lunedì, marzo 17, 2025

DONALD NEILSON - LA IENA DI LONDRA Recensione

 Titolo: Donald Neilson - La Iena di Londra / The Black Panther

Anno: 1977

Paese: Gran Bretagna

Regia: Ian Merrick

Trailer



Non proprio un horror questo, ma più un drama thriller/giallo, dalla spiccata cattiveria e crudeltà. Il fatto popi che si stia riportando fatti realmente accaduti fa ancora più gelare il sangue, e non scherzo o abbondo stavolta (non lo faccio mai veramente).

La storia è quella di Donald Neilson, ex soldato dell'esercito britannico, ora in congedo per stare con la famiglia (pare che sia stata la moglie a convincerlo a ritirarsi, info presa da alcuni documentari su di lui). Lui però, tremendamente shoccato dalla vita militare e dalle imprese che ha dovuto svolgere ha quella che si definisce "sindrome traumatica da stress" che lo ha cambiato molto e non in positivo.
Sicuramente era già un gran "simpaticone" anche prima, ma ora, quando lo conosciamo noi è qualcosa di davvero spregevole. Un individuo oltremodo ingiustificabile, in tutto quello che fa.
Da come tratta la famiglia, moglie e figlia sono spaventate dai suoi modi aggressivi e soprattutto la figlia, che non ha un nome ma si chiama "stupida" per tutto il film, resta sempre con quella espressione attonita di chi non si è arreso ad essere abusato, ma deve comunque stare zitto per non peggiorare la situazione.
Neilson, che di lavorare onestamente non ha proprio voglia, decide che è sicuramente più redditizio e divertente compiere rapine. Di solito a negozianti di cui è sicuro abbiano l'incasso in casa.
Si introduce quindi nelle case nottetempo e, dopo avere svegliato i proprietari per farsi consegnare i soldi, li minaccia con un fucile a canne mozze. Non gli va sempre bene, quindi decide che sia meglio sparare a bruciapelo a chiunque decida di opporsi al suo volere.
Così. oltre alle rapine, iniziano gli omicidi.
Ma Neilson non è ancora contento: decide che è il caso di rapire la diciasettenne Lesley Whittle, che ha ereditato col fratello la ricchezza dei genitori. Lo fa ma anche stavolta non va come dovrebbe e Lesley ha la peggio perché lo ha visto in faccia.
Viene finalmente catturato, ma la sua ormai è una vita che è entrata nella storia del crimine più efferato e cruento.






Da quello che ho potuto capire la pellicola di Ian Merrick è piuttosto fedele, non esagerata e molto semplice nel suo svolgersi. Nessun fronzolo o abbellimento romanzato, ma una cruda e spietata esplicazione dei fatti, che sinceramente centra a pieno il punto. Quasi un documentario, narrato a volte dal protagonista stesso.
Nessun segno di umanità, ma solo la smania di avere denaro facile senza guardare in faccia a chi viene sottratto.
Facile però non molto forse. La preparazione di ogni colpo è meticolosa e ben studiata da buon militare. E Neilson ama tutto questo. Conserva i ritagli delle rapine e ne è assolutamente orgoglioso.
La psicolgia del protagonista è rimasta ancora in guerra e le rapine sono missioni da compiere, quindi chi muore è il nemico e va bene.

Neilson è interpretato da Donald Sumpter, caratterista già attivo da fine anni 60 nel cinema e faccia conosciuta grazie alle sue molte partecipazioni anche a recentissimi progetti televisivi. 
Il suo ritratto di Neilson è davvero convincente.

Una pellicola che nella sua semplicità è un vero pugno nello stomaco, brutale e diretto, che non ci risparmia nulla.
A noi arriva tramite il dvd Opium Vision (la cui collana ha delle chicche che vi consiglio di cercare)
Il film è in versione integrale, così da poterlo gustare al meglio.











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