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domenica, aprile 06, 2025

BLOODY SECT - Recensione

 Titolo originale: Secta Siniestra

Anno: 1982

Paese: Spagna

Regia: Ignacio F. Iquino

Trailer


Ci sono b-movie e b-movie, lo sapete voi e lo so bene io, che ne incontro spesso, grazie alla mia passione proprio per questo tipo di prodotti.
Ma è anche questa forte passione che mi spinge a portarvi, e a cercare sempre qualcosa di "nuovo", anche se parlare di nuovo quando si tratta di pellicole che hanno dai 30 ai 50 anni fa quasi sorridere. Comunque sia, credo abbiate capito il discorso. Sul blog non amo portare film visti e rivisti, che possono andare bene per discorsi generalizzati o rubriche specifiche. Recensire film troppo famosi sarebbe inutile.
E per chi mi legge da un po' avrà ormai capito. Se chi legge lo fa da oggi, o in questo solo e specifico caso, beh, ve lo preciso giusto per.

Questo, che ha ancora il sapore di un bel filmetto anni 70, ma che è di inizio 80 è uno dei tanti film a tema satanico, che come quello esorcistico, ha avuto in quel periodo (una decina d'anni, da metà dei 70 a metà degli 80, più o meno) un discreto numero di pellicole, più o meno valide.
Bloody Sect si piazza ad una buona posizione, seppur non manchi di far sorridere lo spettatore in alcuni casi.
Situazioni comunque abbastanza normali, in base al budget da gestire, alla genialità più o meno spiccata del regista, agli attori, più o meno bravi. 



La storia vede protagonista la giovane e bella Helen, novella sposa del suo amato Frederick. La coppia vorrebbe un figlio, ma lui, oltre ad essere cieco, causa la sua ex che si vendica ad inizio film perché lo trova a letto con Helen, e si vendica cavandogli gli occhi, non può darle un figlio.
Decidono così di rivolgersi ad una clinica per l'inseminazione e fanno il dovuto.
Da questo momento però Helen inizia a stare male e piano piano si scoprirà che la sventurata è stata presa di mira da una setta satanica, che opera attraverso alcuni infiltrati nella clinica e ingravida alcune "candidate" con il seme del Diavolo. 
L'unica gravidanza che sembra poter andare a termine è proprio quella di Helen, che accetta malgrado di terminare questo compito.
Meno felice è sicuramente Frederick, che non capisce bene cosa stia succedendo, ma che resta ostile alla faccenda fino alla fine.
Tra situazioni alla The Omen e Rosmary's baby, vedremo poi se il figlio del Diavolo riuscirà a nascere.




Bloody Sect è un prodotto che in un certo senso stupisce, ci si aspetterebbe un fiasco totale ma invece regge, anche piuttosto bene, nonostante i difetti, e alla semplicità di realizzazione.
Non mancano i momenti risibili e tendenti al trash, soprattutto il finale, che combatte strenuamente una battaglia quasi persa col non cadere troppo nel ridicolo.
Tutto sommato però, personalmente non lo reputo poi così malvagio, ha dei buoni momenti omicidiari, e nel complesso le scene che potrebbero risultare risibili sono per lo più definibili "simpatiche".
Come, quando la nuova governate, venuta ad aiutare Helen, che poi sarebbe un membro della setta, tenta di eliminare Frederick con dei pipistrelli che dovrebbero aggredirlo e ucciderlo. Vi faccio immaginare questi pipistrelli... 
Oppure quando altri due membri della setta vanno al funerale di una delle sventurate candidate che purtroppo non ce l'hanno fatta a portare a termine la divina gravidanza. Un momento piuttosto bizzarro, con la defunta che addirittura esce dalla bara!




Ad alzare un pochino il tono della pellicola ci sono di sicuro, almeno per la sottoscritta, due personaggi : la ex di Frederick, che non si rassegna alla galera per averlo accecato, (è una donna completamente pazza che già ad inizio film era tenuta rinchiusa in casa perché instabile) e il nipotino, un vero discolo, che però aiuterà lo zio verso la fine, e questa sua vivacità sarà un arma vincente.
Qualche piccola citazione a film più famosi, una addirittura da Shining, che poco c'entra col satanismo, ma vabbè la inseriamo comunque, il solito sangue che sa di finto lontano un miglio, alcune cose un po' buttate lì e una recitazione che non sempre soddisfa. Ha però una buona colonna sonora e un po' di nudità che sono quasi d'obbligo in questo tipo di prodotti.
Diciamolo, nessun personaggio è credibile, ma forse, questo è un altro dei motivi per cui in fondo, per chi è abituato a vedere cose davvero no sense, funziona almeno quel tanto da farsi guardare senza chiudere tutto dopo la prima mezz'ora. E anche un pochino a farsi ricordare dai. Diamogli questa piccola soddisfazione.

Secta Siniestra, perchè è giusto nominarlo anche col suo titolo originale, è il terzultimo film diretto da Iquino, e l'unico suo film horror. Sceneggiato, tra gli altri da Juan Bosh, che una decina di anni prima (più o meno eh) aveva sceneggiato e diretto uno dei derivati da L'esorcista, ovviamente nella versione spagnola. 

In definitiva Bloody Sect mi ha divertita, è un insieme a volte bizzarro, a volte sanguinoso, che però segue comunque un suo filo conduttore e non vuole sicuramente essere più di quello che è. 
Il mio solito consiglio è spassionato per chi ama queste gemme non perfette che però sanno comunque dare delle soddisfazioni.


Vi lascio un regalino...






















venerdì, gennaio 10, 2025

L' APPARTAMENTO DEL 13esimo PIANO - Recensione

Titolo: L'appartamento del 13esimo piano / La semana del asesino / The cannibal man

Anno: 1972

Paese: Spagna

Regia: Eloy De La Iglesia

Trailer


Abbiamo concluso il 2024 con un film spagnolo, iniziamo il 2025 con altrettanto film spagnolo.
Stavolta è una vera chicca, qualcosa che vi invito già da subito a non farvi scappare.
Anche perché lo trovate facilmente in dvd e in lingua italiana. Quindi, stavolta nessuna scusa.


Marco è un giovane che lavora in un mattatoio. Ha ereditato il posto della madre, ma la sua posizione non è ancora abbastanza per i genitori della sua ragazza. I due si vedono di nascosto e una sera, tornando a casa in taxi, litigano con l'autista e Marco, per difendere la sua ragazza, lo colpisce con una pietra alla testa.
Il giorno dopo sul giornale c'è la notizia di un tassista trovato morto. Per il momento nessun sospettato.
Da questo momento Marco entrerà in una vera e propria frenesia sanguinaria: eliminare chiunque possa collegarlo al delitto. Partirà strangolando la fidanzata, che vuole costituirsi, per poi, dover coprire il suo omicidio, con quello del fratello che scopre il corpo della ragazza. 
E così via, Marco, per coprire i delitti precedenti, deve eliminare chi scopre via via i cadaveri.
In una settimana da incubo.
L'unico sollievo sembra essere Néstor, un ragazzo ricco e che abita in un lussuoso appartamento vicino a casa di Marco, che vuole essere a tutti i costi suo amico.




Eloy De La Iglesia stupisce, con questo thriller, dal sapore malato e malizioso. Un killer che si ritrova in questo ruolo senza volerlo, ma che poi sembra quasi abbracciare la sua vocazione, perché, andare in galera sarebbe sicuramente peggio. Vediamo bene verso la seconda metà del film, come essere benestanti, cambi un pochino le carte in tavola. Un passaggio innocuo del film, che però mi ha fatto riflettere. La frenesia del killer in questo caso, il pasticcio che Marco compie in una sola settimana, è frutto della miseria in cui vive, più che di un suo problema mentale.
E così, inizia un valzer a suon di chiavi iglesi che fracassano teste, accette conficcate in mezzo agli occhi e smembramenti vari. 
Potrebbe essere benissimo la trama di una commedia nera, ma qui, De La Iglesia, ci mette tutta la serietà del caso.
Marco è sicuramente un ragazzo con qualche disturbo, lavora in un mattatoio, dove vede tutti i giorni vacche uccise e fatte a pezzi per poi essere trasformate anche in zuppe e altri prodotti culinari. Ma lui non ha problemi, lo vediamo pranzare tra il sangue che cola nelle griglie di scolo. Figurarsi se poi ci sono problemi a smembrare qualche umano!

Se siete sensibili a questo tipo di cose vi avverto che c'è proprio una scena al mattatoio, dove il regista non lascia nulla all'immaginazione e potrebbe essere forse considerata tra le più truci del film.




THE CANNIBAL MAN
Uno dei titoli del film è The Cannibal Man, ma va specificato che qui il cannibalismo è forse all 1%. Sarebbe stato anche troppo inserire un elemento così disturbante, e forse, avrebbe reso il tutto troppo sopra le righe.
Anzi, è inserito in una maniera che si potrebbe anche definire "furba", e che vi farà pensare e rabbrividire nel caso. Non voglio fare spoiler, ma chi è più smaliziato magari avrà già intuito.
De La Iglesia dosa la storia  per bene, e piano piano ci guida nella settimana di sangue di Marco, ma ci parla anche del suo rapporto con Néstor, un'amicizia che lascia trapelare molto altro...

Alla fine dei conti, questo film è un bel thriller che anticipa alcuni killer malati che vedremo in film come Maniac, o Don't go in the house nemmeno una decina di anni dopo.
Siamo ancora in ambito thriller, ma quell'odorino di malsanità c'è, e resta li a puzzare come i poveri cadaveri del nostro Marco.
Quello che è sicuro per me è che, la Spagna degli anni 70, con l'horror ci faceva l'amore davvero bene.



















lunedì, dicembre 30, 2024

THE KILLER OF DOLLS - Recensione

 Titolo: The Killer of Dolls / Killing of the Dolls / El Asesino de Munecas

Anno 1975

Paese: Spagna

Regia: Miguel Madrid

Trailer


Questa è una vera chicca. L'ultimo film dell'anno per il blog e forse quello che mi è piaciuto di più di tutte le visioni del 2024.
Premetto che non è un horror puro. Siamo, data storia e svolgimento più verso il giallo thriller in voga in quegli anni. Argento, Bava e gli altri molti film che fanno parte di quello specifico genere che si avvicina molto allo slasher in alcuni casi. E che, ha sicuramente contribuito alla definizione del sottogenere che sarà il Re negli anni 80.
L'ho definito proto slasher nel mio post su instagram... beh, siamo li. Ci siamo molto vicini, anche se la componente psicologica del killer è molto evidente e pende comunque più verso il giallo/thriller.
Comunque sia, The killer of Dolls è una vera perla semi sconosciuta e oggi io ve ne parlerò, facendo in modo che venga conosciuta un pochino di più, e che abbia gli onori che merita.



Paul, che è il protagonista della nostra storia è anche il killer, non è spoiler perché lo sappiamo già dai primi minuti del film. E' un ragazzo strano per certi versi, delicato e timido all'apparenza, ma un feroce assassino quando si mette la sua maschera e non esita ad uccidere una copietta che si è appartata nel giardino della enorme villa che lui e i genitori devono tenere in ordine. 
Il parco della villa è a disposizione di tutti e la sua famiglia fa da custode/giardiniere.
Paul uccide perché la madre, quando era piccolo, lo trattava come una femmina, la figlia che aveva perduto prima della sua nascita. Paul così è costretto a giocare con le bambole, pur sapendo di essere un maschio.
Il trauma del volerlo scambiare per la sorella è così forte da creare quasi uno sdoppiamento di personalità, che poi lo spinge a commettere degli omicidi. Le donne le vede come bambole o manichini.
Diventa amico anche di un bambino pestifero che abita nelle vicinanze col nonno. Conosce poi la figlia dei padroni della villa, Audrey, i due si innamorano e iniziano a frequentarsi. Intanto, rimasto solo ad occuparsi del giardino mentre i genitori sono in vacanza, l'ossessione per le bambole/donne non lo abbandona e, anche il fallimento della scuola di medicina dove studia incide sulla sua psiche. Inutile dire che il lieto fine è ben lontano per lui.




Di Miguel Madrid ho già visto Necrophagous, una pellicola che purtroppo non mi ha dato gran soddisfazione. Forse ne parlerò più avanti. Incuriosita però, da trailer e foto, ho optato per vedere anche questo suo terzo film, di qualche anno più vecchio. E nonostante non sia un film perfetto mi ha davvero stupita questa sua marcata attinenza con i gialli all'italiana del periodo. Soprattutto perché non ha nulla di meno di tanti film, anche e soprattutto italiani. La storia è semplice, un trauma infantile che porta un ragazzo ad avere un forte distacco dalla realtà e addirittura ad immaginare una sorella che non ha mai conosciuto, impersonandola. Poi c'è il fattore fallimento scolastico: Paul vorrebbe diventare un chirurgo, ma non ha la mano ferma e viene cacciato dalla scuola. Anche questo sarà un elemento di distacco dalla realtà, dove lui crede ci sia stata un ingiustizia nei suoi confronti. E quindi vorrà provare che sa fare un intervento... 
Bella la trovata di "sostituire" le vittime, nella mente di Paul, con le bambole o meglio i manichini, che messi in un film dell'orrore fanno sempre la loro figura inquietante.
Certo, lo spettatore riesce magari a capire come andrà a finire tutto, che risulta prevedibile, ma lo è già dall'inizio, sappiamo già chi è l'assassino, il perché e conosciamo la profonda lacerazione della sua mente, ad opera di una madre sicuramente insensibile ed un padre altrettanto assente verso i sentimenti del figlio.



David Rocha se la cava bene nella parte di Paul, un ragazzo minuto, che cerca disperatamente di essere normale, rifiutando le avances della Contessa, madre di Audrey, e cercando di farsi degli amici anche se, forse dell'età sbagliata per lui.
Lo vediamo destreggiarsi più che bene anche nei momenti atti a stemperare la serietà della storia. Sì, perché Madrid inserisce anche dei momenti di ilarità e altre bizzarrie (diciamo non ben definiti in questo caso, e forse è l'unico difetto del film) che in fondo sono un elemento che si inserisce comunque bene in questo genere di pellicole. 
Il gore non è eccessivo ma c'è, e, come già detto, l'elemento vittima che si trasforma in bambola agli occhi dell'assassino è da plauso. Ci fa empatizzare col killer, capendo il suo stato quando la follia lo coglie, e capendo che forse, non è proprio volontaria, ma più il risultato del già citato scollamento dalla realtà.
Il finale poi, è anche piuttosto triste da un certo punto di vista, ci si aspetta un plot twist verso il lieti fine, fino all'ultimo, ma sappiamo che non sarà così. Lo sappiamo praticamente da subito.

Quindi, se uniamo dei buoni omicidi, una bella colonna sonora anni 70, un pizzico di bizzarria nella storia e un killer che sa entrare nelle simpatie dello spettatore, possiamo assolutamente perdonare qui piccoli difetti, anche recitativi, e la prevedibilità del film.
Inedito ma recuperabile su youtube o in recuperabile in bluray.








 
  













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