Titolo: The Killer of Dolls / Killing of the Dolls / El Asesino de Munecas
Anno 1975
Paese: Spagna
Regia: Miguel Madrid
Questa è una vera chicca. L'ultimo film dell'anno per il blog e forse quello che mi è piaciuto di più di tutte le visioni del 2024.
Premetto che non è un horror puro. Siamo, data storia e svolgimento più verso il giallo thriller in voga in quegli anni. Argento, Bava e gli altri molti film che fanno parte di quello specifico genere che si avvicina molto allo slasher in alcuni casi. E che, ha sicuramente contribuito alla definizione del sottogenere che sarà il Re negli anni 80.
L'ho definito proto slasher nel mio post su instagram... beh, siamo li. Ci siamo molto vicini, anche se la componente psicologica del killer è molto evidente e pende comunque più verso il giallo/thriller.
Comunque sia, The killer of Dolls è una vera perla semi sconosciuta e oggi io ve ne parlerò, facendo in modo che venga conosciuta un pochino di più, e che abbia gli onori che merita.
Paul, che è il protagonista della nostra storia è anche il killer, non è spoiler perché lo sappiamo già dai primi minuti del film. E' un ragazzo strano per certi versi, delicato e timido all'apparenza, ma un feroce assassino quando si mette la sua maschera e non esita ad uccidere una copietta che si è appartata nel giardino della enorme villa che lui e i genitori devono tenere in ordine.
Il parco della villa è a disposizione di tutti e la sua famiglia fa da custode/giardiniere.
Paul uccide perché la madre, quando era piccolo, lo trattava come una femmina, la figlia che aveva perduto prima della sua nascita. Paul così è costretto a giocare con le bambole, pur sapendo di essere un maschio.
Il trauma del volerlo scambiare per la sorella è così forte da creare quasi uno sdoppiamento di personalità, che poi lo spinge a commettere degli omicidi. Le donne le vede come bambole o manichini.
Diventa amico anche di un bambino pestifero che abita nelle vicinanze col nonno. Conosce poi la figlia dei padroni della villa, Audrey, i due si innamorano e iniziano a frequentarsi. Intanto, rimasto solo ad occuparsi del giardino mentre i genitori sono in vacanza, l'ossessione per le bambole/donne non lo abbandona e, anche il fallimento della scuola di medicina dove studia incide sulla sua psiche. Inutile dire che il lieto fine è ben lontano per lui.
Di Miguel Madrid ho già visto Necrophagous, una pellicola che purtroppo non mi ha dato gran soddisfazione. Forse ne parlerò più avanti. Incuriosita però, da trailer e foto, ho optato per vedere anche questo suo terzo film, di qualche anno più vecchio. E nonostante non sia un film perfetto mi ha davvero stupita questa sua marcata attinenza con i gialli all'italiana del periodo. Soprattutto perché non ha nulla di meno di tanti film, anche e soprattutto italiani. La storia è semplice, un trauma infantile che porta un ragazzo ad avere un forte distacco dalla realtà e addirittura ad immaginare una sorella che non ha mai conosciuto, impersonandola. Poi c'è il fattore fallimento scolastico: Paul vorrebbe diventare un chirurgo, ma non ha la mano ferma e viene cacciato dalla scuola. Anche questo sarà un elemento di distacco dalla realtà, dove lui crede ci sia stata un ingiustizia nei suoi confronti. E quindi vorrà provare che sa fare un intervento...
Bella la trovata di "sostituire" le vittime, nella mente di Paul, con le bambole o meglio i manichini, che messi in un film dell'orrore fanno sempre la loro figura inquietante.
Certo, lo spettatore riesce magari a capire come andrà a finire tutto, che risulta prevedibile, ma lo è già dall'inizio, sappiamo già chi è l'assassino, il perché e conosciamo la profonda lacerazione della sua mente, ad opera di una madre sicuramente insensibile ed un padre altrettanto assente verso i sentimenti del figlio.
David Rocha se la cava bene nella parte di Paul, un ragazzo minuto, che cerca disperatamente di essere normale, rifiutando le avances della Contessa, madre di Audrey, e cercando di farsi degli amici anche se, forse dell'età sbagliata per lui.
Lo vediamo destreggiarsi più che bene anche nei momenti atti a stemperare la serietà della storia. Sì, perché Madrid inserisce anche dei momenti di ilarità e altre bizzarrie (diciamo non ben definiti in questo caso, e forse è l'unico difetto del film) che in fondo sono un elemento che si inserisce comunque bene in questo genere di pellicole.
Il gore non è eccessivo ma c'è, e, come già detto, l'elemento vittima che si trasforma in bambola agli occhi dell'assassino è da plauso. Ci fa empatizzare col killer, capendo il suo stato quando la follia lo coglie, e capendo che forse, non è proprio volontaria, ma più il risultato del già citato scollamento dalla realtà.
Il finale poi, è anche piuttosto triste da un certo punto di vista, ci si aspetta un plot twist verso il lieti fine, fino all'ultimo, ma sappiamo che non sarà così. Lo sappiamo praticamente da subito.
Quindi, se uniamo dei buoni omicidi, una bella colonna sonora anni 70, un pizzico di bizzarria nella storia e un killer che sa entrare nelle simpatie dello spettatore, possiamo assolutamente perdonare qui piccoli difetti, anche recitativi, e la prevedibilità del film.
Inedito ma recuperabile su youtube o in recuperabile in bluray.








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