venerdì, gennaio 10, 2025

L' APPARTAMENTO DEL 13esimo PIANO - Recensione

Titolo: L'appartamento del 13esimo piano / La semana del asesino / The cannibal man

Anno: 1972

Paese: Spagna

Regia: Eloy De La Iglesia

Trailer


Abbiamo concluso il 2024 con un film spagnolo, iniziamo il 2025 con altrettanto film spagnolo.
Stavolta è una vera chicca, qualcosa che vi invito già da subito a non farvi scappare.
Anche perché lo trovate facilmente in dvd e in lingua italiana. Quindi, stavolta nessuna scusa.


Marco è un giovane che lavora in un mattatoio. Ha ereditato il posto della madre, ma la sua posizione non è ancora abbastanza per i genitori della sua ragazza. I due si vedono di nascosto e una sera, tornando a casa in taxi, litigano con l'autista e Marco, per difendere la sua ragazza, lo colpisce con una pietra alla testa.
Il giorno dopo sul giornale c'è la notizia di un tassista trovato morto. Per il momento nessun sospettato.
Da questo momento Marco entrerà in una vera e propria frenesia sanguinaria: eliminare chiunque possa collegarlo al delitto. Partirà strangolando la fidanzata, che vuole costituirsi, per poi, dover coprire il suo omicidio, con quello del fratello che scopre il corpo della ragazza. 
E così via, Marco, per coprire i delitti precedenti, deve eliminare chi scopre via via i cadaveri.
In una settimana da incubo.
L'unico sollievo sembra essere Néstor, un ragazzo ricco e che abita in un lussuoso appartamento vicino a casa di Marco, che vuole essere a tutti i costi suo amico.




Eloy De La Iglesia stupisce, con questo thriller, dal sapore malato e malizioso. Un killer che si ritrova in questo ruolo senza volerlo, ma che poi sembra quasi abbracciare la sua vocazione, perché, andare in galera sarebbe sicuramente peggio. Vediamo bene verso la seconda metà del film, come essere benestanti, cambi un pochino le carte in tavola. Un passaggio innocuo del film, che però mi ha fatto riflettere. La frenesia del killer in questo caso, il pasticcio che Marco compie in una sola settimana, è frutto della miseria in cui vive, più che di un suo problema mentale.
E così, inizia un valzer a suon di chiavi iglesi che fracassano teste, accette conficcate in mezzo agli occhi e smembramenti vari. 
Potrebbe essere benissimo la trama di una commedia nera, ma qui, De La Iglesia, ci mette tutta la serietà del caso.
Marco è sicuramente un ragazzo con qualche disturbo, lavora in un mattatoio, dove vede tutti i giorni vacche uccise e fatte a pezzi per poi essere trasformate anche in zuppe e altri prodotti culinari. Ma lui non ha problemi, lo vediamo pranzare tra il sangue che cola nelle griglie di scolo. Figurarsi se poi ci sono problemi a smembrare qualche umano!

Se siete sensibili a questo tipo di cose vi avverto che c'è proprio una scena al mattatoio, dove il regista non lascia nulla all'immaginazione e potrebbe essere forse considerata tra le più truci del film.




THE CANNIBAL MAN
Uno dei titoli del film è The Cannibal Man, ma va specificato che qui il cannibalismo è forse all 1%. Sarebbe stato anche troppo inserire un elemento così disturbante, e forse, avrebbe reso il tutto troppo sopra le righe.
Anzi, è inserito in una maniera che si potrebbe anche definire "furba", e che vi farà pensare e rabbrividire nel caso. Non voglio fare spoiler, ma chi è più smaliziato magari avrà già intuito.
De La Iglesia dosa la storia  per bene, e piano piano ci guida nella settimana di sangue di Marco, ma ci parla anche del suo rapporto con Néstor, un'amicizia che lascia trapelare molto altro...

Alla fine dei conti, questo film è un bel thriller che anticipa alcuni killer malati che vedremo in film come Maniac, o Don't go in the house nemmeno una decina di anni dopo.
Siamo ancora in ambito thriller, ma quell'odorino di malsanità c'è, e resta li a puzzare come i poveri cadaveri del nostro Marco.
Quello che è sicuro per me è che, la Spagna degli anni 70, con l'horror ci faceva l'amore davvero bene.



















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