, uscito dalla sua cripta, aggredisce una coppia che si è appartata nel cimitero. Uccide l'uomo e violenta la ragazza. (Tra l'altro trascinandola in una tomba scavata di fresco. Una finezza che ho apprezzato)
La donna rimane incinta e, nonostante i divieti dei medici, porta a termine la gravidanza, partorendo un bambino che però si nutre solo di sangue. Un vampiro insomma. Figlio della violenza subita. Il ragazzo crescerà odiando l'essere che lo ha generato. Lo cercherà. E alla fine lo troverà cercando vendetta.


Il primo limite lo troviamo proprio nei primi minuti di film. L'uscita dalla cripta del vampiro Croft è quasi ridicola. Una specie di imitazione del vampiro alla Christopher Lee… venuto male però.
Così come i momenti più intensi, con denti aguzzi sporgenti e insanguinati. Sul filo della decenza. E la lotta finale, che è probabilmente il momento più imbarazzante della pellicola.
Perché allora mi ha stupita?
Perché innanzitutto siamo di fronte a qualcosa di qualità superiore al precedente film. Ovviamente in base a ciò che ho potuto vedere, il resto della filmografia di Hayes non la conosco quindi prendete la cosa con le pinze. Quindi questo tenetelo come buono e fidatevi.
C'è l'impegno e la voglia di fare qualcosa. Si vede. Si vede nonostante i punti citati sopra. C'è il buon senso di non dilungarsi e rischiare davvero di cadere nel ridicolo. Quello che deve essere è, è viene spiegato molto semplicemente. E in maniera molto naturale. 
Così come è strano, ma in un certo senso ammirabile, che non ci sia il minimo dubbio sul vampiro come creatura. Nessuno dei personaggi è scioccato all'idea o non vuole credere ai vampiri.
Che ci può anche stare una volta tanto!
Probabilmente un'altro trucco per semplificare il tutto. Io a questo punto sarei proprio curiosa di vedere ancora qualcosa di Hayes, giusto per convalidare la mia tesi.
E intanto mi prendo la responsabilità di consigliarlo a chi ha voglia di vedere un film "quasi bello".

Troverete il film anche nella rubrica video Pazzi per I b-movie sul canale YouTube 

lunedì, febbraio 06, 2023

IL GIARDINO DEI MORTI - Recensione

GARDEN OF THE DEAD - 1972 
Dir: JOHN HAYES 


Primo post dell'anno, anche se a febbraio, per un film che avrà anche la sua parte nella rubrica video Pazzi per i b-movie e un bel post sul profilo Instagram. Per il video dovrete aspettare il fine settimana però. Quindi avrete l'imbarazzo della scelta. Basta usare i Link!
Il film è un indipendente del 72, con un basso budget, girato in una decina di giorni e con una durata di un'oretta circa. Ma John Hayes riesce ad usare quel poco che ha abbastanza bene. Abbastanza da creare un film che pur non essendo eclatante, si fa notare. 

Siamo in un campo di lavori forzati dove, alcuni carcerati, stanno armeggiando con dei bidoni pieni di formaldeide  (lo sappiamo perché è palesemente scritto sui contenitori... e poi... non vi ricorda qualcosa?). Alcuni di loro la sniffano tipo fosse una droga. E lo fanno parecchie volte al giorno. La combricola vuole anche evadere, non tutti, solo un gruppetto molto determinato. Abbiamo poi Johnson, uno detenuto che all'inizio del film vediamo incontrare la compagna grazie all'amicizia con una delle guardie che gli lascia qualche minuto per salutarsi di tanto in tanto. Johnson non è del club sniffatori e nemmeno vuole evadere. Infatti viene ferito perché non è molto d'accordo con gli aspiranti fuggitivi. 
Il gruppetto scappa, ma la fuga è molto corta, vengono intercettati, catturati e uccisi sul posto. Le guardie li seppeliscono poco lontano dal campo e quasi immediatamente i corpi risorgono e si avventano contro chi li stava seppellendo. 
In pochi minuti il gruppetto di Zombi si dirige al Campo in cerca di vendetta. 
Gli zombi di Hayes, post La notte dei morti viventi, sono dei "ghouls" solo all'apparenza. Palidi e con delle belle occhiaie in stile Romeriano, ma praticamente ancora molto umani. Sono incazzati, parlano, pensano e usano degli arnesi per attaccare e uccidere i viventi. 
Mettono in atto un vero e proprio assedio al Campo con l'intento di uccidere tutti. 
Anche il modo di morire (di nuovo e finalmente come per ogni zombie che si rispetti) è diversissimo dagli zombi classici. Del resto siamo appena poco dopo il successo del film di Romero e ancora i film sui morti viventi come li conosciamo sono pochi. Ovviamente rispetto a ciò che arriverà dopo.
E magari non spoilero questo particolare, che è di sicuro uno degli elementi di originalità della pellicola. 

La colonna sonora molto "jazz" e dinamica in alcuni punti è controbilanciata da momenti più tranquilli sempre in uno stile che vira più all'indietro, verso gli anni 60.
Ma tutta la pellicola è così,con uno stile che richiama gli anni 60,quindi nulla da dire in merito. 
Sinceramente non mi aspettavo di vedere qualcosa di diverso quindi trovo questo picolo film minore quasi clamoroso! 
Quasi, perché le limitazioni ci sono e si vedono anche molto. Bisogna usare sicuramente un metro di giudizio quantomeno da manica larga.
Il film ha avuto distribuzione in VHS, poi in dvd grazie alla Troma. Di solito fa da "spalla" a La bara del vampiro, sempre di Hayes, che ha una durata più consona di 1 oretta e mezza. Tenetelo a mente perché vi parlerò molto presto anche di quest'altro film. 
Conosciuto anche con il titolo più figo Tomb of the undead è ovviamente totalmente inedito in Italia. Lo trovate però facilmente su You Tube  ad una qualità da VHS. 
Il mio voto per l'impegno è sicuramente più che sufficiente. Tenendo conto del basso budget e dei difetti che tutto questo può comportare. 
💀💀💀/5









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