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martedì, febbraio 24, 2026

HE KNOWS YOU'RE ALONE (1980) - Recensione

 Titolo: He knows you're alone / Blood wedding

Anno:1980

Paese: USA

Regia: Armand Mastroianni

Trailer


Agli albori dello slasher qualcuno già provava a fare dei "plagi". Plagio suona negativo, lo so, ma è così palese che non è difficile pensarci. Io opto sempre per qualcosa di più soft e le chiamo ispirazioni, ma poi deciderete voi. Il termine più giusto, che non offende (forse) nessuno, potrebbe essere rip-off. Direi che ci siamo.
Il film da cui è stata tratta tanta "ispirazione" è Halloween di John Carpenter, uscito solo un paio d'anni prima, pellicola ancora in bilico tra il thriller e lo slasher (proto slasher). 




La storia
Amy è in procinto di sposarsi. Passerà il weekend con le amiche, mentre il fidanzato farà lo stesso coi suoi amici. Tutti le dicono di lasciar perdere, di non sposarsi, e soprattutto gli e lo dice il suo ex, che sta cercando disperatamente di riconquistarla prima che sia troppo tardi.
Intanto, in città, un uomo uccide una ragazza che si sarebbe sposata pochi giorni dopo. Sul posto, il detective Gamble ha un brutto presentimento. Il killer è sicuramente lo stesso uomo che ha ucciso la sua fidanzata il giorno del loro matrimonio. Facendo alcune ricerche scopre che Amy potrebbe essere la prossima vittima.




Ve lo dico subito, avete visto bene, quello nella foto in alto a destra  proprio lui : Tom Hanks. Giovanissimo e alla sua prima apparizione al cinema. Ha una piccola parte nel film, che tra l'altro avrebbe dovuto evolversi al peggio ed invece fu poi deciso di no. Lo vedremo arrivare nella seconda parte del film.
Detto questo nonostante He knows you're alone sia fortemente ispirato al film di Carpenter, ha una vita propria. E sinceramente non capisco come sia tenuto così poco in considerazione, perché in fondo non è poi così male. Precisiamo che il mio è anche un ragionamento basato sulla visione dopo una quarantina d'anni, dove di acqua e film horror ne sono passati sotto ai ponti. Oggettivamente è comunque un più che buon film. Anche senza il paio di cose che me lo hanno fatto piacere subito.

Il paio di cose sono: L'inizio al cinema. Mi ha ricordato tanto l'inizio di Scream 2. Seconda cosa il film proiettato al cinema, sempre ad inizio film. Le due ragazze stanno guardando un horror dove uno dei due ragazzi è lo Scott di Venerdì 13 pt 2 e muore esattamente appeso come nel film di Miner.
Questo film nel film in origine era il vero plot del film che Mastroianni avrebbe voluto realizzare, ispirandosi ad una leggenda metropolitana. Alla fine invece fece solo da prologo.

Finite le considerazioni che sono state possibili solo vedendo il film a posteriori, iniziamo le considerazioni oggettive: l'atmosfera 70s. Chi mi conosce sa che è una delle cose che amo in un horror. In questo caso siamo agli inizi degli anni 80, ma il film è stato girato a fine 79 e l'atmosfera c'è tutta. Quindi potrete apprezzare una New York, precisamente Staten Island, dalle tonalità delicate ma con il rosso ben in evidenza.




Quelle che vedete appena sopra sono, invece, due esempi di come il film non somigli mai, ma proprio mai ad Halloween. Mi spiace fare ironia ma ad una certa...
E pure la colonna sonora lo ricorda in qualche modo. A me personalmente non ha dato fastidio, anche se un sorriso viene spontaneo man mano che le scene si susseguono.
Mi è piaciuto comunque lo svolgersi degli eventi. Il killer non porta nessuna maschera ma è talmente glaciale nello sguardo che un pochino di disagio lo passa. Lo vediamo subito, anche se non sappiamo chi sia in verità. Sappiamo che ha ucciso la futura moglie del detective Gamble, perché lo ha lasciato proprio per il poliziotto. E da allora si è fissato ad uccidere tutte le ragazze prossime al matrimonio.
Si avvicina sempre di più ad Amy, cercando il momento giusto per colpire. Prima però ucciderà qualche persona di contorno ad Amy, un paio di amiche anche. Normale amministrazione da slasher movie.
Amy ha solo l'ex ad aiutarla a questo punto. Il simpatico e dolce Marvin, ancora innamorato e speranzoso in un suo ripensamento. 
Mastroianni mette in scena una storia non troppo elaborata, a volte ci sono delle scelte forse un po' "stupide", almeno a mio avviso, soprattutto sul finale, dove, ed è l'unica cosa che ho apprezzato di meno, c'è la scelta di gestire il personaggio di Gamble in maniera affrettata. Per il resto il film scorre bene, non annoia, ha dei buoni(ssimi) omicidi, il killer è sul pezzo, e la final girl pure.
Nel complesso magari non sarà riuscitissimo al cento per cento ma è senz'altro notevole e meritevole di essere scoperto o riscoperto se già lo conoscete.







sabato, febbraio 15, 2025

THE HEARSE Recensione

 Titolo: The hearse / Incubo infernale

Anno : 1980

Paese: Usa

Regia: George Bowers

Trailer



Le ghost story sono tra le mie preferite nell'horror, dopo lo slasher, il paranormale è quello che mi attira di più.
Soprattutto queste vecchia scuola, che hanno ancora un tocco di gotico che dona un fascino quasi irresistibile.
Certo, sempre se vi piace particolarmente questo sottogenere. Al contrario si potrebbe trovare noia e momenti che per chi ama l'azione sono inutili e morti. Non facciamoci troppi giri di parole. E' così no?

Come vi ho gi detto io amo questo tipo di pellicole. Questa in particolare, che già conoscevo di nome, come tanti altri film, ma non avevo mai visto, mi ha colpita in positivo. Nonostante non porti nulla di nuovo o eclatante alla fine. Ma credo di averla amata proprio per questo motivo.


Jane Hardy è una maestra che dopo la morte della madre e il recente divorzio decide di passare l'estate nella vecchia casa della zia Rebecca. Ereditata proprio dalla madre appena mancata.
L'arrivo nella piccola cittadina però non è trionfale: prima viene speronata da quello che sembra un grosso carro funebre, un macchinone nero, e poi si sente gli occhi addosso di un tizio della stazione di servizio dove si ferma per telefonare a Walter Pritchard, l'uomo che gli deve consegnare le chiavi di casa.
Non che poi vada meglio eh! Una volta a casa, nei giorni seguenti, tra gli occhi puntati addosso degli uomini e dei ragazzi del paese, anche i negozianti non la vedono di buon occhio. Dopo aver saputo che abita nella "casa", diventano ostili e cercano in tutti i modi di ostacolarla.
Solo un ragazzo, che si è invaghito di lei, si offre di aiutarla con i lavori di manutenzione.
In casa però iniziano ad accadere strane cose e Jane è perseguitata dalla grossa macchina nera che vede sempre più spesso anche nei suoi incubi.
Conosce Tom, un bel ragazzo, che si offre di aiutarla con l'auto, dopo l'ennesimo scontro col macchinone nero.
I due si avvicinano e si innamorano. Ma Jane piano piano capisce che le cose sono davvero strane e che forse Tom non le ha raccontato tutta la verità su di sé.
Per Jane, tra incubi e visioni vere e tangibili è ormai un' inferno, e, grazie al diario scritto dalla zia, forse riuscirà a capirci qualcosa.




Il film di Bowers è una delicata ghost story, con un atmosfera davvero calda e accogliente. I momenti di tensione non sono alti, ma ci sono e funzionano piuttosto bene data l'impostazione del film.
Del resto, seppur navigata, la storia di fantasmi è sempre affascinante a suo modo.
I momenti di incubo o delle visioni che tormentano Jane sono inquietanti quanto basta e il grosso carro funebre, un Packard del 1951 ricorda un po' un'altro film dove una grossa macchina nera la fa da padrone : The car ovvero La macchina nera bmovie cult di fine anni 70, che vede protagonista il buon James Brolin. Magari e anzi, sicuramente ne parlerò anche in questa sede. Qualche richiamo anche al più famoso Ballata macabra del '76, diretto da Dan Curtis lo possiamo sicuramente scorgere, ma non ci sono scopiazzature o omaggi. E' una sensazione che molti film che hanno lo stesso comune denominatore hanno a volte.
The hearse cammina da solo, dall'inizio alla fine. Lo fa senza sorprendere troppo, ma agli amanti di questo tipo di pellicole la cosa può soddisfare.


Trish Van Devere, che interpreta Jane la vedremo anche in Changeling, una ghost story sempre lo stesso anno. Una pellicola più famosa tra gli amanti dell'horror e sicuramente anche più apprezzata.
Troviamo anche Joseph Cotten nei panni di Pritchard, che tra l'altro sostituisce Martin Landau.
E' anche il debutto cinematografico di Christopher McDonald, nella piccola parte di Pete.
Insomma, un buon cast che lavora bene, una bella atmosfera che inquieta al punto giusto.
Il titolo italiano suggerisce un passaggio sui nostri schermi, ma al momento nessuna traccia italiana è palese da trovare.
Se volete lo trovate comunque sul Tubo in lingua originale. O recuperabile in dvd o blu-ray spagnolo. 










sabato, dicembre 30, 2023

DODICI RINTOCCHI DI TERRORE (1980) - Recensione

 Titolo originale: New Year's Evil / 

Anno: 1980

Regia: Emmett Alston

Trailer

Un altro anno è passato e finalmente recupero anche questo slasher adattissimo al periodo. New Year's Evil è infatti un film ambientato durante il capodanno.


Il titolo è un evidente gioco di parole tra "New Years's Eve" cioè il capodanno, Eve viene sostituito da Evil, più consono ad un riferimento immediato all'horror. Quello dato in italiano Dodici rintocchi di terrore (suggerisce un passaggio quantomeno televisivo a suo tempo nel nostro paese) è passabile questa volta, sapendo bene gli scempi che si riescono a fare da noi con i titoli.



La pellicola è un classicissimo slasher con le belle atmosfere fine 70 inizio 80 (il film è appunto del 1980). La cosa bella è che non annoia ed è abbastanza dinamico. La struttura è comunque molto vicina al thriller e ricalca la particolarità del killer al telefono che camuffa la sua voce per non farsi riconoscere.
Non siamo ai livelli Argentiani con sospiri e frasi appena sospirate, ma è comunque sempre un'ottimo espediente secondo me.


E' capodanno e a Los Angeles si iniziano i festeggiamenti per accogliere l'anno nuovo. La famosa star  Blaze sta conducendo un programma, che sarà anche trasmesso per via radiofonica, quando un misterioso killer si fa vivo per dirle che ucciderà una donna per ogni fuso orario della costa, per poi arrivare da lei e finire il suo operato. Il killer registra gli omicidi con in sottofondo il countdown e poi telefona regolarmente per farlo sentire in diretta.
La polizia è subito avvertita, ma il killer è piuttosto furbo e si defila sempre, fino al finale dove tenterà di uccidere anche Blaze.




Non siamo sicuramente di fronte a qualcosa di memorabile. Il film però si difende bene, tempi particolarmente morti non ce ne sono, e gli omicidi sono ben distribuiti anche se non sono troppo efferati.
Si tiene un po' tutto per il finale, dove c'è il movimento più "grosso" e, anche se tutti gli arcani sono stati già scoperti, ed è tutto abbastanza intuibile (anche la vera identità del killer, che tra l'altro vediamo in faccia già dal primo omicidio) la cosa non desta particolare fastidio. 
Abbiamo un bel ritratto della cultura punk dell'epoca in una veste particolarmente trash che fa piuttosto sorridere.
Magari i più sofisticati vorranno trovarci il pelo nell'uovo... ma è davvero importante?
Ho visto di peggio e sinceramente sono soddisfatta così in questo caso.

In definitiva io mi sono divertita, forse Alston vuole fare un piccolo omaggio al thriller italiano di quegli anni come già ho detto prima. In una scena infatti si vede il killer fuggire e infilarsi in un drive-in, che ha sullo schermo quello che sembrerebbe il trailer de La dama rossa uccide sette volte [NB: info presa imdb]

Se siete completisti del genere questo non può assolutamente mancare.



















martedì, maggio 23, 2023

L'ORA CHE UCCIDE - Recensione

Titolo originale : The killing hour / The clairvoyant 
Anno : 1982
Regia : Armand Mastroianni 


Riflettendo credo che il periodo che preferisco, come atmosfere, fotografia ed in generale come mood, è il periodo che va dal 1977 al 1983 circa. Quindi a cavallo tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80.


L'ora che uccide, conosciuto anche come The killing hour o The clairvoyant è un thriller del 1982 dove, una serie di omicidi hanno un denominatore comune : le vittime sono ammanettate. La polizia indaga, ma deve fare attenzione alla stampa, e soprattutto al conduttore di uno show televisivo, Paul McCormack che è amico del detective Weeks. 
Quando tutto sembra inspiegabile, si presenta alla polizia Virna, un'artista che però ha anche un dono di chiaroveggenza. La donna spiega ai poliziotti che, durante degli stati di trans disegna cose che vede. In questo caso gli omicidi. 
Ovviamente non è tutto chiaro e bisognerà aspettare che le cose si evolvano per interpretare al meglio i disegni di Virna. 
Intanto, sia Weeks che McCormack cercano di ingraziarsi Virna. L'uno perché ne è infatuato, l'altro solo per portarla nel suo show e diventare famoso. 
Virna si avvicina sempre più a svelare il killer, quindi la, situazione si fa pericolosa per lei. Weeks dovrà cercare di tenerla al sicuro. 
Il film di Armand Mastroianni, già regista del famoso He knows you're alone (1980), mette in scena, in maniera poco convincente, quella che di fatto è un ottima storia. Si ispira, pare, in parte agli omicidi del killer David Berkovitz, The son of Sam, che terrorizzó New York qualche anno prima. 
Purtroppo il quadro generale non è soddisfacente quanto dovrebbe. Partendo dai personaggi : tutti più o meno senza carattere né personalita con qualcosa che spicca. Sono piuttosto abbozzati.  Un triangolino amoroso sviluppato in maniera frivola e, mi azzarderei a dire "infantile" e questo cozza molto secondo me col resto. Una protagonista, consapevole che probabilmente sarà presa di mira dal killer, ma che non sembra volerlo veramente capire e si perde tra le carinerie di Weeks e McCormack.
Un amicizia strana, tra un poliziotto e un giornalista che non supera mai una certa linea, almeno fino alla fine, dove sembra esserci un guizzo. Guizzo che comunque non serve a salvare ciò che in precedenza non è stato sviluppato in maniera interessante e risulta anche deludente, almeno per chi come me ci credeva. 
Un peccato, perché il potenziale c'era, ma non è stato sfruttato a dovere. E non serve avere una scena "madre" che spiega il primo omicidio e svela l'assassino, che è comunque abbastanza forte, ed è probabilmente il motivo per cui il film figura tra i "video nasties" dell'epoca. 
Si salva appunto l'atmosfera, o almeno io la salvo, e quel poco di interessante che si riesce a prendere, portando il film ad una sufficienza che c'è senza ombra di dubbio.

lunedì, dicembre 19, 2022

Oh Oh horror. I film per un Natale rosso sangue


Direi che è il caso di fare il post sui film natalizi. Ogni pagina horror che si rispetti ce l'ha. Quindi eccoci. Potreste anche scoprire roba nuova.

SILENT NIGHT - DEADLY NIGHT / NATALE DI SANGUE ( 1984)
La saga horror natalizia anni 80/90 per eccellenza. Ben 5 film, solo il primo però edito in italiano. 

Il piccolo Billy vede morire i genitori in una tentata rapina perpetrata da un criminale vestito da Babbo Natale. Già il trauma è abbastanza grave, e nell orfanatrofio dove viene mandato col fratellino, la madre superiora completa l'opera. Billy perderà la testa quando gli verrà chiesto di vestirsi da Babbo Natale per sostituire un collega sul posto di lavoro. 
Della saga si consiglia anche il secondo capitolo, reperibile con i sottotitoli. 

CHRISTMAS EVIL (1980)
Ancora traumi infantili non ben elaborati per questo Slasher dei primi anni 80.
Henry crede fortemente in Babbo Natale. Talmente tanto da volersi trasformare in lui. Le cose però non vanno nel verso gusto e la notte di Natale prenderà una brutta piega. 

Anche questo è un must del periodo. Siamo ad un livello leggermente superiore dai soliti slasher e la cosa è molto gradita. 

BLACK CHRISTMAS - UN NATALE ROSSO SANGUE  (1974)
Must assoluto del periodo. Il film di Bob Clark, un proto slasher davvero ben fatto. 

In una confraternita le ragazze sono perseguitate da un misterioso uomo che telefona dicendo oscenità e cose senza senso. La faccenda  si complica quando una delle ragazze scompare e tutti si mobiliteranno per le ricerche. 
L'atmosfera qui è resa al massimo. Le diverse vicende che si intrecciano, i personaggi molto ben caratterizzati e una tensione ben creata già dall'inizio, fanno di Black Christmas il miglior film a tema.

DON'T OPEN TILL CHRISTMAS / NON APRITE PRIMA DI NATALE (1984)

Stavolta è Babbo Natale ad essere preso di mira. Infatti abbiamo un killer che uccide i vari Babbi Natale in giro. La polizia con l'aiuto di una ragazza e di di un giornalista  cerca di capirci qualcosa. 

Don't open till Christmas è la risposta inglese ai precedenti film, tutti americani. E non se la cava affatto male. È sicuramente una Slasher dignitoso con con i suoi bei momenti. 

GREMLINS (1984)
Il film di Joe Dante è sicuramente il più conosciuto, anche fuori dal l'universo horror, per le le sue connotazioni molto adatte ad un ampio pubblico. Credo non ci sia bisogno di presentarlo troppo, tuttavia ecco un piccolo riassunto del plot :
Billy riceve in regalo dal padre un tenero e piccolo strano animaletto. Ci sono sono delle regole da rispettare però : Non bagnarlo, non dargli da mangiare dopo mezzanotte e non esporlo alla luce. Ovviamente le regole saranno infrante con conseguenze terribilmente divertenti. 

Consigliatissimo ovviamente se non lo avete visto. 

Non dimentichiamo di segnalare film minori ma comunque buoni per per il periodo. Sicuramente To all a goodnight slasher del 1980 firmato da David Hess, che che vede protagonista anche stavolta un Babbo Natale killer in una scuola per ragazze. E The dorm that dripped blood altro film ambientato nel periodo e in una scuola. Silent Night, bloody night conosciuto anche come Death house (1972) cupo slasher poco conosciuto ma molto valido. Questi tre film sono inediti in Italia. 
Diverso invece Chi giace nella culla della zia Ruth  del 1972, dove una favolosa Shelley Winters fa la parte di una donna squilibrata che conserva la mummia della figlia morta tempo prima. Il film è ambientato nel periodo natalizio. Ultimo ma non ultimo segnalo Home for the holidays  sempre 1972, un thriller tinte slasher ovviamente ambientato nel periodo. 

Direi che per gli amanti dei film datati ci sia un buon materiale per passare bene le festività. 




lunedì, dicembre 12, 2022

To all a goodnight (1980) - Recensione

TITOLO : TO ALL A GOODNIGHT 
ANNO : 1980
REGIA : DAVID HESS 
David Hess, molto più famoso per essere uno dei cattivoni de L'ultima casa a sinistra, firma da regista questo slasher natalizio con tanto di Babbo Natale decisamente psicopatico. 
Un film da noi inedito (ahimè, ma cosa non insolita) che è la classicità slasher senza vergogna. E non c'è assolutamente nulla di cui vergognarsi. Siamo nel 1980 e l'era dello Slasher è appena iniziata. 
Ed è anche uno dei primi Slasher a tema natalizio, dopo Black Christamas di Bob Clark del 1974 (un film che non smetterò mai di stra consigliare), oppure Death house, addirittura del 1972, quindi ancora più antecedente. In questi due film citati non ci sono Babbi psicopatici, ma solo psicopatici senza barba, costume e cappello rosso. Ed è anche uscito pochi mesi prima di Christmas Evil, questo fortunatamente arrivato ache in Italia. 

Durante le festività natalizie alcune studentesse restano a scuola. Approfittando dell'assenza della preside, invitano alcuni ragazzi per il weekend. Le coppiette verranno perseguitate da un maniaco vestito da Babbo Natale che cerca di farli fuori tutti. Chiameranno la polizia, ma le cose non miglioreranno. 

                                                                                                                            ⚠ Possibili spoiler!
Diciamo subito che il film non è privo di difetti. Già dai primi minuti notiamo qualcosa che fa sorridere, ma che per l'epoca e il budget è abbastanza normale. Bene, se riuscite a superare questo piccolo momento imbarazzante allora sarete sicuramente ripagati dal resto. Anche perché si tratta proprio di pochissimi secondi riguardanti il prologo che ci spiega praticamente perché poi ci sarà un Babbo psicopatico in giro.
La combricola dei ragazzi è ben assortita : abbiamo la stronza, la manica del sesso, il nerdone vergine, il ragazzotto sveglio e la final girl che più final girl di così si muore. Talmente tenera e pura da risultare quasi irritante. E sappiamo che sarà la final girl appunto per queste marcate qualità. 
Non si disdegna di strizzare l'occhio a venerdì 13, ci sono un paio di particolari che lo ricordano molto (e il film è dello stesso anno). E per quanto riguarda il killer si danno precise indicazioni sulla sua posibile identità già nella prima della metà del film, cosa voluta o meno però intacca poco la validità del resto. Così come la scelta di usare una scuola potrebbe ricordare Black Christmas, anche se in quel caso era una confraternita.
L'arrivo poi della polizia, chiamata per l'omicidio del guardiano, renderà un pochino più solido lo svolgimento della storia. 
Gli omicidi sono buoni, non esagerati ma convincenti per la qualità della pellicola. E il Babbo killer, che ha anche la maschera da Babbo, fa la sua parte. La colonna sonora è in linea, non sovrasta mai, ma accompagna il film. La tensione non è altissima, ma anche in questo caso si cerca più il divertimento che l'attesa spasmodica degli omicidi. Il twist finale è un aggiunta che non contribuisce a migliorare nulla, ma in fondo lo sforzo è comunque gradito. 
Il film è stato scritto e girato in pochissimi giorni e gli attori hanno addirittura dormito sul set. 


In conclusione nulla di nuovo sul fronte slasher, ma io non sono così cattiva (non perché a Natale siamo tutti più buoni) da dargli un "brutto voto" solo per quello. O solo perché ci sono elementi che ricordano altri film. L'originalità è sicuramente un grosso pregio, ma anche il divertimento vuole la sua parte. E io mi sono divertita. 
Potrebbe essere tranquillamente il guilty pleasure di molti.

VOTO 💀💀,8/5


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