Visualizzazione post con etichetta film dell'orrore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta film dell'orrore. Mostra tutti i post

giovedì, ottobre 23, 2025

HARD ROCK NIGHTMARE - Recensione

 Titolo: Hard Rock Nightmare / Wolves, Sex and Rock 

Anno : 1988

Paese: Usa

Regia: Dominick Brascia

Trailer


Due anni dopo il buon Furia assassina, Dominick Brascia torna dietro la macchina da presa per portare sullo schermo un'altra sua idea. E posso aggiungere, senza ombra di dubbio, che è una buona idea. Ovviamente se togliamo tutti i "difetti" del caso.
Brascia lo conosciamo già perchè è stato il Joey di Venerdì 13 pt V, praticamente il ragazzo cicciottello che viene letteralmente fatto a pezzi con un ascia all'inizio del film. Quello sporco di cioccolata insomma. Lui.

Questo è un film che andrebbe benissimo nel periodo spooky season ovvero ottobre pre Halloween ma anche ottimo proprio per quella sera così particolare. Hard Rock Nightmare si presta ottimamente allo scopo.


Partiamo dall'inizio e cioè dal delirante prologo che già fa una bella scrematura di pubblico, se superate quello vuol dire che siete curiosi come la sottoscritta, curiosi di vedere qualsiasi cosa ci verrà propinata. Che sia bella o brutta, che ci diverta o che ci faccia letteralmente cadere le braccia dallo sconforto. 

Vediamo un ragazzino, che poi scopriremo essere il protagonista della storia a casa coi nonni. Il nonno che è un gran burlone, per definirlo con parole positive (è un po' stronzo, ma non cattivo, forse) si diverte a spaventare Jim, nipote, dicendogli di essere un vampiro, che un giorno lo ucciderà e balle varie. Jim ci crede talmente tanto da ficcargli un paletto nel cuore mentre sta schiacciando un pisolino sull'amaca in giardino.
Passiamo subito a molti anni dopo. Jim ha una band che prova nel garage di casa (classico degli anni 80), ma che disturba i vicini, così, i ragazzi sono costretti a fare i bagagli e a trovare un nuovo posto dove poter fare casino senza che la polizia venga a fargli visita.
Si decide per la vecchia casa dei nonni di Jim, dove lui ha tutti i brutti ricordi d'infanzia, l'omicidio del nonno, e la paura, che ancora ha di mostri e vampiri vari.
Arrivati sul luogo però sembra che le paure di Jim abbiano davvero un certo fondamento...



Hard Rock Nightamre non è di certo un capolavoro, né il miglior b-movie anni 80 in circolazione. Sa essere però simpatico al punto giusto e anche divertente. Lasciamo perdere la recitazione, quella è poco o niente pervenuta, ma è comunque un prodotto che si sa far notare a suo modo. Visto col mood giusto dà anche una piccola soddisfazione. Personalmente ho amato anche la colonna sonora, un paio di canzoni sono e soprattutto una quasi iconiche, ma è il mio SOLITO PERSONALISSIMO parere. Che però, se non lo scrivo, non sarebbe giusto.
Buoni anche gli omicidi, un po' di sangue c'è, e sin dal prologo si capisce che, anche capendo come andrà a finire quasi ogni singola scena, va bene così. Non è il primo ed unico film che abbiamo visto e non sarà nemmeno l'ultimo. 
E' "simpatico" perché, seppur ormai nell '88 lo slasher sia stato sdoganato già da tempo, in fondo riesce ad essere qualcosa di non noioso, che è un ottimo risultato. 
Personaggi stereotipo, con teenager che fanno cose stupide, nel momento "giusto", copiette che non possono esimersi dal fare sesso (come potrebbero), tutto mixato con un aura di sovrannaturale, perché, è bene ricordarlo, c'è un lupo mannaro che infesta la zona limitrofa alla villetta. L'arcano, che è intuibile, verrà sveòato nel finale, che è altrettanto delirante quanto il prologo.

In definitiva Brascia fa un discreto lavoro, cita molto Venerdì 13 e gli e lo si concede, perché dai, ci piace quando in un film horror si cita un'altro horror. Non dite di no.

Consigliato a chi come me ama addentrarsi, a suo rischio e pericolo, nella valle del b-movie.









sabato, settembre 21, 2024

HELL'S TRAP - Recensione

 Titolo: Hell's Trap / Trampa Infernal

Anno: 1989

Paese: Messico

Regia: Pedro Galindo III

Trailer


La cover dell'edizione Vinegar Syndrome

Il cinema Horror messicano è la mia nuova ossessione... più o meno. 
Da amante dei film "bruttini" scoprire queste pellicole è stato davvero sorprendente. Anche perché non ne sapevo molto, almeno non prima di qualche tempo fa. Ma mi sto documentando e scoprendo una buona quantità di pellicole da vedere e poi, nel caso, proporvi. Dopo Don't Panic, ecco che vi vado a parlare di un'altra "chicca" del b-movie, stavolta firmata da Pedro Galindo III, che credo sia ancora meglio.

Negli anni 80 la contaminazione del cinema Horror messicano col cinema americano ed europeo era abbastanza evidente, con un abbondante uso di citazioni a film di successo che poi sono diventati cult a distanza di anni.
Insomma un po' di ispirazione di qua e di la, qualche ritocco per non farla sembrare una scopiazzatura e il gioco è fatto!




In questa pellicola vedremo un killer mascherato, che vaga tra i boschi e uccide come Rambo, ma anche come Freddy Krueger


Nacho e Mauricio sono due "amici" in continua competizione. Li vediamo, all'inizio del film, giocacare ad una specie di paintball. Vince Nacho. Mauricio vuole subito la rivincita e propone così di andare a caccia di un orso nei boschi a poche ore dalla città. Stavolta però insieme ai due ci saranno i fidati compagni e le rispettive fidanzate. Quindi il gruppetto di 7 persone si mette in viaggio per poi separarsi nel bosco. Chi trova e uccide l'orso per primo ha vinto.
Peccato che l'orso non esista. Il killer del bosco è in realtà un reduce di guerra che, impazzito, crede si essere ancora in battaglia e difende il suo territorio da chiunque lo invada uccidendolo.
Inizia così una battaglia per la sopravvivenza tra i due gruppi, costretti a collaborare per salvarsi, e un killer mascherato che non ha nessuna intenzione di soccombere tanto facilmente.




Hell's Trap è spacciato come uno slasher, ma di fatto non lo è, almeno non nella sua accezione più canonica.
Per cominciare il gruppetto sa esattamente che sta andando a ficcarsi nei guai, non sa con chi esattamente, ma non sta di sicuro andando in campeggio serenamente. La pellicola poi ha una forte componente action, che bilancia molto bene la componente horror, creando un bel mix che movimenta parecchio il tutto e non lo rende mai noioso. La tensione che si crea è anche abbastanza buona, non altissima, ma c'è.
Gli omicidi sono invece slasher puro, con un killer che ha un bel guanto molto simile a quello di Freddy, ma che ha lame seghettate ed è montato su quello che sembra una pelle di zampa d'orso. Il che è un ottima cosa, perché non dà la netta sensazione di scopiazzatura (cosa di cui si parlava all'inizio dell'articolo).
E il killer è comunque ben costruito, e non si limita a sfoggiare il guanto, ma uccide con arco e frecce e usa anche delle trappole sparse per tutto il bosco.
Buona la componente gore, il sangue c'è e scorre!
Per quanto riguarda i due gruppetti, man mano che la storia va avanti, e le difficoltà si fanno evidenti, si scopre un Nacho, che è il buono e l'eroe della situazione, mentre Mauricio è destinato a pagare per il suo essere troppo egoista. E non fa una piega.

Non mancano alcuni momenti divertenti, grazie alla spalla di Nacho, Charly, un simapatico ragazzotto sovrappeso che però ha carattere da vendere.
La seconda parte del film è tutta azione e scontro tra Nacho e il killer, Jesse, che dopo aver praticamente fatto fuori tutti, spinge il nostro eroe alla resa dei conti finale nel bosco.
A questo punto la conclusione è quasi scontata, ma secondo me funziona proprio perché è così.


A mio parere, Hell's Trap è un film davvero dignitoso, che non cade mai nel trash assoluto e riesce ad offrire una spettacolo divertente e di intrattenimento, anche se in maniera leggera e magari a volte scontata.
Lasciando perdere alcuni momenti che sembrano quasi un pochino televisivi, Galindo III, che scrive la storia insieme al cugino Santiago, anche produttore del film, se la cava più che bene e gira un bel prodotto che riesce a tenere testa a molti altri prodotti sia americani che italiani dell'epoca.
Si avvale poi di Pedro Fernandez, star della musica in Messico, della ster televisiva Edith Gonzales, famosa anche in Italia per la soap opera Cuore Selvaggio, che da noi arriverà negli anni 90.
Il terzetto si conclude col comico Charly Valentino, che interpreta appunto l'amico fidato di Nacho, Charly.
Quindi il cast principale, se così possiamo chiamarlo è di pregio e non delude.

In conclusione ci sarebbe davvero da dare più risalto a pellicole che a prima vista sembrano delle poverate poco attraenti, ma che invece aprono una serie di altre porte alla scoperta di "perle" già viste, ma che hanno comunque da offrire una freschezza tutta loro.

Al solito grazie a Vinegar Syndrome che recupera questi tesori del b/z movie per i fan più accaniti.







domenica, agosto 18, 2024

DARK AUGUST - Recensione

 Titolo: Dark August / Presagio Tenebroso / The hant

Anno: 1976

Paese: Usa

Regia: Martin Goldman

Trailer / Clip



PUO' CONTENERE SPOILER

Ecco un altro film di cui non conoscevo l'esistenza, ma che mi intrigava molto, locandina e storia sembravano essere interessanti e il potenziale alto.
Purtroppo non è stato così, ma andiamo come al solito per gradi e snoccioliamo la trama:

Sal Devito è un artista che vive in una piccola città rurale degli Stati Uniti. La sua compagna gestisce una piccola galleria d'arte dove espone anche i suoi lavori.
Sal però da qualche tempo ha degli starni attacchi d'ansia, o almeno così appaiono. Ma i suoi compaesani lo snobbano, facendo finta di nulla.
Si scopre che l'uomo, mentre stava percorrendo una strada in auto, ha investito una ragazzina, nipote di uno degli autoctoni del paesello. E' stato scagionato, ma per molta gente del posto è un irresponsabile, e il nonno della ragazzina non vuole nemmeno vederlo.
Sal si convince che il vecchio abbia lanciato una maledizione su di lui. Quindi gli attacchi di panico sono dovuti al sortilegio. Ed è anche perseguitato da una misteriosa figura che lo osserva dai boschi intorno alla sua casa.
La compagna ed una coppia di amici lo mettono in contatto con una medium che conferma la maledizione e propone delle soluzioni per contrastarne l'effetto. 




C'è una bella ma blanda atmosfera da folk horror in Dark August. Da noi il film ha il titolo di Presagio Tenebroso.
Martin Goldman cerca in tutti i modi di unire folk horror e psicologico, ma il risultato è piuttosto scadente. Partendo dai personaggi che non hanno un minimo di carattere, nemmeno il protagonista, che essendo "un'artista" newyorkese trapiantato, potrebbe sembrare meno ad un bifolco qualunque, e invece lo è.
Per tutto il film pervade la sensazione che la storia possa decollare prima o poi, ma non succede mai di fatto.
La tensione è ai minimi, ed l'insieme è comunque poco convincente.
Il film dovrebbe, o almeno a me è arrivato questo, far comprendere l'arretratezza dei paesini rurali, ancora legati alla superstizione, e quindi propensi a credere nel soprannaturale.
La faccenda però è piuttosto confusa perché né la componente sovrannaturale, né quella della ragione prevalgono mai. Di fatto una risposta ai quesiti che ci poniamo durante la visione non arriva mai.
Possiamo certo dare un'interpretazione personale, nessuno ce lo nega, ma la pellicola non chiarisce la posizione della storia in definitiva.



Sal potrebbe essere di fatto solo molto angosciato da ciò che è successo, investire una persona ed ucciderla è sicuramente un'esperienza che lascia un segno indelebile nella coscienza di una persona. Il rimorso, e tutta la cattiveria che gli abitanti gli riversano addosso, compreso il risentimento del nonno della ragazzina, di certo non aiutano. 
Le due posizioni sono capibilissime: da una parte un uomo che ha commesso un fatto molto grave, dove l'opinione pubblica gli punta il dito contro senza la minima volontà di capire che è stato un incidente, quindi lo condanna come se fosse un criminale incallito.
Dall'altra appunto una persona che deve affrontare questa mole di negatività, sostenuto da pochi amici e dalla sua compagna, dovendo fare i conti con i propri sentimenti personali.

L'emaptia è spostata tutta su Sal, e bilancia la parte di chi si scaglia con odio nei suoi confronti. Il nonno è visto come una persona vendicativa e cattiva (ma di fatto non lo è... vorrei vedere voi in una situazione del genere), ma non è "la nemesi" della situazione, seppur sia ritenuto la causa della maledizione. Un'altro elemento che si doveva probabilmente sviluppare diversamente ed approfondire.

Il tutto è gestito male perché pare che la componente paranormale ci sia, si lascia intuire in alcuni momenti, e nel finale, che crede di essere esplicativo, ma di fatto non lo è. Ci lascia solo con l'amaro in bocca e l'incertezza. Essendo anche piuttosto sbrigativo.
E anche perché di fatto non succede nulla di platealmente paranormale, è tutto molto blando, quasi sembra non si voglia osare né in un senso, né nell'altro, cosa che a questo punto avrebbe donato magari quel momento trash ma avrebbe forse dato scossa di vita alla pellicola. Ma non si è scelta nemmeno la strada del drama.Il film avrebbe lavorato probabilmente molto bene in quel senso.

Osare a volte serve a non cadere nella noia, magari non aggiunge pregio al prodotto, ma è un ottimo espediente per contrastarla.
Un vero peccato dal mio punto di vista, perché poteva essere un prodotto notevole se gestito in maniera diversa e più convinta.









giovedì, luglio 25, 2024

THE PREY - Recensione

 Titolo: The Prey

Anno: 1984 (Girato però nel 78/79)

Paese: USA

Regia: Edwin Brown

Trailer


In questo periodo in cui si parla molto di In a violent nature, slasher che ha destato l'attenzione per aver cambiato un po' le solite carte in tavola nello svolgimento del film, ecco che mi capita di vedere questo The prey, altro slasher che avevo in lista da un po' e che ho recuperato recentemente. Direi che c'è qualcosa in comune col film citato sopra (vi consiglio di cercarlo e di vederlo, anche se da noi non è uscito, se amate lo slasher non ve ne pentirete).
E devo anche ammettere che ho faticato a dargli un giudizio, almeno nell' immediato. E' un film un po' atipico per certi versi e che divide sicuramente i puristi dello slasher. E adesso vi spiego il perchè, dopo avervi raccontato la trama:

 
3 coppie di escursionisti si avventurano nei boschi del sud della California. Purtroppo però la vacanza non sarà lieta perché c'è un killer, orribilmente sfigurato da un incendio, che li vuole tutti morti.

Beh, fin qui tutto nella norma, perché in origine il film era stato concepito come uno dei tanti film dell'epoca: dal famoso e molto amato dalla sottoscritta Venerdì 13, al meno conosciuto The forest o Don't go in the woods (questi due ultimi molto vicini come ambientazione nella natura selvaggia). 
Ho avuto però la fortuna di vedere una versione, che sta su youtube e che potete vedere qui che dura una quindicina di minuti in più del prodotto realizzato da Brown. In questi 15 minuti quasi interminabili c'è una spiegazione più ampia della genesi del killer, uno zingaro che, dopo aver sedotto una donna sposata, attirerà le ire del marito e di un suo amico che decidono di dare fuoco all'accampamento dove vive con i suoi compagni. Resterà vivo soltanto lui, sfigurato e condannato a vagare per i boschi.
Questa scelta della produzione, va ad integrare il prologo che mostra un'incendio e lascia intendere che vi siano dei morti. Ma va anche ad integrare il film di scene osé, volute per arricchirlo. E Brown stesso ha dichiarato che non c'entra nulla con quel segmento, nonostante abbia girato diversi film erotici in carriera.
Segmento comunque piuttosto inutile perché rischia davvero di annoiare lo spettatore, ma anche perché mette in cattiva luce la comunità zingara.



Per il resto ci sono delle belle riprese della natura (alcune sono state aggiunte insieme al segmento sulla storia del killer) ma anche di alcuni animali che stanno cacciando o mangiando la loro preda, per esempio ragni o un serpente che ingoia un topolino. Il tutto crea disagio e tensione e a mio avviso impreziosisce il film. E fa da contrasto coi ragazzi che sono seduti intorno al fuoco a mangiare e a chiacchierare allegramente tra di loro.
E i 6 ragazzi sono appunto i soliti personaggi, spensierati e inconsci del pericolo a cui vanno incontro. Riconosciamo subito la final girl, Nancy, una brunetta carina e delicata, che di li a poco ne vedrà delle belle.
Gli altri ovviamente sono destinati a perire, prima o poi.
Il body count del film non è eccessivo comunque, ma l'inizio, appena dopo il prologo, dà la spinta adeguata col duplice omicidio di una coppia in campeggio sul fiume.

Il finale però è particolare, e non consueto. Ed un'altro punto a favore del film, forse quello più importante. Gli ultimi minuti sono davvero drammatici perché Nancy si ritrova da sola ad affrontare il killer e, nemmeno il ranger che è arrivato in suo soccorso basterà ad evitare lo scontro.
E dato che non voglio assolutamente spoilerare vi consiglio di vederlo per scoprire come questo scontro andrà a finire.


 In definitiva sono molto soddisfatta e mi spiace di non averlo recuperato prima. Lo trovo personalmente un ottimo slasher, non banale e anche ben recitato, se contiamo che i ragazzi del gruppetto sono praticamente ai loro primi ruoli. Il comparto gore è piuttosto soddisfacente, curato da John Carl Beuchler che poi sarà uno tra i più famosi effettisti degli anni 80 e, ciliegina sulla torta, abbiamo un piccolo ruolo, l'ultimo sul grande schermo, per Jackie Coogan, interprete dello zio Fester nella serie Tv La famiglia Addams dal 1964 al 1966. 

Il solito peccato più grande è che da noi sia inedito. C'è però in circolazione una bella edizione Arrow. Meglio di così!



 


 













venerdì, giugno 14, 2024

OLD BUT GOLD: 20 DIETRO LE QUINTE CHE AMERETE

 Ogni tanto ci vuole qualche articolo poco impegnativo, poco impegnato e...poco di tutto.

I backstage sono sempre cose che incuriosiscono sia che siano fotografici che video. Fonte, più o meno di informazioni e approfondimenti riguardo ai film. E quindi per noi appassionati sono una vera miniera d'oro credetemi.

Oggi vi porto un veloce articolo con 20 foto dietro le quinte che amo di più perché per me sono iconiche Sperando che magari qualcuno non le abbia mai viste. Chi lo sa.


Robert Englund e Miko Hughes sul set di Nightmare Nuovo Incubo (1996)

Stephen King e Tom Savini sul set di Creepshow (1983)

John Travolta e Nancy Allen sul set di Carrie (1976)

Sul set de La mosca (1986)

James Cameron, Sigourney Weaver e Michael Biehn sul set di Aliens (1986)

Sul set di Halloween 2 (1981)

Stephen King sul set di Brivido (1982)


Pronti per il ciak sul set di The Wicker Man (1973)

Il make-up artist Tony Gardner coi suoi corpi animatronici sul set de Il ritorno dei morti viventi (1985)

Sul set di Nightmare (1984)

Joe Dante sul set de L'ululato (1981)

Dietro le quinte di Non aprite quella porta (1974)

Dietro le quinte di ReAnimator (1985)


Sul set di The Amityville Horror (1979)

Sul set di Blob (1988)

Rob Bottin sul set de La Cosa (1982)

Clive Barker sul set di Hellraiser (1987)

Peter Cushing e Roy Ashton sul set di Tales From the Crypt (1972)

Sul set di Nightmare 4 (1989)

Caroline Williams, Dennis Hopper e Tobe Hooper sul set di Non aprite quella porta 2 (1986)

martedì, ottobre 10, 2023

20 FILM HORROR CHE QUEST'ANNO COMPIONO 50 ANNI

 


Precisiamo: questa non è una classifica. Questa è una semplice lista di film, un reminder se preferite, per ricordare appunto qualche film uscito nel 1973 e che quest'anno si accingono a spegnere 50 candeline.

Non sembra vero, ma il tempo passa. E poi, si può sempre scoprire qualcosa di nuovo!

Perché 20? Perché 10 sarebbero troppo pochi e più di 20 sarebbero troppo tanti. Si aggiungerebbe troppa roba, magari poco significativa, e perché, per me, 20 era un buon numero.

Sarà un articolo lungo, quindi  mi limiterò solo ad accennare trama e qualche piccola curiosità se serve.

 Spero di aver fatto un buon lavoro.


1 L'ESORCISTA


Il capostipite del filone esorcistico che poi verrà, diretto da William Friedkin che non credo abbia bisogno di grandi presentazioni. Fece scalpore quando uscì, ingrandendo ancora di più la fama di mito del cinema horror.
In questi giorni è stato riportato in sala, in versione integrale e restaurata per offrire la possibilità di una visione più immersiva anche a chi se lo era perso allora.

Una ragazzina di 12 anni inizia a manifestare strani comportamenti. Dopo vari tentativi di cure, la madre dovrà convincersi che la figlia è posseduta da un demone e trovare chi la possa aiutare per esorcizzarlo dalla figlia.

2 THE WICKER MAN


Censurato al limite della sopportazione, The wicker man, è il folk horror per eccellenza. Una pellicola scomoda negli anni 70. Per l'esplicità nel mostrare nudità e il sesso e un culto pagano, che nulla ha a che vedere con Dio e il cattolicesimo. Film preferito da Christopher Lee, che a dir suo, era la possibilità di scucirsi di dosso il mantello di Dracula e essere anche altro, oltre al famoso vampiro.

Il poliziotto ultra puritano Howie viene mandato sull'isola di Summerisle per indagare sulla scomparsa di una ragazzina. L'uomo viene accolto da una comunità dedita a culti pagani e ad altre strane usanze. Ben presto scoprirà di essere in trappola.

3 A VENEZIA... UN DICEMBRE ROSSO SHOCKING


Diretto da Nicholas Roeg, con Donald Sutherland e Julie Christie. Tutto ambientato nella affascinante e misteriosa Venezia è un thriller psicologico davvero immancabile se amate il genere. Come molti cult dell'epoca ha avuto il suo bel da fare per farsi amare, ma alla fine ci è riuscito come merita.

I coniugi Baxter sono a Venezia per lavoro. Pochi mesi prima la loro figlia è annegata in un laghetto a casa loro e il dolore è ancora vivo per la coppia. Laura Baxter si convince che la figlia sia accanto a loro quando una veggente le dice di averla vista. 

4 I CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE 


Conosciuto anche col titolo di Torso, il film di Sergio Martino, regista di genere molto famoso tra gli anni 70 e 80, è quello che si può definire un protoslasher, cioè un precursore del sottogenere che avrà un enorme successo negli anni 80, soprattutto negli Stati Uniti, con centinaia di film. Un mix di giallo, thriller e horror, con la bella dose di violenza che ancora fa un certo effetto.

Un misterioso assassino massacra alcune ragazze che studiano in un college per straniere a Roma. 4 studentesse si rifugiano in una villetta isolata per starsene tranquille, ma l'assassino le raggiunge anche lì.

5 LA CAVALCATA DEI RESUSCITATI CIECHI


Il secondo capitolo della cultissima saga dei Resuscitati Ciechi di Amando De Ossorio, che poi vedrà altri due sequel, ( questi ultimi sempre più in calando però) riesce ancora ad avere un certo fascino. Merito degli zombotti templari, tanto lenti quanto letali e del trash molto presente nella pellicola, e nella saga in generale.
Un vero mito del b-movie spagnolo anni 70.

Al villaggio di Bersan ci si prepara per il 500esimo anniversario del linciaggio di alcuni templari, colpevoli di stregoneria e sacrifici umani. Purtroppo però c'è chi però li vuole riportare in vita e, grazie ad un antico rito riesce a risvegliare i Templari. La festa così si trasformerà in un incubo per i cittadini di Bersan.

6 LISA E IL DIAVOLO


Ennesima pellicola di Mario Bava, ormai rodato da tanti bei film. Purtroppo la pellicola non ebbe gran successo alla sua presentazione quindi Bava, temendo un fiasco totale, rielaborò il tutto e decise di farla uscire nel 75 col titolo La casa dell' esorcismo. 

Lisa è una turista americana in viaggio in Spagna. Dopo aver fatto la conoscenza con uno strano personaggio, verrà attirata in un palazzo, dove quest'ultimo si diverte a tormentarne gli abitanti attraverso strani riti.

7  LA MORTE HA SORRISO ALL'ASSASSINO


E' il primo horror diretto da Joe D'Amato e viene girato in soli 8 giorni. Il film è un horror gotico con la bella Eva Aulin. In una scena un gatto dovrebbe graffiare uno degli attori e sfigurargli la faccia. Dato che non si riusciva a venirne fuori, D'Amato gettò il gatto addosso all'attore.

Una ragazza ha un'incidente con la sua carrozza e viene ospitata in una villa. Dopo il suo arrivo iniziano a succedere cose strane e alla fine si scoprirà che la ragazza è arrivata lì per un motivo preciso.

8 LA CITTA' VERRA' DISTRUTTA  ALL'ALBA



Quarto film di Romero, che stavolta si cimenta in un fanta horror mettendoci sempre la sua "critica sociale". Il film è stato poco pubblicizzato e distribuito a suo tempo, anche se è un'ottimo prodotto. Forse un po' grezzo ma fa il suo dovere.

Una pericolosa arma biologica sfugge al controllo e si sparge per la cittadina americana di Evans City. Gli infetti diventano estremamente rabbiosi. L'unica soluzione per il governo americano è l'uccisione degli infetti e la distruzione della città.

9 OSCAR INSANGUINATO


Molto simile a Labominevole Dr. Phibes, Oscar insaguinato vede un Vincent Price, sempre magnifico, alle prese con vari omicidi. Diretto da Douglas Hickox il film è uno dei preferiti di Price. 

Edward Lionheart è un attore Sheakespiriano che però è continuamente stroncato dalla critica. Quando un attore più giovane verrà insignito del premio tanto ambito, inizierà una vendetta su chiunque lo abbia criticato in maniera negativa.

10 IL MESSIA DEL DIAVOLO
    

Film dalle atmosfere Lovecraftiane, molto belle, il film è diretto da Willard Huyck e Gloria Katz che sono anche autori della sceneggiatura. Il film riesce bene nonostante le limitazioni di budget ed è una piccola perla da scoprire.

 Una ragazza si reca nella cittadina di Point Dume alla ricerca del padre. L'uomo è scomparso e di lui non si hanno notizie. La ragazza avrà esperienze sempre più bizzarre fino al finale in cui dovrà lottare per salvarsi.


11 DOPO LA VITA



Dal romanzo di Richard Matheson, La casa dell'inferno (il titolo originale infatti è The legend of Hell House) la pellicola di John Hough è un horror gotico sovrannaturale tra i migliori del suo tempo.

Alcuni esperti sono invitati ad investigare in una villa infestata dallo spirito di un satanista. I tentativi di esorcizzare lo spirito malavagio dell'uomo negli anni sono tutti falliti, lasciando dietro di sé una scia di morti.

12 I SATANICI RITI DI DRACULA


Tra la sfilza di film su Dracula, interpretati da Christopher Lee, nel 73 abbiamo questo The satanic rites of Dracula, forse non tra i migliori, ma sicuramente molto divertente e degno di nota. Il film è diretto da Alan Gibson e a d interpretare Van Helsing è il mitico Peter Cushing.

Una setta satanica è al centro delle indagini dei servizi segreti britannici. Van Helsing è chiamato a collaborare e, scoperti i piani della setta di diffondere un virus, si convince che dietro a tutto ciò ci sia il suo nemico di sempre: il conte Dracula.

13 THE VAULT OF HORROR


Il film è conosciuto anche come Tales from the crypt II, perché è in effetti il seguito del film antologico del 1972. Anche questo è un antologico e prende il nome dai fumetti editi dalla EC Comics : The vault of horror, ma nessuna delle storie però appare nel fumetto Americano. A dirigere è Roy Ward Baker e il film è composto da 6 episodi.


14 BABA YAGA


Horror erotico che si ispira al fumetto di Guido Crepax "Valentina". E' diretto da Corrado Farina e interpretato da Isabelle De Funes, George Eastman e Carrol Baker.

Valentina, una fotografa, fa la conoscenza con una strana donna, Baba Yaga, che piano piano si insinua nella sua vita. La ragazza si accorgerà presto che la donna è una strega e sta anche cercando di sedurla. Solo l'intervento del suo fidanzato riuscirà a salvarle dalle grinfie di Baba Yaga.

15 IL MOSTRO E' IN TAVOLA... BARONE FRANKENSTEIN


Andy Wharol e Paul Morrissey mettono in scena un classico dell'orrore a "modo loro". Il risultato è una specie di commedia bizzarra che non lesina sul sangue e sulle scene truci. Girato insieme ad un' altra rivisitazione, quella di Dracula (Dracula cerca sangue di vergine e... morì di sete -1974) , Il Frankenstein di Morrissey vede protagonista un giovane Udo Kier e la collaborazione del nostro Antonio Margheriti. Il film infatti è girato in Italia.

Cacciato dall'università, Frankenstein si rifugia nel suo castello per continuare i suoi esperimenti. Creerà due esseri che vorrà poi far accoppiare per dar vita ad una nuova potente razza. Le cose non andranno nel modo sperato però.

   16 CURSE OF THE DEVIL
    

Settimo (credo) film sulla saga del lupo mannaro Waldemar Daninsky, interpretato dal mitico Paul Nashy. Non tutti i film sono editi in Italia, ma è una saga interessante, con alti e bassi. La rende sicuramente iconica la presenza di Nashy e le molteplici "fatiche" che il suo personaggio deve affrontare ogni volta. Il film è diretto da Carlos Aured

Stavolta Daninsky viene trasformato in lupo mannaro da un discendente di una strega, condannata da un suo avo nel medioevo.

17 PSYCHOMANIA


Conosciuto anche col titolo di The death weelers, questo gioiellino britannico è sempre troppo poco nominato. Diretto da Don Sharp, già attivo per alcuni film horror della Hammer, è un biker movie con l'aggiunta del sovrannaturale.

Tom è il leader di una gang di motociclisti che si fa chiamare "The living dead". Il ragazzo è appassionato di occultismo e, quando scopre di poter diventare immortale suicidandosi e stipulando un patto col Diavolo, decide di provarci e di coinvolgere anche i membri della gang.

18 LA ROSA DI FERRO



Quinto film del regista francese Jean Rollin, The iron rose o La rose de fer, è un horror psicologico che si svolge per la maggior parte in un cimitero e ne sfrutta la magnifica atmosfera. Il regista appare in un cameo come un personaggio che si aggira nel cimitero.

Due ragazzi restano bloccati in un cimitero dopo aver fatto sesso in una tomba scavata da poco. Nella notte le loro peggiori paura li terrorizzeranno in un vortice onirico e inquietante.


19 LE VERGINI CAVALCANO LA MORTE


Lucia Bosè nei panni della famosa contessa sanguinaria Erzebeth Bathory. Questa produzione italo/spagnola è diretta da Jorge Grau è un horror in costume ambientato nel sedicesimo secolo. Grau mischia gotico e vampirismo con un po' di sangue e nudo (che nella versione spagnola pare non ci sia). 

Una marchesa, ossessionata dalla bellezza eterna scopre che, sacrificando giovani ragazze e cospargendosi col loro sangue, può restare giovane per sempre. Iniziano così varie sparizioni di ragazze del villaggio vicino al suo castello.

20 NON AVERE PAURA DEL BUIO


L'ultimo film selezionato è un film per la televisione. Don't be afraid of the dark è un simpatico horror senza sangue nè troppe pretese che però funziona abbastanza. Diretto da John Newland, non ha un cast importante ma ce lo ricordiamo per il remake del 2010 con Katie Holmes.

Una donna e suo marito vanno a vivere nella vecchia casa della nonna di lei. In questa casa la donna inizia ad avere strane sensazioni e ad avvertire presenze. Si scoprirà che la casa è abitata da piccoli esseri demoniaci.







































 



Altri articoli: