giovedì, maggio 04, 2023

LA BARA DEL VAMPIRO - Recensione

Titolo originale : Grave of the vampire
Anno : 1972
Regia : John Hayes 

John Hayes mi stupisce di nuovo. Dopo Garden of the dead ecco un altro b-movie coraggioso e a suo modo originale.
Fermi però : voglio precisare b-movie low budget (girato in una decina di giorni con un budget di 50.000$). E quindi i limiti ci sono. Basta però avere l'occhio puntato oltre e la mente un pochino più aperta in senso critico.
Non siamo di fronte ad un capolavoro, assolutamente no. Ma ad un film che riesce a farsi notare, in certo senso sì.
Grave of the vampire, da noi La bara del vampiro, (da non confondere con quello del 58) è un horror dallo stile gotico, che però si mescola anche con la modernità. Un pò tipo Dracula A.D. 1972.  Ovviamente non a quel livello. 

Anni 50 circa : Abbiamo a che fare con un vampiro che, uscito dalla sua cripta, aggredisce una coppia che si è appartata nel cimitero. Uccide l'uomo e violenta la ragazza. (Tra l'altro trascinandola in una tomba scavata di fresco. Una finezza che ho apprezzato)
La donna rimane incinta e, nonostante i divieti dei medici, porta a termine la gravidanza, partorendo un bambino che però si nutre solo di sangue. Un vampiro insomma. Figlio della violenza subita. Il ragazzo crescerà odiando l'essere che lo ha generato. Lo cercherà. E alla fine lo troverà cercando vendetta.


Il primo limite lo troviamo proprio nei primi minuti di film. L'uscita dalla cripta del vampiro Croft è quasi ridicola. Una specie di imitazione del vampiro alla Christopher Lee… venuto male però.
Così come i momenti più intensi, con denti aguzzi sporgenti e insanguinati. Sul filo della decenza. E la lotta finale, che è probabilmente il momento più imbarazzante della pellicola.
Perché allora mi ha stupita?
Perché innanzitutto siamo di fronte a qualcosa di qualità superiore al precedente film. Ovviamente in base a ciò che ho potuto vedere, il resto della filmografia di Hayes non la conosco quindi prendete la cosa con le pinze. Quindi questo tenetelo come buono e fidatevi.
C'è l'impegno e la voglia di fare qualcosa. Si vede. Si vede nonostante i punti citati sopra. C'è il buon senso di non dilungarsi e rischiare davvero di cadere nel ridicolo. Quello che deve essere è, è viene spiegato molto semplicemente. E in maniera molto naturale. 
Così come è strano, ma in un certo senso ammirabile, che non ci sia il minimo dubbio sul vampiro come creatura. Nessuno dei personaggi è scioccato all'idea o non vuole credere ai vampiri.
Che ci può anche stare una volta tanto!
Probabilmente un'altro trucco per semplificare il tutto. Io a questo punto sarei proprio curiosa di vedere ancora qualcosa di Hayes, giusto per convalidare la mia tesi.
E intanto mi prendo la responsabilità di consigliarlo a chi ha voglia di vedere un film "quasi bello".

Troverete il film anche nella rubrica video Pazzi per I b-movie sul canale YouTube 

Nessun commento:

Posta un commento

Altri articoli: