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mercoledì, aprile 15, 2026

MANHATTAN BABY (1982) - Recensione Film + Nuova Edizione Rustblade

 Titolo: Manhattan Baby / L'occhio del male / The evil eye

Anno: 1982

Paese: Italia

Regia: Lucio Fulci

Trailer


Sono quasi emozionata perché è la prima volta che porto un film di Lucio Fulci sul blog. Penso sempre non ci sia bisogno di un ulteriore parere sui suoi film, ma invece magari non è così.
In questi giorni mi sono rivista il suo Manhattan Baby, realizzato nel 1982, nel pieno del suo boom artistico coi film horror. Intendiamoci: la carriera di Fulci era già iniziata da un po' e io mi riferisco solo e solamente al periodo d'oro horror, dove ha sfornato cose come Zombi 2 (1979), L'aldilà (1981), Paura nella città dei morti viventi (1980) e Quella villa accanto al cimitero (1981), ma sarebbe utile, se vi state avvicinando solo ora al regista Romano, andare indietro e cercare altre chicche. Fulci non è un regista di solo horror, e questo è da NON dimenticare. Non mi dilungo più di così, ma dato che è il primo film suo di cui parlo sul blog, almeno una breve introduzione serviva.

Detto questo vi deludo ammettendo che Manhattan Baby non è certamente il suo miglior film, purtroppo la bella sequela di capolavori si inceppa ad un certo punto.
E io, che da ragazzina lo vidi convinta di trovare un nuovo Aldilà ci rimasi anche male. Il mio rapporto con questo film non era assolutamente idilliaco fino a qualche tempo fa. La prima visone è stata tragica, poi, col tempo e la maturità l'ho rivalutato. Fino all'ultima visione, dove forse abbiamo fatto un pochino pace.


Una giovane Brigitta Boccoli nei panni di Susie

La storia
Il professor Hacker, archeologo, si reca in Egitto con moglie e figlia per gli scavi ad una tomba. Mentre l'uomo lavora, la moglie Emily e la figlia Susie sono lì intorno a fare foto. Quando Susie rimane sola per alcuni minuti una misteriosa donna le dona un medaglione che pare antico. Hacker invece ha un incidente nella tomba e diventa temporaneamente cieco. Tornati a casa a New York, la famiglia Hacker inizia a sperimentare strane situazioni. Sparizioni di amici, e strane apparizioni di sabbia nella camera di Susie e del fratellino. Le cose si faranno sempre più inquietanti e, alla fine, la famiglia Hacker dovrà rivolgersi ad Adrian Marcato, che gli rivela di una maledizione e che Susie è posseduta dallo spirito di un antico Dio egizio.






Manhattan Baby è un film dai buoni propositi, ha un ottimo prologo, dove vediamo la famiglia Hacker in Egitto, e questo ci fa sperare in bene, perché conoscendo Fulci, è l'inizio di qualcosa di potenzialmente interessante. E anche la storia è molto buona, dopo zombie, porte infernali e case abitate da scienziati pazzi (e zombie), una maledizione egizia è quello che ci vuole. La sceneggiatura è del fido Dardano Sacchetti, che con Fulci aveva già fatto praticamente quasi tutti gli horror precedenti, ed Elisa Briganti (moglie di Sacchetti). Fulci ha pure un grosso budget a disposizione, quindi può fare il meglio. E invece. E invece il budget diminuisce in maniera seria e così sfuma la possibilità di poter usare maggiori effetti speciali, anche in post produzione. Fulci è costretto ad "arrangiarsi", e la cosa non gli va a genio.
Quindi si presume che i principali difetti del film siano appunto legati a questa mancanza di fondi, che non hanno permesso di fare tutto il lavoro al meglio.




Fulci si ritaglia il suo solito cameo

Cosa ne penso io
Rivisto, con una maggiore maturità, ho trovato Manhattan baby meno brutto di quando lo avevo giudicato, resta uno dei film di Fulci che amo meno, ma ci ho visto altro oltre alla mia disperata ricerca del gore e delle scene ad effetto che cercavo in stile Aldilà (per intenderci).
Innanzitutto c'è una bella connessione con L'esorcista, che, alla prima visione non avevo proprio notato. Forse non è subito palese, ma se ci si butta sul film con un occhio più attento c'è la sensazione che Fulci abbia preso e messo in scena qualcosa che lo ricordi. La possessione, il prologo in oriente, il medaglione che è il veicolo della possessione di Susie, quasi come il Pazuzu trovato da Merrin all'inizio del film. 

Certo alcune scene sembrano un pochino buttate lì quasi a caso, e molto della trama non ha una spiegazione logica o viene in qualche modo lasciata a metà. La sensazione è quella. Cioè che in alcuni passaggi si sia perso qualcosa, qualcosa che poi non fa tornare tutto.
Per il resto direi che in fondo se la cava bene, nonostante nemmeno Fulci fosse convinto, e lo reputasse tra i suoi peggiori film. 
A mio gusto personale però, l'aver trovato una diversa prospettiva gli ha fatto guadagnare punti in positivo. Rivedere certe scene non mi ha fotto storcere il naso e non si cade nel trash come invece ricordavo. Fulci sa valorizzare i momenti con le inquadrature giuste, e questo è indiscutibilmente un pregio. Sul finale poi ci regala anche il momento gore che tanto noi fan agogniamo. 
E soprattutto... stavo dimenticando la musica! Perché il buon Fabio Frizzi aiuta a salvare in qualche modo la situazione, con il suo solito sound riconoscibile che accompagna come sempre i vari momenti del film. Lui è sempre una garanzia e su questo aspetto del film non si può proprio dire niente di negativo. Le musiche sono super approvate. 
Quindi in definitiva lo trovo comunque un buon prodotto, coi suoi difetti , ma buono. 

L'edizione Rustblade

Da sostenitrice del progetto non potevo farmi mancare la mia solita edizione limited, che rende un po' di giustizia a questo sfortunato capitolo nella carriera del regista Romano.
Al solito disponibile in  versione standard, Dvd, Bluray e in versione limited 300 copie.

Ecco cosa contiene questa versione:
  • BLURAY IN EDIZIONE RESTAURATA ED INTEGRALE (Audio Italiano/Inglese con sottotitoli in Inglese)
  • CD DELLA COLONNA SONORA DI FABIO FRIZZI
  • POSTCARDS
  • CONTENUTI EXTRA SUL BLURAY
                                                      


















venerdì, novembre 21, 2025

GIRLS NITE OUT (1982) - Recensione

 Titolo originale: Girls nite out / The scaremaker

Anno : 1982

Paese: Usa

Regia: Robert Deubel

Trailer


Stranamente questo notevole slasher dei primi anni 80 lo avevo completamente dimenticato. Rivisto questo weekend mi ha di nuovo ben soddisfatta. E poi scopro che gli avevo già dato il medesimo voto, 3 stelle, su letterboxd. Quindi ora ci sta il consiglio anche a voi lettori. 

Siamo negli usa, e la radio di una cittadina locale organizza una caccia al tesoro che si dovrebbe tenere in una notte. Un killer, travestito da mascotte della scuola, inizia però ad uccidere chiunque gli capiti a tiro.



Classicissima trama no? e direi che c'è poco altro da aggiungere. Il resto lo dovete vedere voi, se deciderete (e dovreste), di dargli una possibilità.
Girls Nite Out ha tutti gli elementi dello slasher canonico, quello che in questo caso si svolge in scuole o dormitori pieni di adolescenti sempre arrapati e pronti a farsi gli scherzi più idioti. Tutta gente destinata a morire male, per mano del killer di turno. In questo caso sappiamo essere il simpatico orso mascotte, o meglio, qualcuno che, rubato il costume (e ucciso) il ragazzo che di solito lo indossa, dotatosi di artigli, si metterà poi a fare una strage tra i partecipanti alla caccia al tesoro.
Dopo un inizio un po' lento, forse ci sono un paio di scene di riempimento di troppo, il film va comunque più che bene, gli omicidi sono piuttosto buoni, il sangue c'è ed è congruo per la richiesta solita di uno slasher.  Abbiamo anche un bel plot twist finale che dona alla pellicola, la spiegazione finale, anche se più o meno si capisce già qualcosa, perché il killer viene nominato praticamente dai primi minuti, ma è una storia che appartiene al passato e nessuno crede che possa essere vero.
Il buono del film è cercare comunque, anche sapendo più o meno come potrebbe andare a finire, di riuscire a non rendere tutto troppo banale e noioso. Deubel ci riesce.
E riesce a creare anche una bella atmosfera, sia nella prima parte, dove c'è la solita "presentazione" dei ragazzi, e dei vari altri personaggi, e quindi poca azione, che nella seconda, dove, dopo l'inizio della caccia al tesoro, il killer si palesa, anche se mascherato da orso, e uccide senza pietà.




Gilrs Nite Out è divertente, ma ha anche quel qualcosa in più che lo eleva rispetto ai suoi "colleghi" magari più sempliciotti e diretti. E piace il finale, che è la cosa migliore del film, a voler essere totalmente onesti.
Ma piace anche il cast: Hal Holbrook, che ha una parte non grossa ma comunque fondamentale, Rutanya Alda anche lei piuttosto conosciuta, e Lauren Marie Taylor che conosciamo per la sua partecipazione al primo Venerdì 13. Il figlio di Holbrook, David, fa qui la sua prima apparizione in un film.
Mentre per quanto riguarda il regista, Deubel, questo  il suo unico film, ha fatto televisione e documentari.
Riesce però a cavarsela piuttosto bene tutto sommato.

Come già detto, Girls Nite Out, riesce a distinguersi tra gli slasher del tempo. Qui tra l'altro siamo proprio nel periodo di maggior lustro per il sottogenere, e forse, il legame con un plot più elaborato ancora c'è, e si vede, dall'inizio che incuriosisce, al finale, che svela l'arcano.

Io ve lo consiglio senza riserve. Lo trovate sul tubo, in lingua originale perché è inedito da noi, completo (di omicidi) e quindi ben godibile.










domenica, aprile 06, 2025

BLOODY SECT - Recensione

 Titolo originale: Secta Siniestra

Anno: 1982

Paese: Spagna

Regia: Ignacio F. Iquino

Trailer


Ci sono b-movie e b-movie, lo sapete voi e lo so bene io, che ne incontro spesso, grazie alla mia passione proprio per questo tipo di prodotti.
Ma è anche questa forte passione che mi spinge a portarvi, e a cercare sempre qualcosa di "nuovo", anche se parlare di nuovo quando si tratta di pellicole che hanno dai 30 ai 50 anni fa quasi sorridere. Comunque sia, credo abbiate capito il discorso. Sul blog non amo portare film visti e rivisti, che possono andare bene per discorsi generalizzati o rubriche specifiche. Recensire film troppo famosi sarebbe inutile.
E per chi mi legge da un po' avrà ormai capito. Se chi legge lo fa da oggi, o in questo solo e specifico caso, beh, ve lo preciso giusto per.

Questo, che ha ancora il sapore di un bel filmetto anni 70, ma che è di inizio 80 è uno dei tanti film a tema satanico, che come quello esorcistico, ha avuto in quel periodo (una decina d'anni, da metà dei 70 a metà degli 80, più o meno) un discreto numero di pellicole, più o meno valide.
Bloody Sect si piazza ad una buona posizione, seppur non manchi di far sorridere lo spettatore in alcuni casi.
Situazioni comunque abbastanza normali, in base al budget da gestire, alla genialità più o meno spiccata del regista, agli attori, più o meno bravi. 



La storia vede protagonista la giovane e bella Helen, novella sposa del suo amato Frederick. La coppia vorrebbe un figlio, ma lui, oltre ad essere cieco, causa la sua ex che si vendica ad inizio film perché lo trova a letto con Helen, e si vendica cavandogli gli occhi, non può darle un figlio.
Decidono così di rivolgersi ad una clinica per l'inseminazione e fanno il dovuto.
Da questo momento però Helen inizia a stare male e piano piano si scoprirà che la sventurata è stata presa di mira da una setta satanica, che opera attraverso alcuni infiltrati nella clinica e ingravida alcune "candidate" con il seme del Diavolo. 
L'unica gravidanza che sembra poter andare a termine è proprio quella di Helen, che accetta malgrado di terminare questo compito.
Meno felice è sicuramente Frederick, che non capisce bene cosa stia succedendo, ma che resta ostile alla faccenda fino alla fine.
Tra situazioni alla The Omen e Rosmary's baby, vedremo poi se il figlio del Diavolo riuscirà a nascere.




Bloody Sect è un prodotto che in un certo senso stupisce, ci si aspetterebbe un fiasco totale ma invece regge, anche piuttosto bene, nonostante i difetti, e alla semplicità di realizzazione.
Non mancano i momenti risibili e tendenti al trash, soprattutto il finale, che combatte strenuamente una battaglia quasi persa col non cadere troppo nel ridicolo.
Tutto sommato però, personalmente non lo reputo poi così malvagio, ha dei buoni momenti omicidiari, e nel complesso le scene che potrebbero risultare risibili sono per lo più definibili "simpatiche".
Come, quando la nuova governate, venuta ad aiutare Helen, che poi sarebbe un membro della setta, tenta di eliminare Frederick con dei pipistrelli che dovrebbero aggredirlo e ucciderlo. Vi faccio immaginare questi pipistrelli... 
Oppure quando altri due membri della setta vanno al funerale di una delle sventurate candidate che purtroppo non ce l'hanno fatta a portare a termine la divina gravidanza. Un momento piuttosto bizzarro, con la defunta che addirittura esce dalla bara!




Ad alzare un pochino il tono della pellicola ci sono di sicuro, almeno per la sottoscritta, due personaggi : la ex di Frederick, che non si rassegna alla galera per averlo accecato, (è una donna completamente pazza che già ad inizio film era tenuta rinchiusa in casa perché instabile) e il nipotino, un vero discolo, che però aiuterà lo zio verso la fine, e questa sua vivacità sarà un arma vincente.
Qualche piccola citazione a film più famosi, una addirittura da Shining, che poco c'entra col satanismo, ma vabbè la inseriamo comunque, il solito sangue che sa di finto lontano un miglio, alcune cose un po' buttate lì e una recitazione che non sempre soddisfa. Ha però una buona colonna sonora e un po' di nudità che sono quasi d'obbligo in questo tipo di prodotti.
Diciamolo, nessun personaggio è credibile, ma forse, questo è un altro dei motivi per cui in fondo, per chi è abituato a vedere cose davvero no sense, funziona almeno quel tanto da farsi guardare senza chiudere tutto dopo la prima mezz'ora. E anche un pochino a farsi ricordare dai. Diamogli questa piccola soddisfazione.

Secta Siniestra, perchè è giusto nominarlo anche col suo titolo originale, è il terzultimo film diretto da Iquino, e l'unico suo film horror. Sceneggiato, tra gli altri da Juan Bosh, che una decina di anni prima (più o meno eh) aveva sceneggiato e diretto uno dei derivati da L'esorcista, ovviamente nella versione spagnola. 

In definitiva Bloody Sect mi ha divertita, è un insieme a volte bizzarro, a volte sanguinoso, che però segue comunque un suo filo conduttore e non vuole sicuramente essere più di quello che è. 
Il mio solito consiglio è spassionato per chi ama queste gemme non perfette che però sanno comunque dare delle soddisfazioni.


Vi lascio un regalino...






















mercoledì, dicembre 27, 2023

FUORI TEMPO MASSIMO : THE DORM THAT DRIPPED BLOOD (1982) - Recensione

 Titolo originale : The dorm that dripped blood / Pranks 

Anno : 1982

Produzione : Usa

Regia : Jeffrey Obrow , Stephen Carpenter

Trailer



Esattamente dopo due mesi di stallo ritorno sul blog con un film natalizio, o comunque che si svolge nel periodo. Fuori tempo massimo sì, perché Natale è passato da alcuni giorni e certi post andrebbero fatti prima. Almeno per come la vedo io.

Tra gli slasher a tema natalizio, questo mi era sempre mancato in visione, ora che invece sono più propensa anche a vedermi film in lingua senza i preziosi sottotitoli, credo ci sarà molta più carne al fuoco.
Ed è stata davvero un'ottima visione!




Il film vede il solito gruppetto di teenager stalkerati e ammazzati senza pietà da un misterioso killer che scopriremo solo nel finale.

Bisogna sgomberare i dormitori di  un edificio scolastico, che verrà poi destinato ad altro impiego dopo la demolizione. Così Laurie ed alcuni amici si fermano durante le vacanze natalizie per ripulire e mettere tutto a posto. Purtroppo però c'è qualcuno che non è d'accordo e i ragazzi iniziano a sparire uno dopo l'altro fino a rimanere solo Laurie ed il nostro killer.

E' un peccato che The dorm that dripped blood, da noi traducibile come "il dormitorio che grondava sangue" (e sarebbe stato un titolo papabile, ma il film è inedito da noi, come quasi sempre accade) sia così poco nominato. Nonostante sia il canonico slasher anni 80 ha un'ottima costruzione, ma soprattutto un'ottimo svolgimento.
Si parte subito bene, ma poi non c'è il solito stallo che caratterizza molti film slasher dell'epoca, che pur avvalendosi di essere appunto stati fatti nell'epoca d'oro del sottotogenere, peccano di quella mezz'ora, o addirittura quaranta minuti, di stallo e noia totale prima della mattanza finale.
Qui il tutto è ben distribuito, con una certa dose di splatter, efferatezza e cattiveria, che addirittura, e soprattutto nel finale, supera gli standard dello slasher stesso, e ci propone un finale cupo e decisamente disturbante.

Ci sono un bel po' di scene piuttosto memorabili tipo l'omicidio con un trapano, mazze da baseball chiodate, gente investita senza pietà e bollita in pentola. 
Mica male no?




Registi e cast non sono famosissimi, Obrow e Carpenter hanno altri due film all'attivo The Power ('84) e il più famoso The Kindred ('87).
Fatta eccezione per una giovane Daphne Zuniga, qui al suo primissimo film, che però (non è molto spoiler) ci lascerà presto perché è una delle primissime vittime del killer.

Il film è stato oggetto di tagli da parte della famigerata censura britannica, diventando uno dei "video nasty" e vedendosi tagliare di qualche secondo la scena col trapano (che è anche una delle migliori... ovviamente)
Il film in tutto è stato tagliato di 5 minuti, per mitigare le scene più cruente, la versione uncut conta 88 minuti.
Girato nei weekend. il film non risente di grossi errori o sviste, anzi, è anche abbastanza ben recitato per gli standard dell'epoca.
Un altra prova che, se sai esattamente cosa vuoi rappresentare sulla pellicola, il risultato è assicurato. La scelta poi di un finale non consueto al sottogenere è assolutamente approvata.

Da vedere!

Il film ha anche il titolo di "Pranks" e questa locandina in particolare mostra un altro degli omicidi del film.
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martedì, ottobre 17, 2023

THE LAST HORROR FILM (1982) - Recensione

 Titolo: The last horror film / Fanatic

Anno: 1982

Paese: Stati Uniti

Regia : David Winters

Trailer



Penso che avere Joe Spinell in una pellicola sia garanzia di successo. La sua capacità di rendere morboso ogni suo personaggio è qualcosa che mi lascia sempre stupita. Non perché sia il più grande attore sulla faccia della terra, ma perché probabilmente è un ruolo che gli si addice. 

Dopo Maniac, lo slasher capolavoro di William Lustig, Spinell torna a vestire i panni del disadattato in quest'altro slasher, diertto da David Winters, che si fonde bene col thriller ed ha anche un tocco piuttosto  ironico.


Vinnie è un tassista di New York che vorrebbe diventare un famoso regista. E' ossessionato dalla reginetta dell'horror Jana Bates, che vorrebbe avere nel suo film.
Si reca così a Cannes, dove Jana è ospite al famoso festival del cinema, per cercare di convincerla ad essere la sua protagonista.
Vinny è lontano anni luce dagli ospiti, e in generale, dai frequentatori del festival, ma, in maniera rocambolesca, riesce ad avvicinare Jana e ha filmare alcune scene per il suo film. 
Intanto però succede anche altro: tutti quelli vicini a Jana iniziano a sparire o morire. La cosa inizia a farsi pericolosa per lei, che si sente sempre più braccata e si fa dare una scorta per partecipare ai vari eventi stampa a cui è costretta.
Vinnie intanto è sempre più gasato, e non si sa trattenere. La sua passione per Jana va oltre la settima arte ovviamente, così collezione un bel po' di figuracce con varie ragazze e in generale.
La sua determinazione lo porterà a rapire Jana per girare l'ultima scena del film, in quanto lei lo ha rifiutato pochi giorni prima, perché spaventata dalla sua irruzione nella camera d'albergo dove alloggia.
Il finale riserva una piccola sorpresa, che forse i più accorti avranno già intuito. Ma io non ve la svelo.



Il girato a Cannes è per buona parte "pirata", molte scene dove vengono mostrati i vari ospiti sono state fatte senza alcun permesso, Winters però amalgama molto bene il tutto e il film è fluido e convincente.
Lo scenario poi è veramente idilliaco, con una colonna sonora molto efficace, che stempera molto quello che invece potrebbe risultare pesante. Ma non è così, The last horror film è un film leggero ma con un impatto importante. Molto meno pesante di Maniac (purtroppo non si può non nominarlo o almeno farci un piccolo paragone) però. Vinnie ci piace, ci fa anche pena nella sua determinatezza. Tutti lo bistrattano, la madre, che lo ama, lo esorta spesso a restare coi piedi per terra, (le scene con la madre, che poi è veramente la madre di Spinell, sono davvero esilaranti) suscitando reazioni isteriche nel figlio ad ogni telefonata per comunicare come sta andando al Festival. 
La Munro, che è già collaudata con Spinell, per via di Maniac, fa il suo dovere e ci porta il profilo di un'attrice di film dell'orrore che però non è la solita ochetta giuliva. Anzi è parecchio "ganza" e molto convincente secondo me.
E' una spasso questo film, uno spasso che però si prende sul serio. 



Il solito problema "nostrano" è che non c'è un edizione in lingua. Un vero peccato, come lo è per moltissimi altri film mai arrivati ufficialmente nel nostro paese.
La cosa è ovviamente risolvibile, anche se sarebbe bello che qualcuno si interessasse un giorno a farci avere almeno una versione sottotitolata.
Il film tra l'altro esce in dvd in USA solo nel 2009, quando la Troma decide di distribuirlo anche in questo formato.
Prima era uscito solo in vhs (per forza) e aveva avuto una distribuzione nella sale molto limitata, nonostante il successo a vari festival (vince per la fotografia a Sitges ) e due candidature ai Saturn Awards.
E purtroppo c'è da dire che, almeno fino a quest'anno, le versioni che giravano erano pesantemente tagliate delle parti gore.
E appunto quest'anno pare sia disponibile finalmente anche una versione uncut, e con molto materiale extra, che renderà finalmente giustizia.
Questo grazie a Severin




In conclusione, se vi manca la visione di questa pellicola, io vi straconsiglio di recuperarla. E' una vera perla, fidatevi.







venerdì, ottobre 06, 2023

PANIC (1982) - Recensione

Titolo: Panic / Bakterion

Anno: 1982

Paese: Italia, Spagna

Regia: Tonino Ricci (Anthony Richmond)

Trailer



I vivi Invidieranno i morti!

Oggi vi parlo di quello che potrebbe diventare il "guilty pleasure" di molti lettori di questo blog, se non lo è già.
Il candidato perfetto per la mia rubrica sui b-movie (che trovate sul canale youtube) e, non una nuova scoperta, ma un gradito ritorno alla memoria.

Bakterion, trovo più affascinante questo titolo, è un film brutto, è evidente. Pieno di difetti e poco curato.
Quindi perché parlarne? Perché tutti i film hanno diritto ad avere spazio e perché in fondo è un "brutto ma bello".



A Newtown una azienda chimica sta lavorando su un agente patogeno da usare per scopi militari. Purtroppo qualcosa va storto e il virus riesce ad uscire dal laboratorio. Il professore che se ne occupa sparisce di punto in bianco (che strano) ed iniziano ad accadere un sacco di fatti macabri e sanguinosi. Pare che qualcuno o qualcosa aggredisca le persone sbranandole letteralmente.
Il Capitano Kirk indaga con la polizia locale e la dottoressa Jane Blake, che intanto cerca di trovare un antidoto al virus. Il governo però ha già attuato il piano anti contaminazione: Se non si troverà un antidoto nei tempi stabiliti, la città di Newtown, dopo essere stata isolata dai militari, verrà cancellata dalla faccia della terra.
La corsa contro il tempo è cominciata!



Il film di Ricci vorrebbe essere la risposta italiana a The crazies di George Romero forse, ma non lo è. E' ambientato in Inghilterra con un buon cast, David Warbek e Janet Agren, che fanno un ottimo lavoro data la situazione in cui si trovano.
E riescono a far provare simpatia per questa pellicola a tratti scalcagnata e, purtroppo noiosa.
Un po' The incredible melting man, un po' il già citato La città verrò distrutta all'alba, Bakterion soffre molto a causa dei momenti morti, inseriti a caso, e di alcune soluzioni povere ma non ben ottimizzate.
Che poi si capisca già da subito che il Professor Adams è la mostruosa creatura che dilania i cittadini di Newtown è di poco conto. Quindi niente grosso spoiler
Creatura che si cela fino quasi alla fine, per poi mostrarsi in tutta la sua grazia (no). Però gli effetti del mostro sono decenti, diciamolo. Data la situazione, una maggior dose di splatter ci sarebbe stata poi. Invece ci si ferma sempre molto prima, mostrando poco. Un peccato perché sarebbe stato un valore aggiunto, che ha volte aiuta significativamente.
Il finale viene ridicolizzato (davvero non serviva!) da un  conto alla rovescia messo lì per creare tensione, ma che ovviamente non crea nulla se non un grosso facepalm.

Era davvero necessario?

In conclusione il film a me è piaciuto, ma a metà. Ho apprezzato i personaggi, la storia anche che, seppur telefonatissima, in qualche modo piace, il mostro e anche gli omicidi, anche se poco incisivi.
Lo consiglierei a chi ama questo tipo di pellicole, come succede con molti film che trovate su questo blog.
A chi ha voglia di perdere un'oretta e mezza, anche se non troppo divertente, per scoprire come un film brutto possa comunque avere il suo perché.








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