Visualizzazione post con etichetta film horror estremi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta film horror estremi. Mostra tutti i post

lunedì, giugno 29, 2026

NIGHT OF FEAR (1972) - Recensione

Titolo: Night of fear 

Anno: 1972

Paese: Australia

Regia: Terry Bourke

Trailer



Quest'anno sto facendo davvero fatica a trovare i miei 10 preferiti da mettere nella solita lista a fine anno. (Per chi non lo sapesse ne faccio una tutti gli anni con i 10 film, compresi tra il 1970 e il 1999, che mi hanno colpita di più. Ovviamente prime visioni) In questi giorni pare si sia mosso qualcosa, e infatti questo Night of fear ne è entrato a farne parte praticamente subito. Si tratta di quelle visioni che appena le scopri vai subito a vedere, se le condizioni lo permettono. C'erano tutte. Quindi: scoperto, visto, piaciuto.
E, se siete particolarmente fan di Non aprite quella porta sarete soddisfatti anche il doppio. Ma è, come sempre in questi casi, super consigliato a chiunque.



Night of fear è una pellicola Australiana del 1972, diretta da Terry Bourke, perfetto esempio di Ozploitation, che sarebbe l' Exploitation made in Australia. Dura poco meno di un ora e in origine doveva essere il pilot di una serie antologica intitolata Fright, ma dati i presupposti troppo disturbanti e violenti non se ne è più fatto niente. Peccato, sarebbe stato interessante vedere cosa ne sarebbe venuto fuori. Riesce invece ad uscire al cinema, ma non  senza i soliti problemi della censura.
Dicevo che piacerà agli amanti di Non aprite quella porta ma anche a chi ha apprezzato cose più recenti come Wolf Creek. E' un dettaglio che salta subito agli occhi, se si è abbastanza appassionati del genere, quindi troverete queste mie considerazioni, probabilmente anche in altre sedi. 

La storia
Una giovane donna resta in panne con l'auto, dopo essere uscita dalla strada principale a causa un grosso camion. Ripresasi dall' impatto, la donna si trova di fronte un uomo, che subito tenta di aggredirla e di farla scendere dall'auto. Dopo vari tentativi lei riesce a fuggire nel bosco e si ritrova proprio a nascondersi in casa del tizio. Ma non è la cosa peggiore che gli succederà. L'incubo vero deve ancora arrivare.



In pochi minuti Burke riesce già ad incuriosire lo spettatore, con un prologo che fa già sudare freddo. Quello che ci aspetta ce lo sbatte in faccia subito, sangue, brutalità e nessuna via di scampo.
Nessun personaggio ha un nome, non c'è una particolare caratterizzazione dei personaggi, che sono una manciata o poco più, così come i dialoghi, che sono praticamente inesistenti. La regia è dinamica e molto buona, Bourke dirigerà anche Inn of the damned e qualche anno dopo Lady stay dead pellicola che ho attenzionato già da un po' e che sicuramente qualcuno dei lettori conosce. E credo che a questo punto saranno presto visionati entrambi.

Il killer è completamente fuori di testa, non parla ma urla, grugnisce e il primo istinto appena vede la donna è quello di saltarle addosso e probabilmente stuprarla. In casa, poi, lei troverà appese diverse foto che suggeriscono appunto che l'uomo sia anche un maniaco sessuale oltre ad un sadico senza pietà. Insomma è il classico ritratto del bifolco con salopette e qualche problema fisico, nello specifico un tutore per la gamba che lo fa zoppicare.
Per quanto riguarda lei invece è la classica cittadina che si avventura, suo malgrado, dove non dovrebbe, dopo essersi intrattenuta con l'amante, prima giocando a tennis e poi facendo l'amore tra le fresche frasche. ( Il nudo non deve mancare mai) Anche lei non parla molto, anzi per nulla, ma urla, urla tanto come la Sally di Non aprite quella porta. Le somiglianze sono tante, ma credetemi, Night of fear non ha bisogno di paragoni col film di Hooper, se la cava benissimo da solo. Sto solo cercando di farvi capire cosa dovreste aspettarvi.


Mi è piaciuto molto il fatto che, pur essendo agli inizi degli anni 70, e quindi ancora in fase di transizione dall'horror più classico al new horror, Night of fear ha una freschezza sorprendente. Se contiamo che Non aprite quella porta (che prendo come riferimento pratico in questo caso) uscirà solo un paio di anni dopo, possiamo dire che questo è un suo precursore senza ombra di dubbio. Ed è probabilmente un titolo importantissimo per il new horror australiano in quanto è una dei primi titoli del filone.
Titoli di coda e di testa sono davvero accattivanti, così come i vari inserti di pochi secondi, inseriti in alcune scene, dove si anticipa cosa potrebbe o succederà. Io l'ho trovato davvero geniale. 
L'atmosfera è sporca, cattiva e molto, molto malata. Tra sporcizia, resti di animali uccisi e maltrattati (aspettatevi anche quello, so che fa più male del vedere un "cristiano" torturato. Lo sapete voi e lo so io). Si salva solo il topo albino, "amico" del killer, che è il personaggio più tenero e senza macchia del film.
Per quanto riguarda la musica, nulla da eccepire neanche qui. Brani elettronici che sottolineano i momenti di tensione, ma anche quelli più "psichedelici" e allucinati.




Aspettatevi un bel viaggetto squilibrato, perché io non vi ho detto tutto, vorrei lasciarvi il più possibile con la curiosità di vedere coi vostri occhi. Sappiate solo che ne vedrete delle belle. Per me non ci sono difetti, tutto fila liscio ed il finale è assolutamente in linea. Davvero una chicca fotonica!

Trovate Night of fear su Dailymotion ma si trova anche in formato fisico in edizione francese.





sabato, maggio 30, 2026

NEKROMANTIK - Recensione + Edizione Rustblade

Titolo: Nekromantik

Anno: 1988

Paese: Germania

Regia: Jörg Buttgereit

Trailer 



Ci risiamo! Una nuova uscita Rustblade mi porta a parlarle di un film che ho visto un sacco di tempo fa, agli albori del mio amore per l'horror, e poi poco tempo fa, appunto per rinfrescare la memoria e poterci scrivere qualcosa.
Stavolta il film è il cultissimo del cinema horror estremo a basso budget Nekromantik, ormai ritenuto un must e uno dei più famosi e amati tra gli estimatori del sottogenere. Un film che all'epoca mi piacque e del quale avevo diversi ricordi nitidi anche dopo così tanto tempo. Insomma stavolta, anche perché questa è la prima volta che il film esce in edizione Italiana. Precisiamo però che il film non è mai stato doppiato, e qualsiasi versione voi abbiate visto era sottotitolata, e lo è anche questa ovviamente. Rustblade ci offre la sua solita formula: Bluray standard, quindi solo film, oppure le deluxe, edizioni a tiratura limitata in 3 versioni diverse, più alcune versioni della colonna sonora in vinile o cd. Direi l'imbarazzo della scelta! Andate a vedere il tutto sul sito comunque.

La storia

Rob e Betty sono una coppia che ama il macabro e la necrofilia. Rob lavora per una ditta che recupera cadaveri da incidenti e ogni tanto si porta a casa un pezzetto di loro. Hanno infatti una bella collezione di organi vari in vasetti posizionati su uno scaffale. Un bel giorno Rob recupera un cadavere in avanzato stato di decomposizione e decide di fare una sorpresa a Betty. Il regalo è graditissimo e inizia così un bel triangolo amoroso. Poi Rob perde il lavoro e Betty scappa col cadavere lasciandolo solo in un turbine di disperazione.
Per rob l'unica soluzione sarà compiere un gesto estremo, che però va oltre l'immaginazione "normale".




Nekromantik è un film sporco, grezzo, malato e a tratti disgustoso. E sono tutte qualità in questo caso. Se non lo fossero non sarebbe il film che è diventato in 38 anni, tra tagli vari e censure pesanti, in base al paese in cui avrebbe dovuto essere distribuito. 
Dopo alcuni corti, Nekromantik è il primo lungometraggio di Buttgereit che oltre a sceneggiare, dirigere e anche recitare (è uno dei colleghi di Rob) cura gli effetti speciali, creando il bel ragazzone putrido che sarà oggetto del desiderio prima, e della distruzione di Rob poi. Molte delle parti sono di animale. L'occhio per esempio è di un maiale, mentre i pezzi nella scena col gatto sono uova strapazzate. 
E nonostante il bassissimo budget, Butgereit dimostra un talento nel gestire i pochi mezzi a disposizione che lascia quasi senza parole. Nekromantik non è un semplice film estremo, girato solo per sconvolgere lo spettatore, o ribellarsi alle regole di censura del suo paese, è anche qualcosa di più profondo, qualcosa che scava nei desideri e nelle parafilie nascoste nella mente umana. La storia d'amore tra Betty o Rob è fortemente condizionata dalla costante presenza di qualcosa di macabro, arti mozzati, occhi e sangue, nel quale lei fa il bagno. E con l'arrivo del corpo, il desiderio sessuale aumenta e completa il tutto. La lunga scena d'amore col cadavere è allo stesso tempo romantica, disgustosa ed eccitante. Ed è il centro del film, l'essenza della storia. "Un film sull'amore per l'uomo e su ciò che resta di lui", recita una delle tagline.
La colonna sonora è importante quanto il film stesso, perché gli attribuisce tutta la forza, dando ad ogni momento la giusta importanza. Ed essendo un film con pochissimi dialoghi, è essa stessa parte narrante. 




Personalmente il tema necrofilia è affascinante, e credo sia stato proprio questo che mi ha spinto, a suo tempo, a vedere il film. Rivisto dopo tanto tempo posso dire di averci visto di più di un semplice film che tenta solo di schifare lo spettatore e farsi ricordare. C'è un profondo sentimento che lega Rob a Betty, ma solo se c'è di mezzo ma morte e il marciume funziona. La seconda parte, che narra la distruzione di Rob, affranto dalla perdita di Betty, che lo ha lasciato per preferire la compagnia del cadavere, è qualcosa di struggente, ma anche un viaggio allucinante in una mente che ha perso completamente il senso di ogni cosa. Il finale è allo stesso tempo delirante e solenne. Ma in fondo Rob ottiene ciò che vuole. Vedere per credere.
Nekromantik è in pratica un film fondamentale ormai, nato quasi per caso, senza nessunissima pretesa e forse è stata proprio questa la formula vincente.


Ecco l'edizione che ho acquistato io e che potete trovare sul sito Rustblade

















Altri articoli: