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martedì, febbraio 24, 2026

HE KNOWS YOU'RE ALONE (1980) - Recensione

 Titolo: He knows you're alone / Blood wedding

Anno:1980

Paese: USA

Regia: Armand Mastroianni

Trailer


Agli albori dello slasher qualcuno già provava a fare dei "plagi". Plagio suona negativo, lo so, ma è così palese che non è difficile pensarci. Io opto sempre per qualcosa di più soft e le chiamo ispirazioni, ma poi deciderete voi. Il termine più giusto, che non offende (forse) nessuno, potrebbe essere rip-off. Direi che ci siamo.
Il film da cui è stata tratta tanta "ispirazione" è Halloween di John Carpenter, uscito solo un paio d'anni prima, pellicola ancora in bilico tra il thriller e lo slasher (proto slasher). 




La storia
Amy è in procinto di sposarsi. Passerà il weekend con le amiche, mentre il fidanzato farà lo stesso coi suoi amici. Tutti le dicono di lasciar perdere, di non sposarsi, e soprattutto gli e lo dice il suo ex, che sta cercando disperatamente di riconquistarla prima che sia troppo tardi.
Intanto, in città, un uomo uccide una ragazza che si sarebbe sposata pochi giorni dopo. Sul posto, il detective Gamble ha un brutto presentimento. Il killer è sicuramente lo stesso uomo che ha ucciso la sua fidanzata il giorno del loro matrimonio. Facendo alcune ricerche scopre che Amy potrebbe essere la prossima vittima.




Ve lo dico subito, avete visto bene, quello nella foto in alto a destra  proprio lui : Tom Hanks. Giovanissimo e alla sua prima apparizione al cinema. Ha una piccola parte nel film, che tra l'altro avrebbe dovuto evolversi al peggio ed invece fu poi deciso di no. Lo vedremo arrivare nella seconda parte del film.
Detto questo nonostante He knows you're alone sia fortemente ispirato al film di Carpenter, ha una vita propria. E sinceramente non capisco come sia tenuto così poco in considerazione, perché in fondo non è poi così male. Precisiamo che il mio è anche un ragionamento basato sulla visione dopo una quarantina d'anni, dove di acqua e film horror ne sono passati sotto ai ponti. Oggettivamente è comunque un più che buon film. Anche senza il paio di cose che me lo hanno fatto piacere subito.

Il paio di cose sono: L'inizio al cinema. Mi ha ricordato tanto l'inizio di Scream 2. Seconda cosa il film proiettato al cinema, sempre ad inizio film. Le due ragazze stanno guardando un horror dove uno dei due ragazzi è lo Scott di Venerdì 13 pt 2 e muore esattamente appeso come nel film di Miner.
Questo film nel film in origine era il vero plot del film che Mastroianni avrebbe voluto realizzare, ispirandosi ad una leggenda metropolitana. Alla fine invece fece solo da prologo.

Finite le considerazioni che sono state possibili solo vedendo il film a posteriori, iniziamo le considerazioni oggettive: l'atmosfera 70s. Chi mi conosce sa che è una delle cose che amo in un horror. In questo caso siamo agli inizi degli anni 80, ma il film è stato girato a fine 79 e l'atmosfera c'è tutta. Quindi potrete apprezzare una New York, precisamente Staten Island, dalle tonalità delicate ma con il rosso ben in evidenza.




Quelle che vedete appena sopra sono, invece, due esempi di come il film non somigli mai, ma proprio mai ad Halloween. Mi spiace fare ironia ma ad una certa...
E pure la colonna sonora lo ricorda in qualche modo. A me personalmente non ha dato fastidio, anche se un sorriso viene spontaneo man mano che le scene si susseguono.
Mi è piaciuto comunque lo svolgersi degli eventi. Il killer non porta nessuna maschera ma è talmente glaciale nello sguardo che un pochino di disagio lo passa. Lo vediamo subito, anche se non sappiamo chi sia in verità. Sappiamo che ha ucciso la futura moglie del detective Gamble, perché lo ha lasciato proprio per il poliziotto. E da allora si è fissato ad uccidere tutte le ragazze prossime al matrimonio.
Si avvicina sempre di più ad Amy, cercando il momento giusto per colpire. Prima però ucciderà qualche persona di contorno ad Amy, un paio di amiche anche. Normale amministrazione da slasher movie.
Amy ha solo l'ex ad aiutarla a questo punto. Il simpatico e dolce Marvin, ancora innamorato e speranzoso in un suo ripensamento. 
Mastroianni mette in scena una storia non troppo elaborata, a volte ci sono delle scelte forse un po' "stupide", almeno a mio avviso, soprattutto sul finale, dove, ed è l'unica cosa che ho apprezzato di meno, c'è la scelta di gestire il personaggio di Gamble in maniera affrettata. Per il resto il film scorre bene, non annoia, ha dei buoni(ssimi) omicidi, il killer è sul pezzo, e la final girl pure.
Nel complesso magari non sarà riuscitissimo al cento per cento ma è senz'altro notevole e meritevole di essere scoperto o riscoperto se già lo conoscete.







giovedì, luglio 25, 2024

THE PREY - Recensione

 Titolo: The Prey

Anno: 1984 (Girato però nel 78/79)

Paese: USA

Regia: Edwin Brown

Trailer


In questo periodo in cui si parla molto di In a violent nature, slasher che ha destato l'attenzione per aver cambiato un po' le solite carte in tavola nello svolgimento del film, ecco che mi capita di vedere questo The prey, altro slasher che avevo in lista da un po' e che ho recuperato recentemente. Direi che c'è qualcosa in comune col film citato sopra (vi consiglio di cercarlo e di vederlo, anche se da noi non è uscito, se amate lo slasher non ve ne pentirete).
E devo anche ammettere che ho faticato a dargli un giudizio, almeno nell' immediato. E' un film un po' atipico per certi versi e che divide sicuramente i puristi dello slasher. E adesso vi spiego il perchè, dopo avervi raccontato la trama:

 
3 coppie di escursionisti si avventurano nei boschi del sud della California. Purtroppo però la vacanza non sarà lieta perché c'è un killer, orribilmente sfigurato da un incendio, che li vuole tutti morti.

Beh, fin qui tutto nella norma, perché in origine il film era stato concepito come uno dei tanti film dell'epoca: dal famoso e molto amato dalla sottoscritta Venerdì 13, al meno conosciuto The forest o Don't go in the woods (questi due ultimi molto vicini come ambientazione nella natura selvaggia). 
Ho avuto però la fortuna di vedere una versione, che sta su youtube e che potete vedere qui che dura una quindicina di minuti in più del prodotto realizzato da Brown. In questi 15 minuti quasi interminabili c'è una spiegazione più ampia della genesi del killer, uno zingaro che, dopo aver sedotto una donna sposata, attirerà le ire del marito e di un suo amico che decidono di dare fuoco all'accampamento dove vive con i suoi compagni. Resterà vivo soltanto lui, sfigurato e condannato a vagare per i boschi.
Questa scelta della produzione, va ad integrare il prologo che mostra un'incendio e lascia intendere che vi siano dei morti. Ma va anche ad integrare il film di scene osé, volute per arricchirlo. E Brown stesso ha dichiarato che non c'entra nulla con quel segmento, nonostante abbia girato diversi film erotici in carriera.
Segmento comunque piuttosto inutile perché rischia davvero di annoiare lo spettatore, ma anche perché mette in cattiva luce la comunità zingara.



Per il resto ci sono delle belle riprese della natura (alcune sono state aggiunte insieme al segmento sulla storia del killer) ma anche di alcuni animali che stanno cacciando o mangiando la loro preda, per esempio ragni o un serpente che ingoia un topolino. Il tutto crea disagio e tensione e a mio avviso impreziosisce il film. E fa da contrasto coi ragazzi che sono seduti intorno al fuoco a mangiare e a chiacchierare allegramente tra di loro.
E i 6 ragazzi sono appunto i soliti personaggi, spensierati e inconsci del pericolo a cui vanno incontro. Riconosciamo subito la final girl, Nancy, una brunetta carina e delicata, che di li a poco ne vedrà delle belle.
Gli altri ovviamente sono destinati a perire, prima o poi.
Il body count del film non è eccessivo comunque, ma l'inizio, appena dopo il prologo, dà la spinta adeguata col duplice omicidio di una coppia in campeggio sul fiume.

Il finale però è particolare, e non consueto. Ed un'altro punto a favore del film, forse quello più importante. Gli ultimi minuti sono davvero drammatici perché Nancy si ritrova da sola ad affrontare il killer e, nemmeno il ranger che è arrivato in suo soccorso basterà ad evitare lo scontro.
E dato che non voglio assolutamente spoilerare vi consiglio di vederlo per scoprire come questo scontro andrà a finire.


 In definitiva sono molto soddisfatta e mi spiace di non averlo recuperato prima. Lo trovo personalmente un ottimo slasher, non banale e anche ben recitato, se contiamo che i ragazzi del gruppetto sono praticamente ai loro primi ruoli. Il comparto gore è piuttosto soddisfacente, curato da John Carl Beuchler che poi sarà uno tra i più famosi effettisti degli anni 80 e, ciliegina sulla torta, abbiamo un piccolo ruolo, l'ultimo sul grande schermo, per Jackie Coogan, interprete dello zio Fester nella serie Tv La famiglia Addams dal 1964 al 1966. 

Il solito peccato più grande è che da noi sia inedito. C'è però in circolazione una bella edizione Arrow. Meglio di così!



 


 













giovedì, settembre 28, 2023

DEATH SCREAMS (1982) Recensione

Titolo: Death screams / The house of death

Anno : 1982

Paese: Stati Uniti

Regia: David Nelson 

Trailer



Tra la stragrande quantità di film horror da noi inediti, ne abbiamo una buona parte in slasher. Il sottogenere per eccellenza degli anni 80.
Questo Death Screams non fa eccezione. Un bel slasher molto canonico ma in fondo gradevole.


La solfa è la solita: un'omicidio iniziale, senza troppe spiegazioni, e poi i soliti 40 minuti buoni dove succede poco, ma che ci preparano alla mattanza finale.
In questo caso seguiamo le vicende di una piccola cittadina dove si conoscono tutti, e, dove un gruppo di ragazzi si ritrova alla sagra del paese per divertirsi. Tutto nella norma insomma.
Intanto però, il regista ci ricorda che c'è anche un assassino in agguato, che dopo il primo duplice omicidio, adesso fa fuori un ragazza che era alla sagra e si era allontanata. Così, perché almeno ci ricordiamo di stare all'erta. I ragazzi poi decidono di finire la giornata al fiume, poi al cimitero e poi, causa pioggia, in una casa abbandonata. E lì arriva il bello, dopo più di 40 minuti ad essere onesti, arriva la mattanza. Il killer si presenta e inizia a divertirsi, e a farci divertire di conseguenza. Abbiamo il plot twist a questo punto, ma direi che rivelarlo sarebbe davvero cattivo. 




David Nelson, che ha solo questa piccola, ma non male, incursione nell' horror, ci porta un film canonico, dalle buone atmosfere, che non si sbilancia troppo ma crea una buona base da seguire fino alle rivelazioni finali.
Tutta la componente riguardante il pre-massacro è gradevole, ben costruita e ci mette a nostro agio. Potrebbe un pochino ricordare Il tunnel dell''orrore, (film decisamente migliore del buon Tobe Hooper), anche se non c'è il tunnel ma una sagra di paese con le solite attrazioni.
Manca sicuramente di sangue, perché dall'inizio ben promettente, al finale c'è un bel mezzo tranquillo, ma, anche solo col piccolo omicidio della ragazza della fiera, ci fornisce un piccolo "aperitivo".
Ovviamente se si presta molta attenzione ai dettagli si poterebbe già intuire, forse, la rivelazione finale, ma credo sia molto bello, e più sano, anche seguire il film senza smacchinarci e vedere il corso degli eventi con naturalezza.



Death screams non sarà sicuramente tra gli slasher più notevoli e nemmeno tra i più belli, ma ha un suo fascino, e, a suo modo, intrattiene anche nei momenti che si potrebbero definire "morti".

Lo trovate in formato fisico ma anche in streaming su youtube. Ovviamente in lingua originale. Ideale per chi ama lo slasher e vuole averlo in collezione.














mercoledì, settembre 20, 2023

MOONSTALKER (1989) - Recensione

 Titolo: Moonstalker / Camper Stamper

Anno : 1989

Paese: Stati uniti

Regia: Michael S. O'Rourke



Mancava una storia in stile slasher ambientata nei boschi d'inverno. Mancava una visone alternativa che desse un minimo di diversità (un minimo, lo ripeto) alla solita minestra che è questo (sotto)genere di film.
Non fraintendetemi, amo lo slasher, ma amo anche vedere qualcosa che lo differenzi ogni tanto.
Questo Moonstalker, non è differente, ma almeno non siamo in un campeggio estivo!
E poi, il sangue sulla neve risalta molto di più.



Ci troviamo nei boschi, stavolta in inverno. Una famiglia, con la sua roulotte è in vacanza. Non tutti sono felici della cosa, fa freddo, e non è il massimo fare campeggio in queste condizioni.
Arriva un'altra roulotte, guidata da un vecchio, che è apparentemente solo e anche un po' strano.
L'uomo, nella notte libera un passeggero che tiene nascosto nella sua roulotte, suo figlio che tiene legato con catene e una camicia di forza, più uno strano cappuccio in testa.
(Personaggi alquanto affascinate... come killer intendo.)
Il ragazzo uccide tutta la famiglia, mentre il vecchio ruba tv, forno a microonde e altro. Ma poi succede qualcosa: il vecchio muore appena sceso dalla roulotte di infarto, e il ragazzo è solo a questo punto è libero. Libero di  fare mattanza ovviamente! Dopo aver inseguito l'unica superstite della famigliola felice, e averla uccisa, ruba un pickup ad un ragazzo e si dirige al suo posto, al campo scuola per assistenti dove si stava recando. 
Il preludio finisce qui e ora, inizia la parte vera e propria del film.
Ora il killer, Bernie, si accinge a fare mattanza del campeggio scuola, dove alcuni ragazzi stanno seguendo una specie di corso condotto dal classico fanatico militare e dalla sua compagna. Uno ad uno i ragazzi verranno ammazzati in modi diversi. E solo la final girl predestinata resterà viva.



Michael O'Rourke, il regista di questo film, ha diretto solo un' altro horror, che non ho ancora visto, e non so se, e quando lo vedrò, intitolato Deadly love. In questo caso però se la cava abbastanza bene.
Seppur sia il classico slasher, riesce bene ad intrattenere perché O'Rourke, riesce a dosare gli omicidi in modo giusto, senza lasciare troppi tempi morti, che è cosa graditissima quando si ha a che fare con film del genere.
E il gore non è neanche affatto male rispetto alla qualità della pellicola al budget. Gli omicidi sono più che dignitosi e quindi, con le aspettative basse che si hanno in questi casi, la cosa sorprende.
Da notare anche il look del killer, che poi scopriremo ha già colpito nella zona, ed è una storia narrata anche da uno dei ragazzi del campo. All'inizio incatenato e con camicia di forza e cappuccio in testa è anche abbastanza particolare. Si nota e lascerebbe pensare a qualcosa di "speciale". Si sgonfia tutto dopo, purtroppo, quando Bernie prende le sembianze da cowboy, con movenze e atteggiamento un po' in stile Terminator.



In fondo è un tipico slasher low budget, ma si fa notare, senza diventare un capolavoro di plot o regia, intendiamoci.
Intrattiene a dovere e non mi ha delusa affatto. Qualche piccolo difetto c'è, ma è normale, tutti, o quasi tutti, i film ne hanno. Poca roba, sempre tenendo conto della qualità della pellicola. 

La storia lascerebbe spazio ad un potenziale sequel, che, a quel che so, non è mai stato realizzato. Forse un bene, ma a me non sarebbe dispiaciuto vedere di nuovo il Moon stalker in azione.
Non vi dirò che sta nella top 20 dei migliori slasher anni 80, perché sarebbe davvero una bugia. Ha il suo fascino, nel suo essere comunque molto canonico. 
Al solito lo trovate, in lingua originale sul tubo in qualità abbastanza buona.







giovedì, settembre 07, 2023

OFFERINGS (1989) - Recensione

 Titolo: Offerings 

Anno : 1989

Paese: Stati uniti

Regia: Christopher Raynolds

Trailer


Tra gli slasher di fine anni 80 prodotti negli Stati Uniti, non possiamo non tener conto di questo Offerings. Diretto da Christopher Reynolds che ha al suo attivo solo due pellicole (compresa questa), è uno slasher canonico che si ispira molto ad Halloween di John Carpenter.
La colonna sonora, che ne riprende le sonorità, e ci fa sorridere di questo, la storia, non copiata palesemente, ma con un killer che ricorda davvero molto il più noto Michael Myers. E alcuni altri elementi qua e là. 


John Radley è il classico ragazzino odiato da tutti. L'unica a stare con lui è Gretchen, una sua coetanea che gioca volentieri con lui.
Un giorno, un gruppo di ragazzini, amici anche di Gretchen, spingono John a fare una sfida: salire sul bordo di un pozzo e camminarci sopra. John cade, tutti scappano tranne Gretchen.
Dopo 10 anni John è ricoverato in ospedale. E' un vegetale per via dell'incidente. Un paziente irrecuperabile.
Il ragazzo però si risveglia e scappa dall' istituto uccidendo un' infermiera.
E torna nella sua città per vendicarsi del gruppo di ragazzini ora cresciuti. Inizia così la sua vendetta, poco alla volta, ucciderà tutti per poi avvicinarsi alla fine a Gretchen. La ragazza infatti si trova da sola a casa perché i genitori sono in vacanza. John le fa trovare "pezzi" dei suoi amici. La ragazza è terrorizzata e alla fine si comporterà come ogni final girl che si rispetti.



POSSIBILI SPOILER

Uno slasher molto canonico, e non ci sarebbe nulla da dire. Alcuni difetti però ci sono:

A partire dalla fuga di John dall'ospedale, che sta a letto già con le scarpe ed è già praticamente vestito. Cosa difficile da digerire anche per un b-movie.
La colonna sonora: l' idea "simpatica" di ispirarsi al tema di Halloween, sicuramente attira l'attenzione, ma non fa guadagnare nulla di più alla pellicola.
E a volte sembra che tutta la situazione non sia del tutto convinta di dove stia andando a parare.

Tutto sommato però ci sono un paio di scene omicidiarie buone: L'impiccagione ed il primo omicidio nel garage.
La componente sanguinosa non è nemmeno poi così male. La scena poi della "pizza alla salsiccia" è un punto a favore. 
Mi sarei comunque aspettata qualcosa di più, anche rispetto al budget, ma si sa, non sempre si riesce ad ottimizzare il tutto al meglio. 
Il resto è un pò fiacco a mio avviso, nella norma, ma fiacco. Il film scorre come dovrebbe, ma in fondo non da, o almeno a me non ha dato, la soddisfazione che credevo e mi aspettavo. Manca un pochino di carattere.


E' comunque un prodotto che intrattiene. Non fraintendetemi. Non si piazza tra i migliori, e questo mi spiace molto perché a prima vista sembrerebbe davvero molto figo.
Lo teniamo però in considerazione. Fa parte della grande famiglia del' era d'oro dello slasher made in USA.
E non è sicuramente tra i peggiori visti fino ad ora.











lunedì, dicembre 12, 2022

To all a goodnight (1980) - Recensione

TITOLO : TO ALL A GOODNIGHT 
ANNO : 1980
REGIA : DAVID HESS 
David Hess, molto più famoso per essere uno dei cattivoni de L'ultima casa a sinistra, firma da regista questo slasher natalizio con tanto di Babbo Natale decisamente psicopatico. 
Un film da noi inedito (ahimè, ma cosa non insolita) che è la classicità slasher senza vergogna. E non c'è assolutamente nulla di cui vergognarsi. Siamo nel 1980 e l'era dello Slasher è appena iniziata. 
Ed è anche uno dei primi Slasher a tema natalizio, dopo Black Christamas di Bob Clark del 1974 (un film che non smetterò mai di stra consigliare), oppure Death house, addirittura del 1972, quindi ancora più antecedente. In questi due film citati non ci sono Babbi psicopatici, ma solo psicopatici senza barba, costume e cappello rosso. Ed è anche uscito pochi mesi prima di Christmas Evil, questo fortunatamente arrivato ache in Italia. 

Durante le festività natalizie alcune studentesse restano a scuola. Approfittando dell'assenza della preside, invitano alcuni ragazzi per il weekend. Le coppiette verranno perseguitate da un maniaco vestito da Babbo Natale che cerca di farli fuori tutti. Chiameranno la polizia, ma le cose non miglioreranno. 

                                                                                                                            ⚠ Possibili spoiler!
Diciamo subito che il film non è privo di difetti. Già dai primi minuti notiamo qualcosa che fa sorridere, ma che per l'epoca e il budget è abbastanza normale. Bene, se riuscite a superare questo piccolo momento imbarazzante allora sarete sicuramente ripagati dal resto. Anche perché si tratta proprio di pochissimi secondi riguardanti il prologo che ci spiega praticamente perché poi ci sarà un Babbo psicopatico in giro.
La combricola dei ragazzi è ben assortita : abbiamo la stronza, la manica del sesso, il nerdone vergine, il ragazzotto sveglio e la final girl che più final girl di così si muore. Talmente tenera e pura da risultare quasi irritante. E sappiamo che sarà la final girl appunto per queste marcate qualità. 
Non si disdegna di strizzare l'occhio a venerdì 13, ci sono un paio di particolari che lo ricordano molto (e il film è dello stesso anno). E per quanto riguarda il killer si danno precise indicazioni sulla sua posibile identità già nella prima della metà del film, cosa voluta o meno però intacca poco la validità del resto. Così come la scelta di usare una scuola potrebbe ricordare Black Christmas, anche se in quel caso era una confraternita.
L'arrivo poi della polizia, chiamata per l'omicidio del guardiano, renderà un pochino più solido lo svolgimento della storia. 
Gli omicidi sono buoni, non esagerati ma convincenti per la qualità della pellicola. E il Babbo killer, che ha anche la maschera da Babbo, fa la sua parte. La colonna sonora è in linea, non sovrasta mai, ma accompagna il film. La tensione non è altissima, ma anche in questo caso si cerca più il divertimento che l'attesa spasmodica degli omicidi. Il twist finale è un aggiunta che non contribuisce a migliorare nulla, ma in fondo lo sforzo è comunque gradito. 
Il film è stato scritto e girato in pochissimi giorni e gli attori hanno addirittura dormito sul set. 


In conclusione nulla di nuovo sul fronte slasher, ma io non sono così cattiva (non perché a Natale siamo tutti più buoni) da dargli un "brutto voto" solo per quello. O solo perché ci sono elementi che ricordano altri film. L'originalità è sicuramente un grosso pregio, ma anche il divertimento vuole la sua parte. E io mi sono divertita. 
Potrebbe essere tranquillamente il guilty pleasure di molti.

VOTO 💀💀,8/5


domenica, dicembre 04, 2022

The Undertaker (1988) - Recensione

TITOLO: THE UNDERTAKER / DEATH MERCHANT 
ANNO: 1988
REGIA: FRANCO STEFFANINO




Nel 1988 Joe Spinell torna a vestire i panni del maniaco in The Undertaker, uno Slasher low budget davvero ben fatto. Spinell dovette lottare per il ruolo, in quanto era già stato pensato un altro gran caratterista dell'epoca Richard Lynch. Tra l'altro Spinell morì nel gennaio dell'anno seguente e quindi non poté vedere il film completato. Quindi è il suo ultimo film. 
Non siamo ai livelli di Maniac, film che lo ha reso celebre a noi amanti dell'horror, ma sicuramente Spinell dà il suo contributo senza risparmiarsi. La sua interpretazione regge tutto il film infatti, dando vita ad un personaggio cinico e davvero "fetente". 



⚠Possibili spoiler! 

La storia ruota intorno al proprietario di una casa funebre dedito alla necrofilia. Il nipote, che sospetta "il vizietto" dello zio cerca di farsi aiutare dalla sua professoressa per capire come smascherarlo. Ma lo zio è furbo e darà del filo da torcere.
Zio Roscoe, è il nome del personaggio di Spinell, oltre ad essere necrofilo è anche un assassino. Ovviamente non può tenersi i cadaveri che gli arrivano, perché i familiari scoprirebbero tutto, quindi se li procura in altro modo. La scelta cade quasi sempre su belle ragazze, ma quando qualcuno si avvicina troppo a scoprire il suo segreto viene eliminato. E non ha pietà nemmeno per i parenti! Si ispira anche ad un film che va spesso a vedere, e dato che il ragazzo del cinema inizierà a sospettare di lui, verrà presto eliminato finendo appeso col resto del gruppo.

Anche se non è tormentato come il personaggio di Maniac, e mi pare anche giusto, una copia carbone di Frank Zito sarebbe stata inappropriata, Zio Roscoe merita più popolarità perché è un un degno personaggio e il film è una chicca da scoprire. 

Il film è sostenuto anche da una buona colonna sonora, il resto è sufficentemente funzionale al film e basta sicuramente. 
Peccato abbia avuto una distribuzione incompleta (il film è un sov - shot on video), per via di alcune scene tagliate dalla censura che, come al solito tolgono parte del divertimento. Esistono però altre edizioni che hanno tutto il materiale mancante per fortuna. Da qualche anno è uscita una versione Vinegar Syndrome  uncut restaurata che dovrebbe essere niente male in quanto contiene un video "making of" dove si spiegano un po' di cose.

Ovviamente al momento nessuna edizione italiana e nessun sottotitolo disponibile, quindi ci si deve accontentare. 

In definitiva: non aspettiamoci un capolavoro, siamo molto lontani da Maniac, e il film film ha sicuramente i suoi limiti. Ma l'atmosfera è giusta, e il film diverte. Tenendo conto che la sceneggiatura  è stata scritta in pochissimi giorni e che sicuramente non c'è stato il tempo di aggiustare il tiro su molte cose, posso dire di eseere soddisfatta. 
Personalmente è stata una bella scoperta, direi la migliore migliore di quest'anno e mi sento di consigliarlo vivamente. 


VOTO : 💀💀💀/

mercoledì, novembre 23, 2022

Blood Rage (1987) - Recensione

TITOLO: BLOOD RAGE 
ANNO:  1987
REGIA: JOHN GRISSMER 


                                                                                                                               Possibili spoiler!

I gemelli Terry e Todd sono identici. Non in tutto però : uno è un ragazzino mite e gentile, l'altro un killer spietato. Terry fa accusare Todd dei suoi omicidi e lo fa rinchiudere in un istituto. Dopo 10 anni Todd fugge nel giorno del ringraziamento e torna a casa. Terry ne apprifitta per ricominciare la mattanza e dare la colpa al fratello.

Blood Rage conosciuto anche con il titolo di Slasher e Nightmare at Shadow Woods è stato girato nel 1983, ma fatto uscire solo nel 1987. Il film ha sofferto dei soliti tagli di censura, come quasi tutti i suoi fratelli di sottogenere. La versione televising Nightmare at Shadow Woods è pesantemente tagliata e include solo la scena nella piscina, mentre il resto del gore è stato molto ridotto. Non è mai stato distribuito in Italia ma lo possiamo avere in una bella edizione Arrow uscita qualche tempo fa con alcuni contenuti speciali.
Ci troviamo di fronte ad un killer che sa benissimo il fatto suo, che aspetta e si diverte a tempo debito. Appena infatti Terry apprende della fuga del fratello dall'istituto psichiatrico, inizia ad uccidere gli amici e il personale venuto a cercare Todd. Se ne va in giro scanzonato e smembra allegramente chiunque gli venga a tiro.
Gli omicidi sono assolutamente divertenti nella loro esagerazione!
Tra i migliori si può sicuramente segnalare il tizio decapitato e poi appeso (solo la testa) fuori dalla porta. Oppure l'omicidio della dottoressa che ha in cura Todd, tagliata a metà tra urla disumane. Insomma sangue a profusione, sangue che non è sicuramente salsa di mirtillo, it's not cranberry sauce ripete in un paio di occasioni Terry dopo aver ucciso. E la frase della salsa di mirtillo è una delle principali tag line del film. 
Apparentemente ciò che scatena la furia di Terry è il sesso (che strano eh?). All'inizio del film la madre sta baciando il compagno in auto mentre sono in un drive in,  e i due fratelli escono dall'auto  sgattaiolando via per perlustrare la zona . Terry ruba un ascia da un pic up e colpisce un ragazzo che sta facendo sesso in auto con la fidanzata. Terry è  probabilmente geloso della madre, che comunque ha occhi solo per lui. Todd è rinchiuso in istituto, la madre lo va a trovare, ma quando finalmente si deciderà a dire che il vero colpevole non è lui, lei si rifiuterà di credergli e quando fuggirà e tornerà a casa lei addirittura non lo riconscerà, fino al finale tragico dove ucciderà Terry credendo sia Todd per poi suicidarsi.

Ottima l'interpretazione di Mark Soper che interpreta sia Todd che Terry, molto meno buona,  a mio parere, invece quella della madre interpretata da Louise Lasser che risulta davvero irritante in alcune scene. Fatta eccezione per il finale. Il resto del cast si comporta come dovrebbe comportarsi qualsiasi personaggio secondario in uno Slasher. Quindi nulla da eccepire.
Girato da John Grissmer, che ha all'attivo solo tre film, Blood Rage è un prodotto che sa il fatto suo, e si piazza tra i film da tenere d'occhio come riferimento se si vuole recuperare qualcosa di inedito della categoria Slasher americana degli anni 80.
Personalmente trovo Blood Rage una delle migliori visioni recuperate quest'anno e chi è amante del genere non deve lasciarselo scappare. Da segnalare anche la presenza di Ted Raimi, fratello di Sam (Regista di Evil Dead)che nei titoli di testa interpreta la parte di un venditore di preservativi in un piccolo cameo. Tra l'altro questa sarebbe la sua prima vera partecipazione ad un film.



VOTO:
💀💀💀/ 5


mercoledì, novembre 16, 2022

PAZZI PER I B-MOVIE : Nuovo episodio on line.

È online su canale You Tube il quarto episodio di Pazzi per i b-movie, format di circa 10 minuti dove vi parlo di un b-movie per lo più sconosciuto o che mi ha davvero colpita. Il nostro ospite oggi è Ogroff, slasher francese del 1983 ultra trash e davvero allucinato. 

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