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venerdì, novembre 01, 2024

MORTI E SEPOLTI - Recensione

 Titolo originale: Dead and Buried

Anno: 1981

Paese: Usa

Regia: Gary Sherman

Trailer


Il 1981 è indubbiamente un anno d'oro per il cinema horror, sia americano che italiano. Tanti film, diventati cult e ormai classici sono stato prodotti agli inizi degli anni 80. Decennio magico.
Magari ne parlerò tra poco in un dossier più approfondito.
E' anche il mio anno di nascita, e quindi ne sono davvero molto orgogliosa.

Questo piccolo gioiellino però, sta sempre l in disparte e, anche la sottoscritta purtroppo se ne era quasi dimenticata. Grazie all'amico Claudio Berti (seguitelo sul suo account instagram) , anche lui amante di cinema horror e non solo, ho avuto l'input di recuperarlo e rivederlo. 
Tra l'altro poi vi mostrerò come recuperarlo in bluray se interessati. Arrivate in fondo all'articolo prima però.

ZOMBIE E NEBBIA

 

In un atmosfera che ricorda molto il The Fog di John Carpenter, Gary Sherman ci porta nella deliziosa cittadina costiera di Potters Bluff, dove le casette bianche e le barche dei pescatori, donano appunto una atmosfera magica.

Peccato che la magia si rompa proprio a nemmeno 5 minuti dall'inizio:
Seguiamo infatti un fotografo in vacanza, che durante un set fotografico in spiaggia, incontra un affascinante ragazza bionda. Iniziano a flirtare e, quando sembra che la cosa si possa fare davvero "hot", l'uomo viene aggredito da un gruppo di persone, torturato e dato alle fiamme. Insomma già si inizia col botto in pratica.
Passiamo poi subito alla scena del ritrovamento di un uomo carbonizzato nella sua auto dopo quello che potrebbe sembrare un incidente. Lo sceriffo Dan Gillis, che di solito non è avvezzo a questo tipo di incidenti, data la zona poco frequentata e la tranquillità che ne consegue, indaga sullo sconosciuto. 
E gli pare subito che la cosa sia molto strana, cioè l'uomo non è bruciato in auto, ma è stato dato alle fiamme prima e poi messo in auto, inscenando l'incendio di quest'ultima e l'incidente.
Ah dimenticavo: il John Doe è ancora vivo. Ma Gillis non riesce a cavarne un ragno dal buco, l'uomo oltre ad essere senza lingua, viene alla fine assassinato con una siringa ficcata in un occhio, l'unico che gli rimane, da un'infermiera, che altri non è se non la ragazza che lo aveva adescato in spiaggia.
Lo sappiamo noi ma non lo sa Gillis, che, da lì a poco si troverà a dovere risolvere altri omicidi brutali, e dei misteri legati a sua moglie.
Sembra infatti che alcuni membri della comunità di Potters Bluff siano implicati negli omicidi, ma il motivo di tanta cattiveria e violenza verso gli sconosciuti di passaggio è ancora sconosciuta.
Scavando, Gillis scoprirà una verità davvero sorprendente e allo stesso tempo terribile, sulla comunità che lui conosce bene e sul proprietario delle pompe funebri William Dobbs, un anziano dal passato nebuloso che è ossessionato dal voler dare un aspetto perfetto ai suoi "clienti".

Mi fermo perché poi sarebbe uno spoiler troppo gratuito. Ho già accennato agli zombie nel titolo ed è già abbastanza.
Tuttavia, se proprio non volete scoprire oltre vi invito a fermarvi qui, e a tornare dopo la visione del film se proprio volete la sorpresa più completa.




Gary Sherman realizza davvero una bella alternativa al solito zombie movie. A dirla tutta è difficile etichettare il film come tale, perché non è presente nessun elemento che lo faccia entrare nella categoria, se non verso la seconda metà della pellicola, dove Gilles scopre un elemento legato al voodoo in una delle bare che fa dissotterrare per le indagini. Ma nulla di zombesco è presente, quindi la sorpresa è piuttosto ben architettata.
La pellicola alterna la apparente quiete e tranquillità del luogo, con i brutali omicidi commessi, che sono anche piuttosto grafici e che hanno fruttato al film la solita censura "Nasty" britannica. 
Ma anche una stupenda atmosfera "nebbiosa" e, grazie anche alla fotografia delicata, quasi gotica.
Tutto funziona al meglio, dai primi minuti fino all'epilogo finale che non ci risparmia un ulteriore plot twist che riesce ad essere ben mascherato fino alla fine.




Tra i personaggi spicca anche un giovane Robert Englund, qui a pochi anni dall'interpretare Freddy per Nightmare, nella parte del meccanico Harry, che si occupa di raccattare le auto dei poveri stranieri che si imbattono nel gruppetto assassino.
Nel ruolo di Gilles abbiamo invece James Farentino, volto piuttosto conosciuto in quegli anni e la Melody Anderson di Flash Gordon nei panni di sua moglie Janet.
Sherman ha anche diretto Non prendete quel metrò, horror britannico del 1972 con tra i protagonisti Donald Pleasence. E Poltergeist III. Di questi ultimi due è anche sceneggiatore.



In conclusione il recupero e la visione in questo caso è altamente consigliata. Un film di cui si parla davvero poco ma che merita spazio e attenzione.

Recuperabile in versione Bluray spagnola con audio Italiano su Amazon









 




lunedì, settembre 11, 2023

FLESHEATER (1988) - Recensione

 Titolo: Flesheater / Revenge of the living dead

Anno: 1988

Paese: Stati Uniti

Regia: Bill Hinzman

Trailer


He lived, he died, he's back, and he's hungry!

Lo spin off è quando, da un film o una serie televisiva, viene preso un elemento o, più spesso, un personaggio, per creare un nuovo film o una nuova serie tv. Legata o slegata dall originale.
Direi che potrebbe essere la definizione perfetta per questo film.

Flesheater è un prodotto di serie b/z scritto, diretto e in parte editato da Bill Hinzman. 
Ma chi è William Hinzman?
Beh, è più famoso di quanto possiate immaginare. Sia tra i fan dell'horror che tra la gente comune. Hinzman è probabilmente una delle prime cose che vengono in mente (oltre alla ragzzina del seminterrato) quando si nomina La notte dei morti viventi. Il capolavoro zombesco in bianco e nero di George Romero è un film che conoscono tutti. No?
Hinzman è lo zombie del cimitero. Il primo zombie che appare sulla scena e che aggredisce Barbara e il fratello in visita alla madre morta.
Ah, adesso vi ricordate!

Hinzman nel 1968 in La notte dei morti viventi

Hinzman all'epoca  ha 32 anni (ne dimostra molti di più ma vabbè). Esattamente 20 anni dopo il nostro decide di fare appunto quello che è a tutti gli effetti uno spin off del suo personaggio. Un film dedicato al Cemetary zombie. Del resto uno dei titoli pensati per Night of the living dead in origine era Night of the flesheaters. E uno dei titoli di questo film è anche Revenge of the living dead come se, a distanza di vent'anni, ci sia quella voglia di vendetta per essere stato fermato dal propagare il morbo. Hinzman quindi scrive una storia dove il suo personaggio torna e riprova a popolare la terra, o meglio gli States di simpatici non morti.


Ma veniamo alla trama: E' Halloween e un gruppo di ragazzi è in campagna per festeggiare nei boschi la notte più paurosa dell'anno.
Un boscaiolo, che sta sradicando un albero scopre una tomba con un iscrizione. Credendo ad uno scherzo la apre e, uno zombie si alza e lo morde uccidendolo e trasformandolo ovviamente.
Da questo momento in poi sarà un susseguirsi di fughe, sangue, membra staccate, splatter a go go e donne nude.




La pellicola non brilla per sceneggiatura, né per recitazione. Ovviamente non è che serva molto se si tratta di un film di serie Z con dosi elevate di sangue e donnine nude ben in vista.
Apparentemente potrebbe sembrare un'emerita cavolata. Ma non lo è. Non del tutto almeno.
Tralasciando gli elementi deboli del film, abbiamo l'elemento splatter molto ben fatto invece. Gli effetto speciali sono davvero notevoli rispetto alla qualità globale della pellicola.
Una cosa che mi ha sorpresa molto in positivo, e che, me lo ha fatto valutare come un prodotto di intrattenimento degno e consigliabile agli amanti di questo tipo di pellicole.
Ci sta e sono ben felice di averlo recuperato.





probabilmente anche in questo caso siamo di fronte all'ennesima pellicola che non serve ma che ci regala un'oretta e mezza (scarsa) di puro divertimento che, molto spesso è non sense, ma che volete farci? Credo e confido che, chi stia leggendo l'articolo sia piuttosto abituato a queste cose.
Non c'è molto altro da aggiungere se non che potete trovare la pellicola completa oltre che sulle varie piattaforme di vendita anche qui.














































lunedì, febbraio 06, 2023

IL GIARDINO DEI MORTI - Recensione

GARDEN OF THE DEAD - 1972 
Dir: JOHN HAYES 


Primo post dell'anno, anche se a febbraio, per un film che avrà anche la sua parte nella rubrica video Pazzi per i b-movie e un bel post sul profilo Instagram. Per il video dovrete aspettare il fine settimana però. Quindi avrete l'imbarazzo della scelta. Basta usare i Link!
Il film è un indipendente del 72, con un basso budget, girato in una decina di giorni e con una durata di un'oretta circa. Ma John Hayes riesce ad usare quel poco che ha abbastanza bene. Abbastanza da creare un film che pur non essendo eclatante, si fa notare. 

Siamo in un campo di lavori forzati dove, alcuni carcerati, stanno armeggiando con dei bidoni pieni di formaldeide  (lo sappiamo perché è palesemente scritto sui contenitori... e poi... non vi ricorda qualcosa?). Alcuni di loro la sniffano tipo fosse una droga. E lo fanno parecchie volte al giorno. La combricola vuole anche evadere, non tutti, solo un gruppetto molto determinato. Abbiamo poi Johnson, uno detenuto che all'inizio del film vediamo incontrare la compagna grazie all'amicizia con una delle guardie che gli lascia qualche minuto per salutarsi di tanto in tanto. Johnson non è del club sniffatori e nemmeno vuole evadere. Infatti viene ferito perché non è molto d'accordo con gli aspiranti fuggitivi. 
Il gruppetto scappa, ma la fuga è molto corta, vengono intercettati, catturati e uccisi sul posto. Le guardie li seppeliscono poco lontano dal campo e quasi immediatamente i corpi risorgono e si avventano contro chi li stava seppellendo. 
In pochi minuti il gruppetto di Zombi si dirige al Campo in cerca di vendetta. 
Gli zombi di Hayes, post La notte dei morti viventi, sono dei "ghouls" solo all'apparenza. Palidi e con delle belle occhiaie in stile Romeriano, ma praticamente ancora molto umani. Sono incazzati, parlano, pensano e usano degli arnesi per attaccare e uccidere i viventi. 
Mettono in atto un vero e proprio assedio al Campo con l'intento di uccidere tutti. 
Anche il modo di morire (di nuovo e finalmente come per ogni zombie che si rispetti) è diversissimo dagli zombi classici. Del resto siamo appena poco dopo il successo del film di Romero e ancora i film sui morti viventi come li conosciamo sono pochi. Ovviamente rispetto a ciò che arriverà dopo.
E magari non spoilero questo particolare, che è di sicuro uno degli elementi di originalità della pellicola. 

La colonna sonora molto "jazz" e dinamica in alcuni punti è controbilanciata da momenti più tranquilli sempre in uno stile che vira più all'indietro, verso gli anni 60.
Ma tutta la pellicola è così,con uno stile che richiama gli anni 60,quindi nulla da dire in merito. 
Sinceramente non mi aspettavo di vedere qualcosa di diverso quindi trovo questo picolo film minore quasi clamoroso! 
Quasi, perché le limitazioni ci sono e si vedono anche molto. Bisogna usare sicuramente un metro di giudizio quantomeno da manica larga.
Il film ha avuto distribuzione in VHS, poi in dvd grazie alla Troma. Di solito fa da "spalla" a La bara del vampiro, sempre di Hayes, che ha una durata più consona di 1 oretta e mezza. Tenetelo a mente perché vi parlerò molto presto anche di quest'altro film. 
Conosciuto anche con il titolo più figo Tomb of the undead è ovviamente totalmente inedito in Italia. Lo trovate però facilmente su You Tube  ad una qualità da VHS. 
Il mio voto per l'impegno è sicuramente più che sufficiente. Tenendo conto del basso budget e dei difetti che tutto questo può comportare. 
💀💀💀/5









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