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mercoledì, novembre 26, 2025

SILENT SCREAM (1979) - Recensione

 Titolo originale: Silent scream / The silent scream

Anno: 1979

Paese: USA

Regia: Denny Harris

Trailer



E' quasi ora di tirare le somme per me, come ogni anno faccio una lista dei 10 film prima visione che mi hanno colpita di più. In positivo si intende.
Silent Scream ci è entrato con prepotenza proprio lo scorso weekend, ricco di visioni piuttosto interessanti anche.

Questa pellicola del 1979 si può tranquillamente catalogare tra gli slasher/thriller psicologici. Ovvero un mix tra lo slasher classico e qualcosa di più interessante ed elaborato. Non vi farà scervellare ma sicuramente, per chi ha un palato più "fine" sarà una bella sorpresa. Per me lo è stata. Poi si sa, tutto è estremamente soggettivo, ma vi sfido a dire che questo film possa essere brutto e totalmente da buttare. Vi sfido eh!



Partiamo già molto bene dal cast che è davvero ottimo e molto interessante: Cameron Mitchell, Barbara Steele, Yvonne De Carlo. Che non sono affatto estranei al genere. Se la cosa ancora non vi convince, il tutto si svolge in una bella casa sopra ad una scogliera, col mare in bella vista dalla finestre e un atmosfera quasi gotica. Quelle grandi case che sappiamo molto bene nascondono qualche orribile segreto. 

Meglio comunque partire dall'inizio. La studentessa Scotty Parker (interpretata da Rebecca Balding) arriva al college, ma purtroppo tutti gli alloggi interni sono già stati presi. Deve quindi ripiegare su qualcosa di esterno. A fine giornata trova la stupenda casa degli Engels, che affittano alcune camere. Scotty si trova con altri tre coinquilini: Jack, Peter e Doris. I tre fanno subito amicizia e si trovano molto bene. Tanto da uscire subito quella sera a cena tutti insieme. Al ritorno però sono piuttosto alticci e Doris e Peter restano indietro rispetto a Jack e Scotty. Peter resterà solo sulla spiaggia e, qualcuno uscito dal buio lo ucciderà.
Da questo momento le cose inizieranno farsi sinistre e pericolose. 
Si scoprirà che la famiglia Engels, Mason, la madre, che se ne sta sempre in camera sua, e una fantomatica sorella, Victoria, che non si sa dove sia, hanno molto da nascondere. Il tenente McGiver (Mitchell) indaga, ma intanto anche Doris viene uccisa nella cantina e trascinata da qualcuno al piano di sopra.  Scotty e Jack sono quindi in grave pericolo. In casa c'è qualcuno, ormai è assodato, che li osserva di nascosto e McGiver dovrà arrivare in tempo per salvarli.




Doris ci ricorda che gli scantinati sono il male...


Quello che mi è piaciuto di Silent Scream è l'atmosfera che da subito riesce a catturare lo spettatore. Già, dai primi minuti, subito dopo i titoli di testa e quando Scotty inizia a cercare casa, capiamo che sarà la storia giusta.
Sarò sincera però, a parte il plot twist finale aspettatevi il solito, ma è comunque abbastanza perché nel "solito" Harris riesce anche a metterci un pizzico di tensione, a creare il sospetto, anche se è facilmente intuibile cosa si possa nascondere in casa. Lo sappiamo, ma comunque la cosa riesce a farsi apprezzare. Gli omicidi sono ben "distribuiti" e non tutti buttati lì nell'ultima mezz'ora e questo è sempre una buona cosa. Lo slasher si fonde con lo psicologico, quando nel finale c'è la rivelazione che si intuisce già. Ma con una sorpresa, che non guasta e rende la cosa un pochino più "malata", dandogli quella spruzzata in più di sangue che merita di diritto.
Bravissima la Steele, che anche con poche scene, contribuisce a dare pregio. Ma lei, già con la sua presenza lo farebbe anche stando ferma immobile. Mitchell anch'esso è sempre una faccia amica, sia che faccia la parte del buono, che del cattivo. 

Sicuramente ci sono dei rimandi a Psycho, è difficile non pensarci, anche se la storia non è uguale. La "red flag"
del sesso, che non è mai ben visto dai killer è anch'essa presente. I ragazzi flirtano da subito, addirittura Scotty e Jack hanno un rapporto, spiati da occhi curiosi, e questo è male. Specialmente se il killer ha avuto problemi proprio col partner in passato. Quindi questo gli ricorda il motivo del suo disagio e lo scatena nella furia omicida più cieca.


Il film era stato girato nel 1977, ma poi si decise di rifare quasi tutto tempo dopo. Solo una decina di minuti venne tenuta buona. E qualcosa infatti si può notare, ma davvero, se non lo sapete credo non sia così immediato da percepire. Piccoli dettagli che magari un occhio attento potrebbe scovare.
Alla fine ne  uscito un notevole thriller psicologico con venature slasher (del resto siamo a fine anni 80 e quindi il sottogenere è ancora legatissimo al thriller, anche perché offre qualcolsa di più di un semplice gruppetto di teenager che viene massacrato nel bosco da un omone mascherato).
Silent Scream  è un film che offre molto e può accontentare un po' tutti gli appassionati.
Il mio consiglio è di recuperarlo assolutamente se ancora non lo conoscete o lo conoscete ma avete dei dubbi.













lunedì, dicembre 30, 2024

THE KILLER OF DOLLS - Recensione

 Titolo: The Killer of Dolls / Killing of the Dolls / El Asesino de Munecas

Anno 1975

Paese: Spagna

Regia: Miguel Madrid

Trailer


Questa è una vera chicca. L'ultimo film dell'anno per il blog e forse quello che mi è piaciuto di più di tutte le visioni del 2024.
Premetto che non è un horror puro. Siamo, data storia e svolgimento più verso il giallo thriller in voga in quegli anni. Argento, Bava e gli altri molti film che fanno parte di quello specifico genere che si avvicina molto allo slasher in alcuni casi. E che, ha sicuramente contribuito alla definizione del sottogenere che sarà il Re negli anni 80.
L'ho definito proto slasher nel mio post su instagram... beh, siamo li. Ci siamo molto vicini, anche se la componente psicologica del killer è molto evidente e pende comunque più verso il giallo/thriller.
Comunque sia, The killer of Dolls è una vera perla semi sconosciuta e oggi io ve ne parlerò, facendo in modo che venga conosciuta un pochino di più, e che abbia gli onori che merita.



Paul, che è il protagonista della nostra storia è anche il killer, non è spoiler perché lo sappiamo già dai primi minuti del film. E' un ragazzo strano per certi versi, delicato e timido all'apparenza, ma un feroce assassino quando si mette la sua maschera e non esita ad uccidere una copietta che si è appartata nel giardino della enorme villa che lui e i genitori devono tenere in ordine. 
Il parco della villa è a disposizione di tutti e la sua famiglia fa da custode/giardiniere.
Paul uccide perché la madre, quando era piccolo, lo trattava come una femmina, la figlia che aveva perduto prima della sua nascita. Paul così è costretto a giocare con le bambole, pur sapendo di essere un maschio.
Il trauma del volerlo scambiare per la sorella è così forte da creare quasi uno sdoppiamento di personalità, che poi lo spinge a commettere degli omicidi. Le donne le vede come bambole o manichini.
Diventa amico anche di un bambino pestifero che abita nelle vicinanze col nonno. Conosce poi la figlia dei padroni della villa, Audrey, i due si innamorano e iniziano a frequentarsi. Intanto, rimasto solo ad occuparsi del giardino mentre i genitori sono in vacanza, l'ossessione per le bambole/donne non lo abbandona e, anche il fallimento della scuola di medicina dove studia incide sulla sua psiche. Inutile dire che il lieto fine è ben lontano per lui.




Di Miguel Madrid ho già visto Necrophagous, una pellicola che purtroppo non mi ha dato gran soddisfazione. Forse ne parlerò più avanti. Incuriosita però, da trailer e foto, ho optato per vedere anche questo suo terzo film, di qualche anno più vecchio. E nonostante non sia un film perfetto mi ha davvero stupita questa sua marcata attinenza con i gialli all'italiana del periodo. Soprattutto perché non ha nulla di meno di tanti film, anche e soprattutto italiani. La storia è semplice, un trauma infantile che porta un ragazzo ad avere un forte distacco dalla realtà e addirittura ad immaginare una sorella che non ha mai conosciuto, impersonandola. Poi c'è il fattore fallimento scolastico: Paul vorrebbe diventare un chirurgo, ma non ha la mano ferma e viene cacciato dalla scuola. Anche questo sarà un elemento di distacco dalla realtà, dove lui crede ci sia stata un ingiustizia nei suoi confronti. E quindi vorrà provare che sa fare un intervento... 
Bella la trovata di "sostituire" le vittime, nella mente di Paul, con le bambole o meglio i manichini, che messi in un film dell'orrore fanno sempre la loro figura inquietante.
Certo, lo spettatore riesce magari a capire come andrà a finire tutto, che risulta prevedibile, ma lo è già dall'inizio, sappiamo già chi è l'assassino, il perché e conosciamo la profonda lacerazione della sua mente, ad opera di una madre sicuramente insensibile ed un padre altrettanto assente verso i sentimenti del figlio.



David Rocha se la cava bene nella parte di Paul, un ragazzo minuto, che cerca disperatamente di essere normale, rifiutando le avances della Contessa, madre di Audrey, e cercando di farsi degli amici anche se, forse dell'età sbagliata per lui.
Lo vediamo destreggiarsi più che bene anche nei momenti atti a stemperare la serietà della storia. Sì, perché Madrid inserisce anche dei momenti di ilarità e altre bizzarrie (diciamo non ben definiti in questo caso, e forse è l'unico difetto del film) che in fondo sono un elemento che si inserisce comunque bene in questo genere di pellicole. 
Il gore non è eccessivo ma c'è, e, come già detto, l'elemento vittima che si trasforma in bambola agli occhi dell'assassino è da plauso. Ci fa empatizzare col killer, capendo il suo stato quando la follia lo coglie, e capendo che forse, non è proprio volontaria, ma più il risultato del già citato scollamento dalla realtà.
Il finale poi, è anche piuttosto triste da un certo punto di vista, ci si aspetta un plot twist verso il lieti fine, fino all'ultimo, ma sappiamo che non sarà così. Lo sappiamo praticamente da subito.

Quindi, se uniamo dei buoni omicidi, una bella colonna sonora anni 70, un pizzico di bizzarria nella storia e un killer che sa entrare nelle simpatie dello spettatore, possiamo assolutamente perdonare qui piccoli difetti, anche recitativi, e la prevedibilità del film.
Inedito ma recuperabile su youtube o in recuperabile in bluray.








 
  













sabato, maggio 25, 2024

SATAN'S BLACK WEDDING - Recensione

 Titolo: Satan's Black Wedding / A Blood Marriage of Ghouls

Anno: 1976

Paese: Usa

Regia: Nick Millard (qui col nome Phillip Millard)

Trailer


La grafica scelta per la nuovissima release del film da Vinegar Syndrome

Rieccomi, stavolta si spera con più costanza. La verità è che, a parte il poco tempo, era scemata anche la voglia di fare. Beh, grazie a questo film mi è tornata. Quindi ringraziamo Nick Millard e le sue opere alquanto nefaste.
Nefaste è ironico ovviamente, amo Millard, fin dal primo suo film che vidi Criminally Insane (che tra l'atro uscirà nella stessa edizione Vinegar, in combo con questo di cui vi parlo oggi) ma non si può dire che sia un cineasta che ha fatto capolavori. Però, a volte ci sa fare, con quel poco che ha. E riesce a tirare fuori comunque qualcosa che si fa notare. A modo suo.

Mark, torna in California per il funerale della sorella Nina, morta suicida alcuni giorni prima. L'uomo, e anche la polizia, non sono molto convinti della cosa. Nick scopre che la sorella stava scrivendo un libro, dal contenuto piuttosto orrifico, su riti satanici e una gruppo di suore che si sarebbero convertite a Satana 150 anni prima.

Nina ne era ossessionata, questo a detta dell'amica Jean, con la quale ha scritto un po' del libro.
La ragazza si recava sempre in un luogo, dove sembrerebbe esserci una cripta legata a questo culto.
Vi si reca anche Mark, e lì, un prete alquanto ambiguo gli spiega tutta la storia del luogo.
Intanto anche la zia di Nina e Mark muore, uccisa da qualcosa che sembrerebbe un vampiro, e sia Mark che Jean, sono perseguitati da Nina stessa, che appare e scompare diverse volte.
Alla fine Mark e Jean decidono di partire dopo il funerale ma qualcosa ancora li attende entrambi.




Tecnicamente Satan's Black Wedding è orrendo. Lasciando perdere la recitazione, che in fondo non è la cosa peggiore, ha un sonoro davvero fastidioso, un fruscio continuo e incessante per tutto il film. Sicuramente dovuto alla scarsità di mezzi durante la registrazione delle scene. 
Il comparto sonoro si estende alla musica, un'infinita melodia al pianoforte, che a volte sembra stonata e sovrasta a volte le scene, ma che tutto sommato dona carattere al film e gli dà la giusta aura surreale. 
In fondo, il mood è molto simile a quello che si potrebbe trovare in un film di Jess Franco, tanto per farvi capire.
La fotografia, è assolutamente non pervenuta, anche perché, sempre colpa dei soliti mezzi inesistenti, si gira così com'è, e le scene allo scuro risultano quasi, se non del tutto, incomprensibili. Fortunatamente servono a poco per la netta comprensione del film, e Millard, riesce ad illuminare volti o situazioni di sfuggita, dando prova di avere almeno inventiva per sopperire alla grosse mancanze.
E anche il comparto effetti speciali riesce ad essere all'altezza del prodotto: sangue, tanto, che copre eventuali bisogni nella creazione di ferite che potrebbero non essere all'altezza, peccato però per i dentoni applicati ai vampiri, che sono davvero orrendi e ridicoli.



Ci infiliamo anche una bella scena romantica tra Mark (che assomiglia vagamente ad Elvis) e Jean che, scopriamo erano già stati innamorati in passato.
Il film comunque scorre abbastanza bene, chi conosce Millard ritroverà luoghi conosciuti, come casa sua, già usata anche per Death Nurse.
La cripta è stata addirittura costruita nel garage della casa del regista, anche questo segno di grande inventiva e voglia di sbattersi per la propria arte. Secondo me è lodevole nonostante tutto.
In fondo riesce anche a non cadere (troppo) nel ridicolo, anche se il trash c'è ma è inevitabile.

Insomma Millard ci mette a dura prova, e chi ha il palato fine credo respingerà a forza questo film. Per chi, come me ama il grossolano, e queste atmosfere da grindhouse movie, tanto in voga negli anni 70, che non richiede tanto sforzo cerebrale, ma sicuramente una bella apertura mentale.
Il mio consiglio è divertitevi.


L'USCITA RESTAURATA PER VINEGAR SYNDROME

Il film, come già ho anticipato sopra esce in  questi giorni per Vinegar Syndrome l'etichetta americana che si occupa di riportare film di genere restaurati e con diversi contenuti speciali. Esce in combo con Criminally Insane e io vi suggerisco di recuperare se amate questo genere di cose!





martedì, ottobre 10, 2023

20 FILM HORROR CHE QUEST'ANNO COMPIONO 50 ANNI

 


Precisiamo: questa non è una classifica. Questa è una semplice lista di film, un reminder se preferite, per ricordare appunto qualche film uscito nel 1973 e che quest'anno si accingono a spegnere 50 candeline.

Non sembra vero, ma il tempo passa. E poi, si può sempre scoprire qualcosa di nuovo!

Perché 20? Perché 10 sarebbero troppo pochi e più di 20 sarebbero troppo tanti. Si aggiungerebbe troppa roba, magari poco significativa, e perché, per me, 20 era un buon numero.

Sarà un articolo lungo, quindi  mi limiterò solo ad accennare trama e qualche piccola curiosità se serve.

 Spero di aver fatto un buon lavoro.


1 L'ESORCISTA


Il capostipite del filone esorcistico che poi verrà, diretto da William Friedkin che non credo abbia bisogno di grandi presentazioni. Fece scalpore quando uscì, ingrandendo ancora di più la fama di mito del cinema horror.
In questi giorni è stato riportato in sala, in versione integrale e restaurata per offrire la possibilità di una visione più immersiva anche a chi se lo era perso allora.

Una ragazzina di 12 anni inizia a manifestare strani comportamenti. Dopo vari tentativi di cure, la madre dovrà convincersi che la figlia è posseduta da un demone e trovare chi la possa aiutare per esorcizzarlo dalla figlia.

2 THE WICKER MAN


Censurato al limite della sopportazione, The wicker man, è il folk horror per eccellenza. Una pellicola scomoda negli anni 70. Per l'esplicità nel mostrare nudità e il sesso e un culto pagano, che nulla ha a che vedere con Dio e il cattolicesimo. Film preferito da Christopher Lee, che a dir suo, era la possibilità di scucirsi di dosso il mantello di Dracula e essere anche altro, oltre al famoso vampiro.

Il poliziotto ultra puritano Howie viene mandato sull'isola di Summerisle per indagare sulla scomparsa di una ragazzina. L'uomo viene accolto da una comunità dedita a culti pagani e ad altre strane usanze. Ben presto scoprirà di essere in trappola.

3 A VENEZIA... UN DICEMBRE ROSSO SHOCKING


Diretto da Nicholas Roeg, con Donald Sutherland e Julie Christie. Tutto ambientato nella affascinante e misteriosa Venezia è un thriller psicologico davvero immancabile se amate il genere. Come molti cult dell'epoca ha avuto il suo bel da fare per farsi amare, ma alla fine ci è riuscito come merita.

I coniugi Baxter sono a Venezia per lavoro. Pochi mesi prima la loro figlia è annegata in un laghetto a casa loro e il dolore è ancora vivo per la coppia. Laura Baxter si convince che la figlia sia accanto a loro quando una veggente le dice di averla vista. 

4 I CORPI PRESENTANO TRACCE DI VIOLENZA CARNALE 


Conosciuto anche col titolo di Torso, il film di Sergio Martino, regista di genere molto famoso tra gli anni 70 e 80, è quello che si può definire un protoslasher, cioè un precursore del sottogenere che avrà un enorme successo negli anni 80, soprattutto negli Stati Uniti, con centinaia di film. Un mix di giallo, thriller e horror, con la bella dose di violenza che ancora fa un certo effetto.

Un misterioso assassino massacra alcune ragazze che studiano in un college per straniere a Roma. 4 studentesse si rifugiano in una villetta isolata per starsene tranquille, ma l'assassino le raggiunge anche lì.

5 LA CAVALCATA DEI RESUSCITATI CIECHI


Il secondo capitolo della cultissima saga dei Resuscitati Ciechi di Amando De Ossorio, che poi vedrà altri due sequel, ( questi ultimi sempre più in calando però) riesce ancora ad avere un certo fascino. Merito degli zombotti templari, tanto lenti quanto letali e del trash molto presente nella pellicola, e nella saga in generale.
Un vero mito del b-movie spagnolo anni 70.

Al villaggio di Bersan ci si prepara per il 500esimo anniversario del linciaggio di alcuni templari, colpevoli di stregoneria e sacrifici umani. Purtroppo però c'è chi però li vuole riportare in vita e, grazie ad un antico rito riesce a risvegliare i Templari. La festa così si trasformerà in un incubo per i cittadini di Bersan.

6 LISA E IL DIAVOLO


Ennesima pellicola di Mario Bava, ormai rodato da tanti bei film. Purtroppo la pellicola non ebbe gran successo alla sua presentazione quindi Bava, temendo un fiasco totale, rielaborò il tutto e decise di farla uscire nel 75 col titolo La casa dell' esorcismo. 

Lisa è una turista americana in viaggio in Spagna. Dopo aver fatto la conoscenza con uno strano personaggio, verrà attirata in un palazzo, dove quest'ultimo si diverte a tormentarne gli abitanti attraverso strani riti.

7  LA MORTE HA SORRISO ALL'ASSASSINO


E' il primo horror diretto da Joe D'Amato e viene girato in soli 8 giorni. Il film è un horror gotico con la bella Eva Aulin. In una scena un gatto dovrebbe graffiare uno degli attori e sfigurargli la faccia. Dato che non si riusciva a venirne fuori, D'Amato gettò il gatto addosso all'attore.

Una ragazza ha un'incidente con la sua carrozza e viene ospitata in una villa. Dopo il suo arrivo iniziano a succedere cose strane e alla fine si scoprirà che la ragazza è arrivata lì per un motivo preciso.

8 LA CITTA' VERRA' DISTRUTTA  ALL'ALBA



Quarto film di Romero, che stavolta si cimenta in un fanta horror mettendoci sempre la sua "critica sociale". Il film è stato poco pubblicizzato e distribuito a suo tempo, anche se è un'ottimo prodotto. Forse un po' grezzo ma fa il suo dovere.

Una pericolosa arma biologica sfugge al controllo e si sparge per la cittadina americana di Evans City. Gli infetti diventano estremamente rabbiosi. L'unica soluzione per il governo americano è l'uccisione degli infetti e la distruzione della città.

9 OSCAR INSANGUINATO


Molto simile a Labominevole Dr. Phibes, Oscar insaguinato vede un Vincent Price, sempre magnifico, alle prese con vari omicidi. Diretto da Douglas Hickox il film è uno dei preferiti di Price. 

Edward Lionheart è un attore Sheakespiriano che però è continuamente stroncato dalla critica. Quando un attore più giovane verrà insignito del premio tanto ambito, inizierà una vendetta su chiunque lo abbia criticato in maniera negativa.

10 IL MESSIA DEL DIAVOLO
    

Film dalle atmosfere Lovecraftiane, molto belle, il film è diretto da Willard Huyck e Gloria Katz che sono anche autori della sceneggiatura. Il film riesce bene nonostante le limitazioni di budget ed è una piccola perla da scoprire.

 Una ragazza si reca nella cittadina di Point Dume alla ricerca del padre. L'uomo è scomparso e di lui non si hanno notizie. La ragazza avrà esperienze sempre più bizzarre fino al finale in cui dovrà lottare per salvarsi.


11 DOPO LA VITA



Dal romanzo di Richard Matheson, La casa dell'inferno (il titolo originale infatti è The legend of Hell House) la pellicola di John Hough è un horror gotico sovrannaturale tra i migliori del suo tempo.

Alcuni esperti sono invitati ad investigare in una villa infestata dallo spirito di un satanista. I tentativi di esorcizzare lo spirito malavagio dell'uomo negli anni sono tutti falliti, lasciando dietro di sé una scia di morti.

12 I SATANICI RITI DI DRACULA


Tra la sfilza di film su Dracula, interpretati da Christopher Lee, nel 73 abbiamo questo The satanic rites of Dracula, forse non tra i migliori, ma sicuramente molto divertente e degno di nota. Il film è diretto da Alan Gibson e a d interpretare Van Helsing è il mitico Peter Cushing.

Una setta satanica è al centro delle indagini dei servizi segreti britannici. Van Helsing è chiamato a collaborare e, scoperti i piani della setta di diffondere un virus, si convince che dietro a tutto ciò ci sia il suo nemico di sempre: il conte Dracula.

13 THE VAULT OF HORROR


Il film è conosciuto anche come Tales from the crypt II, perché è in effetti il seguito del film antologico del 1972. Anche questo è un antologico e prende il nome dai fumetti editi dalla EC Comics : The vault of horror, ma nessuna delle storie però appare nel fumetto Americano. A dirigere è Roy Ward Baker e il film è composto da 6 episodi.


14 BABA YAGA


Horror erotico che si ispira al fumetto di Guido Crepax "Valentina". E' diretto da Corrado Farina e interpretato da Isabelle De Funes, George Eastman e Carrol Baker.

Valentina, una fotografa, fa la conoscenza con una strana donna, Baba Yaga, che piano piano si insinua nella sua vita. La ragazza si accorgerà presto che la donna è una strega e sta anche cercando di sedurla. Solo l'intervento del suo fidanzato riuscirà a salvarle dalle grinfie di Baba Yaga.

15 IL MOSTRO E' IN TAVOLA... BARONE FRANKENSTEIN


Andy Wharol e Paul Morrissey mettono in scena un classico dell'orrore a "modo loro". Il risultato è una specie di commedia bizzarra che non lesina sul sangue e sulle scene truci. Girato insieme ad un' altra rivisitazione, quella di Dracula (Dracula cerca sangue di vergine e... morì di sete -1974) , Il Frankenstein di Morrissey vede protagonista un giovane Udo Kier e la collaborazione del nostro Antonio Margheriti. Il film infatti è girato in Italia.

Cacciato dall'università, Frankenstein si rifugia nel suo castello per continuare i suoi esperimenti. Creerà due esseri che vorrà poi far accoppiare per dar vita ad una nuova potente razza. Le cose non andranno nel modo sperato però.

   16 CURSE OF THE DEVIL
    

Settimo (credo) film sulla saga del lupo mannaro Waldemar Daninsky, interpretato dal mitico Paul Nashy. Non tutti i film sono editi in Italia, ma è una saga interessante, con alti e bassi. La rende sicuramente iconica la presenza di Nashy e le molteplici "fatiche" che il suo personaggio deve affrontare ogni volta. Il film è diretto da Carlos Aured

Stavolta Daninsky viene trasformato in lupo mannaro da un discendente di una strega, condannata da un suo avo nel medioevo.

17 PSYCHOMANIA


Conosciuto anche col titolo di The death weelers, questo gioiellino britannico è sempre troppo poco nominato. Diretto da Don Sharp, già attivo per alcuni film horror della Hammer, è un biker movie con l'aggiunta del sovrannaturale.

Tom è il leader di una gang di motociclisti che si fa chiamare "The living dead". Il ragazzo è appassionato di occultismo e, quando scopre di poter diventare immortale suicidandosi e stipulando un patto col Diavolo, decide di provarci e di coinvolgere anche i membri della gang.

18 LA ROSA DI FERRO



Quinto film del regista francese Jean Rollin, The iron rose o La rose de fer, è un horror psicologico che si svolge per la maggior parte in un cimitero e ne sfrutta la magnifica atmosfera. Il regista appare in un cameo come un personaggio che si aggira nel cimitero.

Due ragazzi restano bloccati in un cimitero dopo aver fatto sesso in una tomba scavata da poco. Nella notte le loro peggiori paura li terrorizzeranno in un vortice onirico e inquietante.


19 LE VERGINI CAVALCANO LA MORTE


Lucia Bosè nei panni della famosa contessa sanguinaria Erzebeth Bathory. Questa produzione italo/spagnola è diretta da Jorge Grau è un horror in costume ambientato nel sedicesimo secolo. Grau mischia gotico e vampirismo con un po' di sangue e nudo (che nella versione spagnola pare non ci sia). 

Una marchesa, ossessionata dalla bellezza eterna scopre che, sacrificando giovani ragazze e cospargendosi col loro sangue, può restare giovane per sempre. Iniziano così varie sparizioni di ragazze del villaggio vicino al suo castello.

20 NON AVERE PAURA DEL BUIO


L'ultimo film selezionato è un film per la televisione. Don't be afraid of the dark è un simpatico horror senza sangue nè troppe pretese che però funziona abbastanza. Diretto da John Newland, non ha un cast importante ma ce lo ricordiamo per il remake del 2010 con Katie Holmes.

Una donna e suo marito vanno a vivere nella vecchia casa della nonna di lei. In questa casa la donna inizia ad avere strane sensazioni e ad avvertire presenze. Si scoprirà che la casa è abitata da piccoli esseri demoniaci.







































 



lunedì, febbraio 06, 2023

IL GIARDINO DEI MORTI - Recensione

GARDEN OF THE DEAD - 1972 
Dir: JOHN HAYES 


Primo post dell'anno, anche se a febbraio, per un film che avrà anche la sua parte nella rubrica video Pazzi per i b-movie e un bel post sul profilo Instagram. Per il video dovrete aspettare il fine settimana però. Quindi avrete l'imbarazzo della scelta. Basta usare i Link!
Il film è un indipendente del 72, con un basso budget, girato in una decina di giorni e con una durata di un'oretta circa. Ma John Hayes riesce ad usare quel poco che ha abbastanza bene. Abbastanza da creare un film che pur non essendo eclatante, si fa notare. 

Siamo in un campo di lavori forzati dove, alcuni carcerati, stanno armeggiando con dei bidoni pieni di formaldeide  (lo sappiamo perché è palesemente scritto sui contenitori... e poi... non vi ricorda qualcosa?). Alcuni di loro la sniffano tipo fosse una droga. E lo fanno parecchie volte al giorno. La combricola vuole anche evadere, non tutti, solo un gruppetto molto determinato. Abbiamo poi Johnson, uno detenuto che all'inizio del film vediamo incontrare la compagna grazie all'amicizia con una delle guardie che gli lascia qualche minuto per salutarsi di tanto in tanto. Johnson non è del club sniffatori e nemmeno vuole evadere. Infatti viene ferito perché non è molto d'accordo con gli aspiranti fuggitivi. 
Il gruppetto scappa, ma la fuga è molto corta, vengono intercettati, catturati e uccisi sul posto. Le guardie li seppeliscono poco lontano dal campo e quasi immediatamente i corpi risorgono e si avventano contro chi li stava seppellendo. 
In pochi minuti il gruppetto di Zombi si dirige al Campo in cerca di vendetta. 
Gli zombi di Hayes, post La notte dei morti viventi, sono dei "ghouls" solo all'apparenza. Palidi e con delle belle occhiaie in stile Romeriano, ma praticamente ancora molto umani. Sono incazzati, parlano, pensano e usano degli arnesi per attaccare e uccidere i viventi. 
Mettono in atto un vero e proprio assedio al Campo con l'intento di uccidere tutti. 
Anche il modo di morire (di nuovo e finalmente come per ogni zombie che si rispetti) è diversissimo dagli zombi classici. Del resto siamo appena poco dopo il successo del film di Romero e ancora i film sui morti viventi come li conosciamo sono pochi. Ovviamente rispetto a ciò che arriverà dopo.
E magari non spoilero questo particolare, che è di sicuro uno degli elementi di originalità della pellicola. 

La colonna sonora molto "jazz" e dinamica in alcuni punti è controbilanciata da momenti più tranquilli sempre in uno stile che vira più all'indietro, verso gli anni 60.
Ma tutta la pellicola è così,con uno stile che richiama gli anni 60,quindi nulla da dire in merito. 
Sinceramente non mi aspettavo di vedere qualcosa di diverso quindi trovo questo picolo film minore quasi clamoroso! 
Quasi, perché le limitazioni ci sono e si vedono anche molto. Bisogna usare sicuramente un metro di giudizio quantomeno da manica larga.
Il film ha avuto distribuzione in VHS, poi in dvd grazie alla Troma. Di solito fa da "spalla" a La bara del vampiro, sempre di Hayes, che ha una durata più consona di 1 oretta e mezza. Tenetelo a mente perché vi parlerò molto presto anche di quest'altro film. 
Conosciuto anche con il titolo più figo Tomb of the undead è ovviamente totalmente inedito in Italia. Lo trovate però facilmente su You Tube  ad una qualità da VHS. 
Il mio voto per l'impegno è sicuramente più che sufficiente. Tenendo conto del basso budget e dei difetti che tutto questo può comportare. 
💀💀💀/5









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